Puntata di Domenica 11 Novembre

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Puntata di Domenica 11 Novembre

Nella puntata di Domenica 11 Novembre, condotta da Giorgio Pagano:
– Settimana politica dell’ERA a cura di Selena Vacca:
Epurazione linguistica nei coffee shop inglesi
Stati Uniti d’America contro la formazione degli Stati Uniti d’Europa
Inno di Mameli più importante della lingua italiana
Acquisto degli F35 americani contro il mercato comune europeo
– Intervista di Giorgio Pagano a Lilli Greco:
Fondazione della casa discografica RCA da parte degli americani come "risarcimento" al bombardamento americano di San Lorenzo durante la II Guerra Mondiale e successivo inserimento della musica italiana tramite il Vaticano.

[mp3]http://www.eraonlus.org/radio/dl_2012.11.11.mp3[/mp3]




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E.R.A.
E.R.A.

[justify]<strong>Trascrizione intervista a Lilli Greco, puntata di Domenica 11 Novembre</strong><br />
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PAGANO: La prima domanda che ti faccio è: un’autopresentazione. Chi sei? Cosa hai fatto? Quali sono le cose che ritieni più importanti?<br />
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GRECO: Mi chiamerei Italo Greco, però nell’ambiente sono conosciuto con questo nomignolo di Lilli. Già nella mia famiglia mi chiamavano così e credo sia dovuto al fatto che quando sono nato ero così piccolo che mia sorella - un po’ più grandicella - abbia esclamato “Ma questo è un lillipuziano”. Poi piano piano lillipuziano è diventato Lilli, e poi Lilli era un nomignolo noto per i vari cagnolini, bamboline e cose varie ecc. Insomma è rimasto così.<br />
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MATTIOLI: È molto simpatico. Comunque la tua statura ce l'hai ormai, sei cresciuto.<br />
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GRECO: È che qualche volta magari qualcuno mi chiede, "la signora Lilli Greco è arrivata, viene più tardi?", quindi qualche volta questo nome ha dato adito a incomprensioni, quando io sono un maschio a tutti gli effetti.<br />
Quindi 40 anni passati dentro questa grande azienda che era la RCA, che era una filiale.<br />
Tra l'altro quest'azienda – vale la pena ricordare – fu dovuta in qualche maniera a un intervento di Pio XII verso gli americani. Ovverosia chiamò gli americani dicendo – questo più o meno nei primi anni '50 – "c'è stato questo bombardamento che avete fatto a San Lorenzo, duemila morti. C'è ancora gente che sta cercando di ricostruire; perché non fate qualcosa per quella gente lì? Metteteci una fabbrica, fate qualcosa."<br />
E gli americani seguirono questo consiglio<br />
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PAGANO: Due mila morti italiani?<br />
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GRECO: Sì, il famoso bombardamento di San Lorenzo, nel '43 mi pare. E quindi gli americani seguirono questo consiglio e fondarono questa casa discorgrafica. Dissero al papa "mettiamo una fabbrica di dischi", "dischi?", "sì, prevediamo che diventerà un oggetto molto commerciale", "i dischi, la musica, le canzoni... ma mettete una fabbrica più importante...", "...no, no una fabbrica di dischi". E così in quel pezzettino che stava sulla via Tiburtina – probabilmente era un posto dove lavoravano i residuati di guerra, vallo a sapere... - fondarono questa fabbrica che poi doveva essere una specie di magazzino dove fare transitare i dischi americani che poi sarebbero stati venduti ecc., insomma una fabbrica americana.<br />
E così andò a finire. Senonché questa fabbrica andava male, nel '54-'55 addirittura si stava per chiudere, [dicevano] "purtroppo abbiamo sbagliato", "ci togliamo" ecc.<br />
In Vaticano, però, c'era un signore, questo signor Ennio Melis. Era finito in Vaticano perché conosceva molto bene l'inglese. Infatti lui citava Shakespeare a memoria, in inglese. E si era fatto avanti mostrando intelligenza, cultura, preparazione ecc. Allora un personaggio del Vaticano chiese a Pio XII "questa fabbrica va male, perché non ci mandiamo il signor Melis?". E, insomma, mandarono il signor Melis, il quale prese in mano la situazione e piano piano la rimise in piedi.<br />
Ebbe immediatamente l'idea di produrre in Italia: di vendere il prodotto in Italia. Così cominciò quest'avventura che va avanti per molti anni.<br />
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PAGANO: Ma Melis, quindi, era stato messo lì dal Vaticano?<br />
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GRECO: Sì. Il Vaticano ebbe per un certo periodo degli interessi sulla fabbrica. Diciamo che il 51% era americano e il 49% del Vaticano. Adesso non saprei dire con precisione, non mi sono mai interessato della parte amministrativa. Il Vaticano si ritirò molto tempo dopo; credo che si ritirò quando uscirono i primi cantautori, che erano comunisti, quella roba lì. E infatti qualche lamentela c'era. Tra questi c'erano dei buoni artisti – come De Gregori – i quali sbagliano totalmente la loro vita artistica, proprio perché sono nati [artisticamente] nel '68 e ne hanno avuto i vantaggi. Erano artisti di valore, soprattutto De Gregori, di natura è molto dotato. Ma non sa che mestiere fa. Fa il cantautore. Per capire, se De Gregori fosse nato a Parigi e quindi se fosse vissuto in una città colta dove ci sono 200 teatri e in cui il Comune non spende 24 miliardi per la cultura bensì 4mila. La distanza è questa. Una città in cui ci sono mille occasioni per essere qualcuno e per dimostrare il proprio talento: teatro, cinema... Non solo canzonette e dischi ma qualcosa di più. De Gregori, per esempio, è un cantautore conosciuto in Italia, Brel è conosciuto in tutto il mondo perché invece di pensare a Bob Dylan – che è un altro equivoco pazzesco – invece di pensare a Bob Dylan, a Leonard Cohen, a Tom Waits... Una zona finta, falsa americana: basta soltanto andare in America e starci un momentino per capire che sono creazioni finte, false; mentre Brel no, lui era un grande artista.<br />
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PAGANO: Che intendi per finte, false?<br />
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GRECO: Finte. Come un gioiello finto: a un occhio non pratico sembra vero. Ci sono degli strass che sono perfetti a vedersi ma sono finti.<br />
PAGANO: Perché musicalmente sono copie?<br />
