Radicali, dal divorzio all’Europa

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IL MESSAGGERO 08.05.2004 p. 10


Radicali, dal divorzio all'Europa

Il congresso ricorda la vittoria del '74 e lancia la sfida sulla fecondazione

di MARIO AJELLO

ROMA – Un amarcord che non è un amarcord. E del resto vivere di nostalgia è quanto di meno radicalesi possa immaginare. Ecco il bianco e nero delle foto di Marco Pannella negli anni '60 e '70. L'immagine in cui Peppino De Filippo pasteggia e beve vino circondato da due belle signore alla «prima cena divorzista» nel '67. 1 giornalisti del «Messaggero» affacciati alle finestre di via del Tritone che brindano per il «No». I ritagli del vecchio «Espresso» formato lenzuolo che ironizzano sul tracollo Dc al refcrendum del'74eannuncianosotto una foto di Fanfani e Rumor: «Lasciateli divorziare». Tutto ciò. e altro. nella mostra con cui la Lista Bonino ha deciso di aprire il congresso che si conclude domani all'Ergife con una festa per il trentennale del «No» all'abolizione del divorzio. Questo salto indietro nella storia e nel mito della battaglia per il divorzio potrebbe apparire fuorviante rispetto alla sfida in corso: ossia alla campagna elettorale per le europee nella quale la squadra «liberale-liberista-libertaria» non potrà ripetere l'exploit dell'ultima volta (8,5 per cento nel 1999) e per ora non sembra proprio volare nei sondaggi. Emma Bonino spiega come mai il passato non è archeologia: «Stiamo ~ iv endo una fase di deriva clericale, come dimostra la legge sulla fecondazione assistita. L'oscurantismo sta tornando, anche con la complicità di pezzi del centro-sinistra come la Margherita di Rutelli. Per contrastare ciò serve una nuova primavera dei diritti e delle libertà. Proprio come quella che culminò nella vittoria del '74». Una primavera «anti-oscurantista» che permetta ai radicali di andare oltre quel 2 per cento scarso che gli assegnano i pronostici per il 13 giugno e di dare battaglia alla «classe politica genuflessa al Vaticano» nel referendum sulla procreazione assistita. In questa strategia della rimonta, rientra la festa di domani per il Trentennale, alla quale sono attesi tanti compagni di strada. Non ci sarà Eugenio Scalfari – che pure spicca in una foto della mostra scattata in una vecchia manifestazione divorzista a Firenze ma tanti altri non mancheranno: lo scrittore Raffaele La Capria. l'attrice Ilaria Occhini (che è anche candidata alle europee). Alessandro Cecchi Paone (che è radicale ma ora in lista con Berlusconi). Franca Valeri. Athina Cenci. Ludina Barzini. Alberto Bevilacqua. la giornalista Giulia Massari (che fu al «Mondo»). Enrico Mentana e via così. Intanto Panella lancia un appello ad altri due amici, che hanno sempre sostenuto le sue battaglie: Franco Battiato e Vasco Rossi. «E' una richiesta di denaro», dice Marco, «cioè una richiesta politica». Il problema è che servono 40 miliardi di vecchie lire per la campagna elettorale e per il resto. La sottoscrizione pubblica è necessaria. fra l'altro. per comprare spazi televisivi. Pannella: «Ultimamente sono andato in video tre volte, e per pochi minuti: da Costanzo, dalle Iene e a Excalibur. E ogni volta ho alzato lo share del 50 per cento». Che ovviamente non si tradurrà in voti, ma resta il fatto che i radicali non possono permettersi lo snobismo anti-televisivo. Del resto anche allora nella battaglia del '74 la comunicazione fu essenziale e anzi quel referendum fece fare un innovativo balzo in avanti alle tecniche di propaganda politica. Ecco. in una delle foto in mostra, Claudio Villa che si fa testimonial in quella lotta. Per la quale. chiamato dal Pci, il regista Ugo Gregoretti realizzò pubblicità per lo schermo cinematografico. Mentre Nino Manfredi, Gianni Morandi e Pino Caruso interpretarono mini-spot contro i « clerico-fascisti». E Gigi Proietti, in una specie di buffo video da teatro dell'assurdo, in un video ripete all'infinito con differenti stili e intonazioni: «No. no, no. no!». La lista Bonino torna in campo per Strasburgo e l'assemblea si apre nel segno dei referendum La leader: viviamo una fase di deriva clericale, serve una nuova primavera dei diritti

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