Putin adotta lo jus sermonis mentre la Giannini ce ne espropria.

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Vladimir Putin

Putin, il presidente russo, ha  varato il provvedimento, annunciato da diverso tempo,  che permette a tutti i cittadini russofoni degli stati dell’ex URSS di avere il passaporto russo. Tale provvedimento, che è evidentemente quanto viene richiamato dal principio di cittadinanza basata sullo Jus Sermonis, cioè la condivisione di lingua e cultura, velocizza la pratica di acquisizione della cittadinanza russa, che passa dal paio di anni della legge appena abrogata, ai soli tre mesi del nuovo provvedimento.  Questa la dichiarazione del segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, Giorgio Pagano, dopo avere appreso la notizia.

La lingua e la cultura sono i fondamenti del senso civico di appartenza ad una nazione,  e infatti il test di lingua russa è obbligatorio per chi fa richiesta del passaporto russo. Noi italiani, continua Pagano, invece  lasciamo che la nostra classe dirigente, in casa nostra, annulli totalmente la nostra cultura millenaria per regalarla, pagandola anche caro, alla cultura e alla lingua inglese, come sta procedendo ad esempio il Ministro Giannini, con la follia dell’insegnamento esclusivo in lingua inglese nell’alta formazione.

Come dice anche Dacia Maraini, la nostra lingua è la nostra identità, e il governo russo, a differenza del nostro, ne è pienamente consapevole, conclude Pagano.




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