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GRECO: No, perché non hanno senso. È un'estetica nata, sorta così, i ragazzi hanno creduto a delle stupdiaggini e non hanno un senso critico critico, vero, storico, non ce l'hanno. Non possono averlo. Tra l'altro la scuola ha perduto tutto il valore umanistico, non c'è più uno studio umanistico a scuola. Neanche al liceo classico: anche lì, è tutto più scientifico. Le scuole medie non ne parliamo.. Purtroppo io - che sono di sinistra – devo maledire la sinistra che negli anni post '68 ha rovinato la scuola per prima. Poi naturalmente sono arrivati gli altri, la Gelmini ha dato l'ultima... Ho scoperto che la geografia si studia soltanto fino alla quinta ginnasiale, poi non si studia più. La storia romana si studia fino alle elementari, poi ci sono delle tracce, non c'è. Nella scuola danese la storia romana si studia fino ai 18 anni. Insomma, non è possibile essere ridotti così. In nome di che e di che cosa? È evidente che se uno parla con un ragazzo e gli domanda "scusa ma per caso conosci la capitale del Portogallo?" "Malaga?". Il livello è questo. All'università ho fatto questa domanda.<br />
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PAGANO: La cosa peggiore che noi dell'ERA critichiamo moltissimo è quella di insegnare nei licei materie come la matematica solamente in inglese. Il risultato, infatti, sarà che i ragazzi non sapranno bene né l'inglese né la matematica.<br />
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GRECO: Per l'appunto... E questo è tutto un correre appresso a un finto modernismo. Dice un buon vocabolario: è moderno tutto che storicamente resterà nel tempo. Di nuovo, tutto ciò che è nuovo ma che storicamente resterà nel tempo. Questo è un fatto moderno, tutto il resto è attualità che nasce la mattina e muore la sera.<br />
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PAGANO: Peccato che sta distruggendo la scuola italiana.<br />
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GRECO: E chi? Beh la Gelmini ma lasciamola stare...La colpa è della sinistra non ha saputo... Il sei politico è stato ammesso dalla sinistra per guadagnare il favore dei giovani.<br />
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PAGANO: Non a caso parliamo di partitocrazia.<br />
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MATTIOLI: Posso introdurre una parola?<br />
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GRECO: Sì.<br />
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MATTIOLI: Colonizzazione americana, non so se ti piace.<br />
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GRECO: Sì, ma quella va da sé: è automatica la colonizzazione americana.<br />
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MATTIOLI: Ma è voluta o l'abbiamo creata noi addirittura?<br />
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GRECO: L'RCA dimostrò esattamente il contrario. Noi abbiamo venduto molti più dischi della Pavone che di Elvis Presley. Gli americani sono stati zitti perché hanno preso i soldi. E di fronte ai soldi non si discute più; non c'è un'ideologia, non gliene può fregare di meno. Vedono i soldi e basta... Anzi addirittura l'RCA italiana per un certo tempo rappresentava tutte le filiali europee e quindi io fu mandato in Spagna per vedere se artisticamente c'era del lavoro da poter fare. E in effetti facemmo dei dischi, mandammo in classifica degli artisti. Insomma eravamo anche fortunati e ci sapevamo fare.<br />
Però eravamo tutta gente laureata, diplomata in musica. Io provengo dalla musica classica, non dalla canzone, il che mi permette anche di fare un'analisi tecnica. Pensate soltanto alle canzoni di Vianello che ogni semestre – a oggi – incassano 200mila 300mila euro! E sono nate 25-30 anni fa. Perché ogni estate si ballano, i Watussi non passa di moda. Vuoi o non vuoi qualcuno in estate canta I Watussi o Con le pinne, il fucile, gli occhiali, per forza, perché hanno qualcosa in sé, sono canzoni semplice ma di una semplicità che alla fine arriva.<br />
MATTIOLI: Attingono alla popolarità, al popolo e alla sensibilità nostra.<br />
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GRECO: Stanno in piedi, sono tre minuti di sincera semplcità. Nessuno chiede Beethoven. Fanno il loro servizio. Naturalmente va calcolato anche i testi sono tutti molti carini e venivano fatti da un poveraccio che se non ricordo male era un impiegato alla Poste il quale aveva la caratteristica di scrivere testi carini: La partita di pallone, Guarda come dondolo. Tutti piccoli capolavori di semplcità che non vogliono avere nessuna pretesa di filosofia né di trasmettere un messaggio: terribili pretese.<br />
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PAGANO: Quindi arriviamo agli anni '60 che la canzone italiana ancora regge. Con gli anni '70?<br />
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GRECO: Sì, regge. Con gli anni '70 invece c'è il rock che avanza e i ragazzi cominciano a sentire questa musicaccia. E per esempio a Roma nasce il Piper. Spesso vengo chiamato come testimone musicale di quegli anni; per esempio, tempo fa la Discoteca di Stato – che sta in via Caetani – mi contatta (mi sembra che fosse Luciano Ceri, bravissimo ragazzo, che mi pare sia il responsabile della Discoteca di Stato) per farmi vedere un filmato in cui ci sono le interviste dei componenti di un complesso musicale chiamato Cyan [Three]. Questi Cyan io li ho avuti spesso per fare delle basi; per esempio sono coloro che hanno suonato, sotto la mia direzione, nel disco di Patty Pravo che si intitola Pazza Idea, il long playing.<br />
Suonano come? Io insegno loro gli accordi, come si fa a suonare insieme, che basso bisogna metterci, che accordo bisogna metterci. Insomma, insegno loro tutto quello che c'è da insegnare; pur di arrivare ad avere una base. E che cosa mi trovo invece in questo filmato? La storia di questo complesso, arrvato, chiamato qui dal padrone del Piper – Alberigo Crocetta – come messaggeri del nuovo sound mondiale, il rock. Ma questi non sapevano suonare. Quindi... Che cosa si può dire poi? "Lei li conosceva tutti, erano così bravi!" Insomma, io li ho mascherati. In questi casi, bisogna smascherare!<br />
Tu che conosci la musica mi puoi capire. Non se hai pratica musicale... Ecco, bene... Ci sono delle canzoni che prevedono un accordo: per esempio il LA minore settima.<br />
