Quando è il sottosegretario inglese alla Scuola a sbagliare la lingua

Posted on in Politica e lingue 15 vedi

Gran Bretagna

L’esponente governativo, colto in fallo dai giornali, fa pubblica ammenda

La figuraccia del sottosegretario alla Scuola

Il suo blog pieno di strafalcioni ortografici

di Fabio Cavalera

Ma che combina il sottosegretario alla Istruzione pubblica del governo di Sua Maestà? «Achieve», che in inglese significa portare a termine o raggiungere o altro ancora, si scrive proprio così, con la «i» dopo la «h» e prima della «e». Nelle scuole del Regno Unito i professori segnano con la matita rossa l’errore. Un po’ come da noi quando i bambini – ma spesso anche gli universitari – cadano su «oglio» e «chirurgi», abbondando di una consonante malandrina in un caso o sacrificandola nell’altro. Può essere la sbadataggine che capita e non si ripete, uno scivolone dettato dalla fretta o dalla memoria che in quel momento non ti aiuta.

Ma se lo fai, una e due e tre e quattro volte è lecito porsi la domanda: chi scrive (ovvio che vale anche per noi giornalisti di serie B) ha un minimo di coscienza grammaticale? Se sbaglia uno studente, beh, allora si può porre rimedio con qualche ora in più di ripasso.

Se sbaglia un giornalista si può porre rimedio grazie a un collega più attento e bravo che passa l’articolo. Ma se a fare la figura del somarello è niente meno che il sottosegretario con la delega sulla istruzione pubblica occorre pensarci su bene.

Jim Knight, quarantunenne «Mínister of School» è stato pizzicato dal Times che gli ha tirato le orecchie per gli strafalcioni di cui ridonda il suo blog. E siccome non si tratta di piccoli e scusabili «incidenti» di percorso e neppure di frettolosa battitura dei tasti gli ha dedicato un rubrichetta al veleno: «acheive» non va bene, signor sottosegretario alla istruzione pubblica. E neppure «maintanance» (assistenza, sostentamento, manutenzione) con la seconda «a» al posto della «e». E poi «archeaological» con una «o» di troppo e «receieve» con la seconda «e» che è eccessiva. Insomma, matita rossa. Jim Knight se la sarebbe potuta prendere con tanto zelo giornalistico. «Guardate in casa vostra». Invece, essendo un giovane signore di vedute aperte, ha preso la palla al balzo e ha aperto, ieri stesso, una discussione sul suo blog, vedere per credere. Innanzitutto, «holding my hands up», ha «alzato le mani» in segno di resa e si è scusato. «A volte sono costretto ad aggiornare gli interventi col palmare e inciampo nei refusi. Gli errori mi scappano via». Discussione aperta. I suoi elettori, lui è un laburista del Dorset, si sono fatti sentire. Qualcuno lo ha perdonato. Ad esempio Elizabeth Mary Telcs: chi non sbaglia? Io stessa, che sono professoressa, ogni tanto… Farne un problema di Stato è «lavoro di giornalisti bacchettoni e di altrettanto bacchettoni conservatori». Di ben diverso avviso Phil Weedon: che orrore, «mio nipote di 11 anni non avrebbe di certo consegnato compiti così scadenti». Alla fine il sottosegretario non ha avuto scampo. Con le mani alzate ha promesso: «Devo fare meglio». Promosso o rimandato?

(Dal Corriere della Sera, 7/2/2009).

[addsig]




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Gran Bretagna <br /><br />
<br /><br />
L’esponente governativo, colto in fallo dai giornali, fa pubblica ammenda <br /><br />
<br /><br />
La figuraccia del sottosegretario alla Scuola <br /><br />
Il suo blog pieno di strafalcioni ortografici <br /><br />
<br /><br />
di Fabio Cavalera <br /><br />
<br /><br />
<br /><br />
Ma che combina il sottosegretario alla Istruzione pubblica del governo di Sua Maestà? «Achieve», che in inglese significa portare a termine o raggiungere o altro ancora, si scrive proprio così, con la «i» dopo la «h» e prima della «e». Nelle scuole del Regno Unito i professori segnano con la matita rossa l’errore. Un po’ come da noi quando i bambini - ma spesso anche gli universitari - cadano su «oglio» e «chirurgi», abbondando di una consonante malandrina in un caso o sacrificandola nell’altro. Può essere la sbadataggine che capita e non si ripete, uno scivolone dettato dalla fretta o dalla memoria che in quel momento non ti aiuta. <br /><br />
Ma se lo fai, una e due e tre e quattro volte è lecito porsi la domanda: chi scrive (ovvio che vale anche per noi giornalisti di serie B) ha un minimo di coscienza grammaticale? Se sbaglia uno studente, beh, allora si può porre rimedio con qualche ora in più di ripasso. <br /><br />
Se sbaglia un giornalista si può porre rimedio grazie a un collega più attento e bravo che passa l’articolo. Ma se a fare la figura del somarello è niente meno che il sottosegretario con la delega sulla istruzione pubblica occorre pensarci su bene. <br /><br />
Jim Knight, quarantunenne «Mínister of School» è stato pizzicato dal Times che gli ha tirato le orecchie per gli strafalcioni di cui ridonda il suo blog. E siccome non si tratta di piccoli e scusabili «incidenti» di percorso e neppure di frettolosa battitura dei tasti gli ha dedicato un rubrichetta al veleno: «acheive» non va bene, signor sottosegretario alla istruzione pubblica. E neppure «maintanance» (assistenza, sostentamento, manutenzione) con la seconda «a» al posto della «e». E poi «archeaological» con una «o» di troppo e «receieve» con la seconda «e» che è eccessiva. Insomma, matita rossa. Jim Knight se la sarebbe potuta prendere con tanto zelo giornalistico. «Guardate in casa vostra». Invece, essendo un giovane signore di vedute aperte, ha preso la palla al balzo e ha aperto, ieri stesso, una discussione sul suo blog, vedere per credere. Innanzitutto, «holding my hands up», ha «alzato le mani» in segno di resa e si è scusato. «A volte sono costretto ad aggiornare gli interventi col palmare e inciampo nei refusi. Gli errori mi scappano via». Discussione aperta. I suoi elettori, lui è un laburista del Dorset, si sono fatti sentire. Qualcuno lo ha perdonato. Ad esempio Elizabeth Mary Telcs: chi non sbaglia? Io stessa, che sono professoressa, ogni tanto... Farne un problema di Stato è «lavoro di giornalisti bacchettoni e di altrettanto bacchettoni conservatori». Di ben diverso avviso Phil Weedon: che orrore, «mio nipote di 11 anni non avrebbe di certo consegnato compiti così scadenti». Alla fine il sottosegretario non ha avuto scampo. Con le mani alzate ha promesso: «Devo fare meglio». Promosso o rimandato? <br /><br />
(Dal Corriere della Sera, 7/2/2009).<br /><br />
[addsig]

You need or account to post comment.