Quei titoli italiani tradotti e traditi

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E’ molto interessante la mostra, voluta dalla Fondazione Mondadori, che si tiene alla Biblioteca Braidense di Milano. Si intitola «Copy in Italy» e illustra la fortuna all’estero della nostra letteratura dal ’45 a oggi. Offre molti spunti di riflessione, anche grazie al catalogo Effigie, che contiene saggi e testimonianze…

La Morante si inalberò quando l’editore americano Knopf, per «La storia», propose una piccola variante, «History: a Novel»: «Bisogna togliere quei due punti, che falsano il titolo (sembra che novel sia un attributo di history; come “la storia è un romanzo”)». E con l’editore spagnolo si infuriò quando seppe che in castigliano il suo romanzo circolava con il titolo «Algo en la Historia» e per di più tagliuzzato qua e là per motivi di censura franchista. In genere, nel passaggio da una all’altra lingua, gli editori fanno di tutto per rimanere fedeli ai titoli originali. A meno che non siano intraducibili. È celebre il caso dell’einaudiano «Il giovane Holden», in sostituzione dell’improponibile «L’acchiappatore nella segale» (traduzione letterale di un titolo originale pieno di allusioni). Per ragioni di non coincidenza semantica tra le lingue, «Il gattopardo» è diventato «leopardo» in inglese e «ghepardo» in francese. Ma si danno casi in cui i titoli originali vengono cambiati senza alcuna ragione plausibile… Diventato a sessant’anni, per sua stessa ammissione, «una specie di Lollobrigido, di Sofio Loren» grazie al successo del «Pasticciaccio», Gadda dovrà rassegnarsi a far traslocare la defunta Liliana Balducci del suo capolavoro in versione francese da via Merulana in via dei Merli (e infatti il romanzo uscì come «L’affreux pastis de la rue des Merles»). Ma c’è altro: «Il barone rampante» diventa in francese, probabilmente con il consenso di Calvino, «appollaiato» e in inglese l’equivalente del «Barone sugli alberi», il «Visconte» francese non è più dimezzato ma qualcosa tipo spaccato (con il neologismo pourfendu). Pasolini si vedrà ridurre i suoi «Ragazzi di vita» ai semplici «Ragazzi» francesi. In inglese il suggestivo «Va’ dove ti porta il cuore» è «Follow your Heart» (Segui il tuo cuore). Non si capisce perché mai il bellissimo «Nati due volte» di Pontiggia sia diventato in tedesco «Due vite» («Zwei Leben»). E «La lunga vita di Marianna Ucria» di Dacia Maraini, per quanto la protagonista fosse sordomuta, si sia trasformata nell’inglese «The Silent Duchess» (La duchessa silenziosa). Pensate a quanto perde «Senilità» tradotto con «Un uomo diventa più vecchio», scelto all’unisono dagli editori tedeschi e inglesi. Un destino anche peggiore di quello di Pirandello, il cui romanzo in tedesco viene decapitato in «Mattia Pascal». Ovvero il fu del fu.

(Da “Quei titoli italiani tradotti e traditi” di Paolo Di Stefano, Corriere della Sera, 29/9/2009).

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