Il LA minore si fa facile: LA-DO-MI. Però io ci devo aggiungere un SOL per fare il LA minore settima. Quindi o lo sai fare – il LA minore si fa facile ma con questo SOL in più bisogna fare un altro accordo – o se non lo sai fare come si fa? A me serviva quell'accordo là. Allora che cosa dovevo fare io? Fare una pista LA minore poi dirgli "DO maggiore lo sai vero? Ecco benissimo, me lo registri qua". Io li fondo, il DO e il MI sono comuni al LA, il SOL me lo prendo da questo qua e così c'ho il LA minore settimo. Così dovevo fare per ottenere l'accordo che andava registrato. Poi se si passava ad accordi un pochino più difficili, per esempio il LA nona minore che prevede un SI bemolle.. E beh... Quello proprio non potevano farlo. Allora anche là biognava fare una settima da una parte e poi con una diminuita dall'altra parte li fondevo e facevo l'accordo che mi serviva. Quindi ne ho inventate di tutti [i colori].<br />
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MATTIOLI: Per supplire alla loro ignoranza crassa.<br />
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GRECO: Per altro ragazzi simpaticissimi, buonissimi, per bene, educatissimi però di musica non ne sapevano. Piacevano a Crocetta perché facevano rumore.<br />
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PAGANO: Chi era Crocetta?<br />
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GRECO: Crocetta era il gestore del Piper. E lui andava a Londra a vedere chi poteva venire a suonare al Pipier... Chi sapeva se suonavano bene o no! Bastava che facessero rumore... Che tirassero, e li portava là. E andare a risentirli suonare, era pazzesco. Peggio forse era, addirittura, al Clock' Studio dove arrivavano quelli di tipo intellettuale che salivano con queste chitarre e non ti dico che cosa suonavano... Anche loro degli inebriati degli americani, di Bob Dylan... Poveracci, insomma: si sono persi tutti.<br />
Si sono salvati solo De Gregori e Venditti perché presi direttamente da lì e messi alla RCA. La RCA era padrone – perché la RCA paga – dell'artista, ma senza l'RCA sarebbero scomparsi. Noi eravamo arrivati a dire anche che....<br />
Pensate che in Viva l'Italia c'era un verso – dovemmo batterci a lungo per farglielo notare/togliere(?20.20) – "Italia che resisti, Italia senza fascisti"... Ma che ci frega? Che ci frega dei fascisti? Ma lascia perdere! Più li nomini, più gli dai importanza, ma lascia stare. Un'altra invece io personalmente non riuscii a fargliela togliere.<br />
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PAGANO: Questo verso me lo ricordo, solo che non c'è "senza fascisti".<br />
Quindi c'era una versione prima che era..<br />
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GRECO: ... E la sua era con "Italia che resisti, Italia senza fascisti". Un'altra frase, purtroppo altrettanto stupida, che non riuscii proprio a fargliela togliere – a tal punto ci accapiniamo che lui mi nomina in un'altra canzone dicendo "Lilli Greco non capisce ma che Dio lo benedica" – era, "l'Italia sta assassinata da giornali e dal cemento".<br />
Ma lo sanno anche i bambini... Il cemento, le case brutte, col viale... Lo sanno tutti, che ci frega? Facci poesia, dicci dell'Italia del valzer e del caffè. Quello è molto divertente: "Viva l'Italia del valzer e del caffè", perché quello siamo, o no?<br />
Quindi combattere con questi – capendo che erano dei talenti – però non siamo riusciti... Si diceva con Ennio Melis quando ormai stava per morire e giocavamo a carte: "Caro Lilletto...", allora ci davamo già del tu...<br />
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PAGANO: ... Cioè già Lilli è piccolo, Lilletto, peggio me sento.<br />
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MATTIOLI: È più italianizzato.<br />
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GRECO: "... Noi – con un po' di amarezza – abbiamo fatto delle buone cose, delle buone canzoni ma non siamo arrivati a livello dei francesi". Non abbiamo fatto cultura come l'hanno fatta i francesi, come l'hanno fatta Brel, Yves Montand, Georges Brassens, murrugi??(22.25), anche la [Baker] ha fatto cultura, anche la [Grecau] – che io ho visto personalmente. Anche la Piaf era cultura. Noi no, noi non abbiamo questo.<br />
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MATTIOLI: Ma loro sono spariti pure in Francia...<br />
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GRECO: No, guai a chi tocca Brassens in Francia...<br />
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MATTIOLI: No, nel senso... Però son del passato. Adesso sono americanizzati.<br />
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GRECO: Ah sì certo li hanno avuti nel dopoguerra, quindi si difendono.<br />
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MATTIOLI: Cioè non è solo un fenomeno italiano, è un fenomeno europeo... Noi avevamo un cultura, vincitori o non vincitori...<br />
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GRECO: Mi fa ripensare a una cosa che ho notato, io un figlio che vive in America, e quindi ogni tanto mi invita. E lì si capisce che per gli americani, l'editoria americana, la prima cosa è il folk, il country, perché è la loro storia. Le canzoni loro, le canzoni country loro raccontano la loro storia, e guai a toccargliela. Guai a dire che sono noiose, perché sono noiosine... Però i testi sono la loro storia. Quindi guai a toccargliele. La seconda cosa è il jazz, che ha un valore artistico indubbio. Purtroppo noi non possiamo usarlo, è come voler parlare inglese stando qua, non si può, bisogna stare in america. All'inizio molti jazzisti di origini italiane.<br />
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MATTIOLI: È come il tango argentino, che è metà italiano...<br />
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GRECO: C'è sempre qualche italiano di mezzo. E poi viene tutto il resto. Sembrerebbe quasi che il rock, sia una cosa che fanno per noi europei, loro non è che ne fanno grande uso, cioè Bob Dylan non è dio in terra, non è così... Sinatra un po' lo era, ma accidenti che cantante era, che attore era... Accidenti che vita ha fatto. De Gregori che fa? Sta a casa sua, da una parte c'ha l'olio, poi fa un po' di serate... Noi gli abbiamo liquidato moltissimi soldi, moltissimi... Quindi la sua vita è quella. Non è cultura la vita di De Gregori. Invece uno solo di tutti questi artisti che io ho trattato all'RCA, e parto da Nilla Pizzi fino agli Avion Travel, in quel libro di cui parlavo prima ci sono tutti, uno, non due o tre o quattro, un solo artista capiva di cosa stessimo parlando. Si chiama Paolo Conte. Non ce ne sono altri. Lui sì. Non è figlio del rock, non è figlio dei dischi, non è figlio delle mode... Lui casomai è figlio di due