Quando è la lingua inglese ad essere impedita

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GRAN BRETAGNA

«Non vai in bagno se non parli in gallese»

di Simona Marchetti

Gli insegnanti di Ceredigion minacciano i bambini che si esprimono solo in inglese: genitori in rivolta
Quando un alunno delle elementari di Ceredigion, nel Galles centrale, ha raccontato che a scuola non gli permettevano di andare in bagno se formulava la richiesta in inglese anziché in gallese, inizialmente i genitori sembravano scettici, ma hanno comunque deciso di indagare.

«ASSURDI COMPORTAMENTI»- E alla fine hanno scoperto che quello della toilette negata era solo uno dei tanti, assurdi comportamenti messi in atto dagli insegnanti delle scuole della zona che, auto-proclamatisi difensori d’ufficio della lingua gallese (minacciata a parer loro da quella inglese), avevano terrorizzato a tal punto i loro scolari che un bimbo di sei anni si rifiutava sistematicamente di parlare in inglese a casa, nel timore di finire nei pasticci, mentre ad un altro era stato intimato «di andare a vivere in Inghilterra» se voleva parlare in inglese e un terzo era stato accusato «di uccidere il gallese» perché si esprimeva in inglese.

NEMMENO LE FIABE – Ma quando una coppia di genitori si è sentita “suggerire” di non leggere le fiabe della buonanotte nell’odiato idioma «perché questo ostacolava l’apprendimento del gallese», si è capito che la misura era colma e che era il caso di intervenire: il dossier con tutte le rimostranze genitoriali nei confronti degli istituti elementari della contea è stato così inviato a Keith Towler che, in qualità di Children’s Commissioner for Wales, si è preso carico della delicata questione. Stando alle lamentele arrivate al sito “BiLingo” , aperto dai genitori in forma anonima «per appoggiare l’idea di un sistema bilingue ed accrescere l’identità gallese dei nostri figli, indipendentemente dalla prima lingua» e approdato poi anche su Twitter , è addirittura emerso che in molte scuole vige la regola “del semaforo”: ovvero, disco rosso a chi viene beccato a parlare inglese la prima volta; giallo alla seconda infrazione e verde alla terza, con rapporto al preside.

IL FAMIGERATO WELSH NOT – Un sistema che gli sconvolti genitori hanno paragonato al famigerato Welsh Not, metodo punitivo in auge nel XIX secolo, che costringeva gli studenti sorpresi a parlare in gallese a portare un pezzo di legno attorno al collo, con incise sopra le lettere «WN», per simboleggiare la vergogna di cui si erano macchiati. «Invitiamo tutti i genitori preoccupati ad andare a parlare con gli insegnanti dei figli e con i presidi delle scuole – spiega l’assessore Hag Harries, membro del consiglio di Ceredigion, al “Telegraph” – ma troviamo comunque molto difficile credere a queste accuse, perché le nostre scuole sono ospitali ed accoglienti e nessuno dovrebbe avere dubbi sulla possibilità di discutere apertamente e liberamente dei problemi».
(Da corriere.it, 15/11/2012).




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