cose: il grande cinema americano, quello in bianco e nero, lui è del '37, Paolo, quindi non è giovanissimo. E l'altro è il jazz, di cui lui è un grandissimo cultore, addirittura da poter fare dei quiz internazionali. Lui sì... E tenete presente che Paolo Conte passa all'RCA perché ha delle canzoni per Patty Pravo, e io ero quello che si occupava di Patty Pravo, infatti prenderò una sua [canzone] e la farò cantare a Patty Pravo, si chiamava Tripoli '69. Però mi affascina questo signore. Intanto figlio di notai del '700, quando poi vidi la sua casa di Asti mi resi conto che era una famiglia benestante, insomma, storica addirittura. E quindi con tutto ciò che ne proviene, una persona che sapeva parlare italiano, sempre elegante al punto giusto. Non credo di averlo mai visto in blue jeans, mai l'ho visto in divisa, l'ho visto sempre normale, regolare. E soprattutto con un gusto poi nelle cose che... Fossi stato una donna mi sarei buttato subito nelle sue braccia. Affascinantissimo. Per fargli fare un disco credo di averlo corteggiato per almeno due anni. Perché era già adulto, poi avvocato, mi diceva "ma io sono un dilettante, faccio musica, delle canzoni..." Aveva già fatto Azzurro, aveva scritto dei successi, e quindi diceva "ma ti pare che adesso mi metto io a fare il cantante", non ci pensava neanche, e invece io ero sicuro che lui sarebbe riuscito a fare, a resistere, come si dice in inglese, on the stage. In certi casi purtroppo l'inglese ti aiuta, se dici "sul palco" non si capisce, on the stage è un'altra cosa, è proprio entrare in sintonia con un mondo che non sta di qua ma sta di là.<br />
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MATTIOLI: Grazie a dio c'è pure il latino che si usa in tutti i momenti.<br />
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GRECO: Sì, per qualche cosa...<br />
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PAGANO: In realtà i cantautori che tu hai citato sono sostanzialmente i cantautori che nascono negli anni '70 e gli unici due che siamo riusciti a salvare, hai utilizzato questo termine, sono appunto Francesco De Gregori e Antonello Venditti. Di De Gregori qualcosa ci hai detto, di Venditti poco. Perché vi dava meno problemi?<br />
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GRECO: No, Antonello... Come dire, Antonello si è perso per strada. Anche lui straricco, si è perso per strada. Forse, ha anche capito che avrebbe dovuto cambiare qualcosa, proprio nella sua vita. Avrebbe dovuto modificare qualcosa. Perché pensate che se noi parliamo proprio di arco vitale, questi li ho conosciuti che erano ragazzini, avranno avuto 20, 22 anni. Adesso ne hanno 60, qualcuno anche qualcosa in più. È possibile che si faccia questa vita soltanto pensando "quanti dischi abbiamo venduto?", "quanto abbiamo incassato?", "la SIAE che dice?" e basta. Sì, voi direte, "ma qui c'è un impegno politico", ma è cambiato qualcosa con il loro impegno politico? Nulla. Non c'è forza, non hanno... In Francia sì, qualcuno di loro, un certo potere pubblico l'aveva guadagnato. Qui no. Qui ci sono i ragazzini, vanno in 5mila a sentire De Gregori che canta, godono delle loro canzoni, si fanno una canna, ecc. E la serata è finita, cosa è successo? Il grande concerto rock fatto negli stadi, a che serve? Solo al botteghino. Sapete quanto ha guadagnato, questo magari non te lo posso dire, una cifra SIAE non ve la posso dire...<br />
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PAGANO: Una cifra SIAE?<br />
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GRECO: Sì, una cifra enorme perché i concerti rock che si fanno negli stadi portano...<br />
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PAGANO: Ma sempre di Venditti stiamo parlando?<br />
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GRECO: Anche di altri. Portano un sacco di soldi. E non servono a nulla, dal punto di vista culturale.<br />
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MATTIOLI: Senti, ti posso fare una domanda? Il mio cuore è andato a pezzi quando è andata a pezzi la musica italiana che contava, salvo qualche eccezione. E la cultura appresso a questo. Perché là gli americani neanche gli danno una grande importanza, il rock qui ha scassato tutto, è riuscito a scassare tutto, e che cosa c'è da recuperare? Tu dici che non c'è niente da recuperare ormai, io voglio sperare in qualche cosa... Noi in altri modi cerchiamo di fare qualcosa.<br />
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GRECO: In questo momento non c'è dubbio che le donne sono decisamente migliori degli uomini. Non siamo più alla pari, le donne sono migliori. Non ci sono dubbi. I maschi con i loro telefonini... Sono sotto. Le donne restano donne. Per forza, hanno un DNA che le difende, intanto possono essere madri che è sempre un miracolo. Sono e restano donne. Ho fatto questa premessa, non tanto per giustificare, perché ho conosciuto un sindaco, una ragazza di 36-37 anni, di un paesino in provincia di Campobasso che si chiama Riccia. Questa ragazza è stata l'unica che, avendo letto questo libro, mi ha telefonato dicendo “ma lei vuole fare una scuola?” “sì, conservatorio di musica leggera”, conservatorio si intende una scuola con tutte le regole di un conservatorio: esami di ammissione, non che ci devono provare tutti, ci provano soltanto quelli che vengono giudicato idonei perché musicali.<br />
PAGANO: Beh, Mogol s'è fatto la sua...<br />
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GRECO: Che non ha mai reso niente, è mai uscito un artista da lì? Mogol è stato un ottimo artista, se non ci fosse stato lui Battisti non sarebbe stato niente, non si scappa – ma non sa fare altro. Non è il figlio di Leonardo da Vinci, al contrario... Però ha la facoltà di scrivere. Non è praticolarmente intelligente, ma ha il dono di scrivere. Sapete, anche Mozart quando uscì il film di Forman dicevano in molti “non è possibile trattare di un genio” era stupido, da idioti se no il padre eterno veniva qui e scriveva lui.<br />
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PAGANO: Abbiamo capito che da parte tua c'è una forte consapevolezza di cos'è e cosa non è la musica italiana. In questo senso in teoria dovresti andare, e questo lo testimonia la storia del sindaco. Non si sa come mai, il fascismo è durato 20 anni ma pare che si siano presi tutti e 2000 anni di storia dell'Italia... Quello che sta accadendo, – e io comunque ho avuto anche altre problematiche di questo tipo – è che abbiamo un colare a picco del paese che va ben oltre la dimensione della musica.<br />
A esempio il solo fatto di chiamare tutto ciò che è fatto in Italia non "Fatto in Italia" ma "Made in Italy". Non si capisce perché se chiami una cosa fatta in Italia come marchio uno non può esportare anche la lingua italiana. Se la esporti in inglese tu esporti la massa produttiva italiana ma non la cultura italiana; vi faccio questo esempio perché tu dici di essere di sinistra e trovi un'offerta che ti viene dalla destra – poi non si trova un accordo, tu hai detto: "ho sentito delle cose, mi sono alzato e me ne sono andato". E qui arriva la domanda che ti faceva prima Vittorio: il problema è serio perché abbiamo da una parta una sinistra completamente latitante, dall'altra una destra con cui è possibile andare d'accordo perché latita anch'essa; come dire, neanche più i fascisti sono fascisti.<br />
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GRECO: Infatti qualcuno ha detto che ci sono due maniere per essere fascisti, essere fascisti e antifascisti.<br />
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PAGANO: E quindi è un quadro, al di là del fatto femminile e non femminile, che vede ancora la storia fatta da uomini e non dalle donne.<br />
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GRECO: Peccato..<br />
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PAGANO: Andrebbe anche bene se riuscissero a farla anche le donne<br />
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GRECO: Ricordati che nella storia romana il matronato era di un'importanza fondamentale, perché quando gli uomini andavano a fare la guerra chi rimaneva in città a fare le leggi, a farle osservare erano le donne. Pochi sanno interpretare la storia romana, che è la storia mondiale che si ripete ovunque. Le donne sono di un'importanza...<br />
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PAGANO: Ma al di là dei generi, vediamo quelle che potrebbero essere delle linee guida, perché nel momento in cui fai un conservatorio e rappresenti una direzione, è perché hai in testa una direzione.<br />
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GRECO: forse io non sono la persona giusta, io sono quello che ha ideato, quello che ha avuto l'idea. Poi ci sono sicuramente persone che meglio di me possono fare il direttore generale e così via. Io sarò quello che farà una sorta di insegnamento e forse quello che farà storia della musica. Perché i ragazzi devono sapere la storia della musica, se sul passaporto scrivo musicista devo sapere di che parlo.<br />
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PAGANO: tornando alla musica contemporanea, parliamo di donne o uomini che possono rappresentare un possibile futuro di un'autentica musica italiana. Come dicevi prima loro [gli americani] hanno il country e guai a chi glielo tocca; tu individui una matrice della musica italiana, attraverso il tempo degli ultimi decenni del dopoguerra, e, con l'idea che hai di questo conservatorio, ipotizzi delle cose che alcuni libri di storia della musica molto spesso non dicono, possa essere un barlume di musica italiana.<br />
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GRECO: E buona.<br />
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PAGANO: Vabbè buona o cattiva... Ma oggi qualche ventenne, trentenne, quarantenne che capisce di buona musica c'è?<br />
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GRECO: Guarda, ti ripeto ancora il nome di Paolo Conte che fa ancora della buone canzoni all'italiana. Poi, il caso volle che nell'assistere Lina Wertmüller in un film che aveva molte parti girate in America, lei mi disse, "guarda in queste parti ci deve essere un po' di musica rock, io chiamo l'editore e poi te la vedi te". E arriva un gruppo detto Avion Travel, entrano, salutano, rispettosi, danno del lei, parlano un buon italiano con un vago accento napoletano perché sono di Caserta, spiritosi – com'è possibile che sono dei rockettari spiritosi? Loro dicono "veramente non facciamo musica rock, l'editore – che era Bixio – ci ha detto che è la musica che va di più". E infatti erano andati addirittura anche a Sanremo con un brano rock che non fece niente. Insomma, io simpatizzo con questo gruppo rock, perché erano spiritosi anche tra di loro e poi erano anche bravi a suonare. Allora a questo punto dissi "perché non cambiate, lasciate perdere il rock, fate qualcosa di vostro"; anche lì il tempo mi dà ragione, ma ci vuole più di un anno per far cambiare loro mentalità, perché sono cose che si annidano...<br />
Perché come fai a dire che i Beatles non esistono, che i Rolling Stones, Jimi Hendrix non esistono... In una discussione si può dire ma io lo posso dimostrare musicalmente che non c'è una nota interessante, sono tutti falsi, non c'è niente, non esiste neanche una nota fatale in Jimi Hendrix. Ci può essere un vago tipo di tecnica, talmente selvaggia che passa per una tecnica espressiva, due battute, non un'opera di una vita intera.<br />
Allora prendo una sera gli Avion Travel e li porto a sentire Stravinskij, se ricordo bene la Sinfonia dei Salmi, quindi comincio da tutto da capo. Cioè se stavamo in Estonia io parto da Tasman, quella penisola che sta in Australia, e dopo un po' cominciano a portarmi dei pezzettini carini, poi passano a guadagnare un po' di soldi per le serate... Li porto da Caterina Caselli che dice “li prendo” e io dico "curali fagli fare le cose loro" e vincono addirittura Sanremo. Ta l'altro mi chiamano prima e mi fanno sentire il brano e mi dicono “è troppo palese quel richiamo musicale che facciamo?” “sì, è palese ma è talmente messa bene che è una dimostrazione di cultura da parte vostra perché [accenna delle note] questo è un richiamo di Tchaikovsky, lo Shiaccianoci e avete fatto benissimo, si inquadra perfettamente".<br />
D'altra parte anche nella storia del cinema, Morricone rintraccia quattro o cinque cose di Bach che lui prende e trasferisce e mette perfettamente in due battute, che sono perfette e quindi è arte anche quella. Come diceva Ungaretti, i grandi copiano, però sanno quello che devono copiare e sanno come trasfigurarlo.<br />
Quindi, gli Avion Travel sono il secondo salvataggio che si riesce a fare da quell'equivoco gigantesco che è il rock; tra l'altro purtroppo adesso si sono divisi perché non so bene se qualcuno con qualche donna.. Insomma non so... però mi hanno chiamato e mi hanno detto un giorno ci riuniremo e ti chiameremo. Pensate che quando loro hanno vinto Sanremo il loro cantante, quello che fa i testi che si chiama Servillo, e che tra l'altro è il fratello di Tony Servilli, fa “devo ringraziare una persona” e pensavo che ringraziasse la Caselli che aveva sborsato i soldi e gli aveva fatto vincere Sanremo e invece “vogliamo ringraziare Lilli Greco perché se siamo qui è per lui”. Quindi, li abbiamo salvati. Loro tentano di fare cultura, uno fa teatro cerca di fare cinema cercano di fare anche altro oltre i dischi e le canzoni cercano di avere una vita, una vita culturale cercano di scrivere qualche libro, certo non saranno Dostoevskij, ma cercano di vivere in qualche maniera.<br />
Invece De Gregori è un talento vero, autentico, forse il migliore – anche se con Paolo Conte se la battono anche se sono proprio diversi. Paolo è duro come il diamante nelle sue cose, non l'hai mai visto a San Remo, non lo vedi mai in televisione non si mescola ma non è che non si mescola perché si reputa superiore. No, è perché è diverso. Fa la stessa cosa ma la fa con un intento diverso.<br />
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PAGANO: Senti, a proposito di cantautori, invece di Vasco Rossi che ne pensi?<br />
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GRECO: L'unico rockettaro che io ammetto, che non butterei perché è un po' zozzo, sporco, sempre un po' droghello, un po' pasticcione però ha una sua verità. È così lui, lui è vero, non è finto e poi alla sua maniera sa cantare.<br />
Noi siamo pieni purtroppo di cantanti che non valgono niente, a cominciare da Mina che prendono le note benissimo, perfette non c'è niente da dire ma intanto ti distrai loro cantano e tu ti distrai.<br />
E invece ci sono persone che sono musicali è un'altra cosa. A esempio Lina Wertmüller: pochi sanno che è una grandissima cantante – ha fatto successo col cinema ma io l'ho fatta sempre cantare da quando ho scoperto che lei era bravissima a cantare. Anche i vecchi pezzi americani, che lei vedeva durante il fascismo, di notte, in certi cinema proibiti... Perché arrivavano i film americani di nascosto e c'erano le grandi canzoni americane, quelle di Gershwin, di Cole Porter. Aveva tutta questa cosa dentro l'orecchio e poi una sera l'ho accompagnata a casa sua e lei ha cantato una delle più bella canzoni italiane che è Ma l'amore no.<br />
Pensate bene, questa canzone bellissima, fatalissima cantata da tutti ha una sola padrona – che era Alida Valli – in un film che mi pare era “Quattro parti tra le nuvole” e lei resta l'unica grande interprete di quella canzone.<br />
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<br />
PAGANO: Le cose più scandalose che ho letto erano relative più che a Jimi Hendrix, a quei due complessi che citavi prima cioè i Beatles e i Rolling Stones.<br />
<br />
GRECO: I Beatles in ultima vanno accettati e benedetti, perché negli ultimi anni scrivono bene e vanno accettati.<br />
<br />
MATTIOLI: Mi permetti di fargli una domanda? Quanto sono rockettari i fascisti?<br />
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<br />
GRECO: Loro non hanno niente a che fare, teoricamente i fascisti difenderebbero la canzone italiana.<br />
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MATTIOLI: Sei sicuro che anche loro non sono stati conquistati da questa onda malefica?<br />
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GRECO: Ci sono i fascisti che non sono quasi mai intelligenti e quelli vanno accettati. Beh, non credo si possa essere intelligentemente fascisti, non credo che sia possibile. Si può essere simpaticamente amici di certi fascisti che hanno creduto, per esempio De Felice. Però il fascismo almeno tendeva a valorizzare tutto ciò che era italiano.<br />
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MATTIOLI: Tendeva, ma oggi quanto ce lo vedi in questa posizione di difesa.<br />
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GRECO: Non mi sono mai fatto questa domanda.<br />
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MATTIOLI: E fattela adesso, vedi di darmi una risposta.<br />
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GRECO: Sai, i fascisti, grazie a Dio, sarebbero scomparsi. Solitamente lo diciamo noi che uno è fascista, casomai siamo nati nell'impero fascista. Ma tutto sommato credo che il fascismo sia morto con Mussolini.<br />
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MATTIOLI: Io intendevo dire fascisti di derivazione vaga, che tradizionalmente non votano i classici partiti comunisti.<br />
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GRECO: Oramai i comunisti pure non ci sono più. Leggevo una volta una frase di Moravia “I poveri mentali hanno bisogno dell'ideologia” e hanno bisogno chi gli dici cosa fare, uno che ha il pensiero va con il pensiero, il pensiero lo devi pure educare però.<br />
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<br />
PAGANO: Ora che hai detto pensiero mi hai fatto venire in mente un gruppo musicale come i Pooh.<br />
<br />
GRECO: Sono come la Rinascente. Se vedi, pure questa mania di fare il musical, ecco anche quello come il jazz... Noi possiamo fare l'opera, l'operetta, ma non il musical, che è un'opera nata e cresciuta in America. Tra l'altro il musical ha bisogno di una canzone guida. Se vai alla SIAE e domandi, dal teatro del dopoguerra in poi, quindi dal 1948-49 e chiedi “sono uscite delle canzoni?”, la SIAE dice sì, in testa ci trovi una e poi lo sprofondo e poi ci trovi qualche canzoncina.<br />
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MATTIOLI: Qual è?<br />
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GRECO: Roma nun fa la stupida stasera.<br />
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MATTIOLI: Quello non è un musical, come lo chiami? Spettacolo all'italiana?<br />
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<br />
GRECO: Non è musical. Il musical prevede grandi cose, grandi balletti... Prevede effetti, controeffetti... Quindi 'sti ragazzi che vanno là e fanno così per quattro ore. C'è una cosa che mi ha raccontato uno molto spiritoso, che era andato a vedere Tosca di Dalla. Lui sta in poltrona con una persona e due davanti che parlano abbastanza timbrati quindi fa a tempo a capire “accidenti che meraviglia, ma Dalla è un genio”, “oh, formidabile, gli effetti, la musica ecc.”. Poi c'è stato un attimo di fermo e“la seconda parte quanto dura?”, “e me pare tre quarti d'ora, un'oretta” e l'altro “no”. Hai capito, prima è formidabile e poi l'altro no, porca miseria, un'altra volta.<br />
<br />
<br />
MATTIOLI: Con le canzoni non c'è anche.. Fumatella di Trastevere non è un'altra che è andata bene? Dacci le tue perle per ricostituire qualcosa di valido, perché secondo me non è stato perso tutto, anche molte cose le hai dette te che non è stato perso tutto.<br />
<br />
<br />
GRECO: La scuola perché i ragazzi di oggi sono più svegli di come eravamo noi, solo che sono abbandonati a sé stessi. Sono ignoranti ma se si riesce a pescarli, a istruirli scattano perché sono migliori di noi. Il mondo indietro non ci può andare.<br />
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PAGANO: Senti ma se la scuola non si fa?<br />
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GRECO: Si dice in francese “je m'attacc o ca”<br />
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PAGANO: Torniamo un po' alla cosa di la Riccia non Ariccia vicino Roma ma il sindaco che dicevi.<br />
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GRECO: Ho conosciuto una ragazza... A parte anche carina ma ti dà la sensazione di una persona che vuole fare e che ha fatto. È ancora in carica, anzi forse si dovrebbe battere forse addirittura per le regionali. È una persona per bene che vuole fare.<br />
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PAGANO: Quindi questa speranza di questa scuola è qualcosa di realistico?<br />
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GRECO: Questa di Riccia si. Diciamo che è la prima vera perché mi ha obbligato ad andare a vedere, dicendomi “venga qua a vedere il posto, guarda com'è e dove siamo”. Certo sono 230 km da Roma, in l'autostrada fino a San Vittore, poi bisogna andare per le campagne e salire sopra. La strada non è proprio scomodissima devo dire, perché ci sono queste strade tutte a 3 corsie, ma comunque ci vogliono 3 ore abbondanti. Si mangia benissimo in questo luogo.<br />
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PAGANO: Eppoi dicevi, invece, che ce n'è una terza...<br />
<br />
GRECO: Poi c'è anche la moglie di Ivan Graziani, Anna, che si dà molto da fare. Lei mi ha anche presentato un onorevole, un anno e mezzo fa, ma era un quaquaraqua. Mi presentò anche un altro personaggio ancora più quaquaraqua che aveva il Ministero, qui all'ingresso di Corso Vittorio, il Ministro dei Beni Culturali di cui ora non ricordo il nome, ma credo che fosse di destra. In questo Ministero si parlava di mistica fascista con Starace.<br />
<br />
MATTIOLI: L'idea, invece, di cercare di introdurre all'interno della nostra scuola ufficiale nazionale la storia della musica leggera italiana?<br />
<br />
GRECO: Non ti dà retta nessuno. Non sanno neanche di cosa stiamo parlando.<br />
<br />
MATTIOLI: Come idea ti piacerebbe? Fare ascoltare, ad esempio, Rita Valli che i giovani non conoscono, e tutta una serie di cose che è il nostro patrimonio perché la canzone italiana è una meraviglia. Bisogna dirlo forte.<br />
<br />
GRECO: Ma se crolla Ercolano [sic!] e a nessuno frega niente...<br />
<br />
MATTIOLI: Ecco. Infatti, questi che politica culturale fanno? Nessuna. Siamo abbandonati ad una colonizzazione selvaggia.<br />
<br />
GRECO: Vi dico questo ma non posso di più. Il Comune di Roma dà, per legge, dei soldi per piccoli spettacoli di cultura; per cui io presentai una domanda al Comune per poter fare uno spettacolo di cultura ma non accademico. Uno spettacolo a mio avviso divertente, in cui vi è l'incontro tra due personaggi, uno storico ed uno contemporaneo. Quello storico è Voltaire, intelligenza somma, e l'altro è Pasolini. Dopo averlo spiegato all'addetto comunale questo mi risponde “è una questione fra gay?”, e questa era l'unica cosa che gli interessava, perché una situazione fra gay è interessante, chiama pubblico. Pazzesco!<br />
Ma infatti, che cosa importa che è cultura. Voltaire ha inventato l'illuminismo, ha fatto la rivoluzione vera non come quella del '68.<br />
<br />
PAGANO: Lei chiaramente conosceva Pasolini e non Voltaire, avrà pensato sarà un amichetto di Pasolini francese. Questo dimostra che da tempo i fascisti non sono più i fascisti.<br />
<br />
GRECO: Ci sono delle notizie curiose. Negli anni '33 e '34, con Hitler al potere, alcuni ebrei, musicisti e poeti tedeschi, s'iscrivono alla SIAE italiana e non a quella tedesca. Paolini, che era direttore della SIAE, li accetta in quanto sono prima artisti e poi ebrei. Dopo le leggi razziali tutte le opere vengono bruciate, resta solo l'atto di iscrizione. Pensare, però, che questo gesto lo fece Paolini, colui che poi a Verona fucilò molti ebrei è curioso, no?<br />
<br />
PAGANO: Due battute per chiudere su questa polemica che ti interessa. Hai gia detto e accennato un po' al discorso dei Beatles, anche se hai detto che nell'ultima fase li accetti.<br />
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GRECO: Yesterday, ripeto, è una bella canzone senza dubbio così come Michelle.<br />
<br />
PAGANO: Ma tu hai posto l'accento su alcune canzoni che, secondo te, sono quasi dei plagi.<br />
<br />
GRECO: Non proprio dei plagi. Io, fortunatamente, sono stato a Londra in quel periodo perché c'era questo rock. Ma uscivano anche canzoni in contrapposizione al rock, molti simili, addirittura, a Verdi.<br />
Una volta approfittai di Mario Cantini, che era l'editore della RCA, e il caso ha voluto che incontrassi, mentre visitavamo un editore inglese, il manager dei Beatles, Brian Epstein. Conosceva, Epstein, la potenza della RCA italiana, perché il mercato italiano andava a gonfie vele molto più di quello inglese, e quindi rimase a parlere con noi ed io ne approfittai per chiedere qualcosa dei Beatles. Chiesi se era Lennon il capo indiscusso, e lui rispose senza esitare “non c'è dubbio. Lennon ascolta musica di tutti i tipi, 24 ore su 24. Da Palestrina ai canti armeni, conosce tutto.”<br />
Quindi i Beatles vanno un po' contestualizzati. È normale che quando Lennon ascoltava qualcosa di carino chiamava gli altri per fargliela sentire.<br />
<br />
MATTIOLI: Tra cui anche la canzone napoletana.<br />
<br />
GRECO: Certo! Queste sono tracce mediterranee non di certo di origine celtica.<br />
<br />
MATTIOLI: Secondo te ha ascoltato secoli di canzone napoletana?<br />
<br />
GRECO: Certo. Pensa che anche Presley dormiva con le canzoni napoletane.<br />
<br />
PAGANO: I Queen? Sempre se li hai mai ascoltati.<br />
<br />
GRECO: Sono bravi. I Queen sono per caso quelli che hanno fatto We are the champions? Comunque c'è sempre qualcosa da salvare, non è mai tutto da buttare. Il 99% è delle cose è buttare.<br />
Ad esempio, le prime canzoni fatte per le discoteche erano fatte bene. Fai conto che le prime canzoni di Barry White erano fatte binissimo, grande orchestratore, noi le studiavamo perché erano fatto veramente bene. Dopo la tecnica si è persa totalmente.<br />
<br />
MATTIOLI: Un'ultima risposta. Perché qui ha attecchito in modo così grande il rock? Primo se consideri che ha attecchito solo in Italia o in modo comparabile in tutta Europa?<br />
<br />
PAGANO: Ma no, ha attecchito in tutto il mondo.<br />
<br />
MATTIOLI: Non ha mica attecchito in Sud America? Non mi risulta.<br />
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GRECO: No, meno.<br />
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MATTIOLI: E perché qui meno degli Stati Uniti?<br />
<br />
GRECO: Perché, ad esempio, in Brasile ci sono le scuole di samba che vengono protette e sfornano continuamente compositori oppure in Argentina tutte le sere ci sono almeno 20 posti a Buenos Aires dove fanno il tango.<br />
<br />
PAGANO: Per dirlo in due battute: lì sfornano e qui ti sfondano.<br />
<br />
GRECO: Ecco, si. Qui c'è X Factor che è esattamente l'opposto. Quello è un delitto. Senza alcuna preparazione vengono buttati là. Qualcuno riesce pure a navigare ma se non hanno preparazione finiscono. Ti ripeto, De Gregori si salva perché c'è Merise (?) che per anni controlla l'uscita dei dischi, controlla i testi, controlla che non dica stupidaggini in giro.<br />
<br />
PAGANO: Tu dici “io vengo comunque dalla musica classica”. Tu parli di una scuola, però i conservatori in Italia ci stanno o anche quelli si sono col tempo degenerati?<br />
<br />
GRECO: Purtroppo non ci sono più i grandi insegnanti. E' una cosa tecnica non artista. Un conservatorio sa di tecnico.<br />
<br />
PAGANO: Come la Accademie delle Belle Arti, sono pittori ma non artisti.<br />
<br />
GRECO: Platone diceva 3 verbi e se nella vita se tu osservi veramente questi 3 verbi hai capito tutto. Il primo è insegnare, affinché l'umanità vada sempre meglio. Tu quello che sai lo devi insegnare, lo devi tramandare. Poi curare e terzo amare. Questi 3 verbi esprimono tutta l'umanità, se ci pensi bene è tutto là dentro.<br />
E che cosa si fa al conservatorio, si dovrebbe insegnare. Ma non dovrebbe essere solo insegnare a fare le scale o a leggere Bach. No, c'è molto di più dietro quell'insegnamento perché si parla di una persona che poi diventerà un artista. E che cos'è un artista se non colui che fa la stessa cosa di un altro, solo che la fa meglio. Per farla meglio ci vuole uno studio che però è anche psicologia, che sia anche esempi. Non è tecnico, non ti devo insegnare come si fa la divisione della ritmica. Ad esempio, se ti metto a contatto con un Bach, che è il più grande musicista esistito, devo stare attento a come te lo presento.<br />
Bach ho cominciato a capirlo quando ero verso la fine degli studi. Perché ora tutti facevano Chopin, oppure una buona canzone di Gershwin o una buona canzone napoletana a una ragazza gliela facevi e lei ti sorrideva. Bach non era previsto, era escluso anzi. Poi vai in chiesa, per esempio, e c'è un buon organista, alle sei di pomeriggio. Io ad esempio non sono cattolico, ma sarei un buon cristiano, sono tentato di entrare.<br />
E questo lo devi dire a un ragazzo di 12 anni che è distratto da X Factor, dalla Roma che perde, alla Lazio purtroppo che vince, alla Juve che ci riprova un'altra volta, e quindi è difficilissimo.<br />
E questi insegnanti non mi pare ci siano più, sono tutti tecnici. Come anche i solisti che vengono a suonare nelle nostre società di concerto, soprattutto i giapponesi, i cinesi, i nord o sudcoreani, sono di una tecnica spaventosa, insomma, suonano Listz come se fosse robetta perché studiano 24 ore su 24. Però, prova a domandargli di fare una nota che arrivano sul miocardio: non sanno di che cosa tu stia parlando.<br />
<br />
PAGANO: Tecnica senz'anima, insomma.<br />
<br />
MATTIOLI: Prima che tu ti alzi da qui ti domando: questa distruttività che ha pervaso l'Europa, direi vincente e non vincente, perché in Inghilterra ha vinto, in Italia e Germania no, in Francia non ha vinto, ha vinto per modo di dire, la distruttività è per opera degli americani, o è un fenomeno più complesso che parte dalla fine della seconda guerra mondiale?<br />
<br />
GRECO: Ho detto: la cosa americana era sotto influsso (…) italiani, ci lavoravano degli italiani ma era sotto influsso americano, è stata la lungimiranza di …., la volontà, e poi il divertimento nel senso più spirituale del termine, di produrre in Italia, proprio italiano, era proprio una sua cosa.<br />
<br />
MATTIOLI: Quindi noi abbiamo degli elementi distruttivi dalla fine della seconda guerra mondiale che ci pervadono edi cui non riusciamo a liberarci.<br />
<br />
GRECO: Questo però forse Giorgio lo sa, noi avevamo i Capitolati di pace scadono nel '99, mi pare...<br />
<br />
PAGANO: Vabbè, da quello che capisco quello che tu vuoi dire è che alla fine c'è parecchia auto-distruttività, perché alla fine quello che interessa agli americani è fare i soldi, quindi dal momento in cui hanno visto che la canzone italiana gli rendeva... Eh, per quale motivo?<br />
<br />
GRECO: Addirittura poi ci hanno spedito i loro: credete, fateli cantare, prendete... Solo Presley non siamo mai riusciti ad avere. Anche perché tra l'altro aveva avuto un tale successo che era proprio imprendibile... Anche dagli americani stessi.<br />
No, è che noi, mi pare, per i Capitolati di Pace dovevamo importare, e quindi eravamo soggetti, comunque, dovevamo per forza avere...<br />
<br />
PAGANO: Quindi dobbiamo ristudiare i Capitolati di Pace.<br />
<br />
GRECO: No, è che in questo momento che saremmo liberi invece, resta ancora questa imitazione pedissequa dell'esempio americano, perché naturalmente quelli hanno potenza... Pensa bene: Thrilling [sic] hai presente che cos'era? Ecco, io non l'avevo presente, quindi ho fatto anche una brutta figura, perché uno che sta a Raitrade, cioè editore ufficiale della Rai, a un pranzo mi disse che la sua vita era cambiata da quando aveva visto Thrilling (Mattioli? : Beh, certo, la mia vita ha avuto proprio una scossa, una svolta: a 40 anni ho visto Thrilling, ah, accidenti, ho capito tutto).<br />
Ma Thrilling cos'è? Me lo racconti, perché io purtroppo non c'ero, quindi non so cos'è? E poi mi è arrivato a dimostrare che Michael Jackson... Aaaah! Ma quello che fa così, e secondo me è un ballerino? Ma stai scherzando? Ma io ti levo da qua, tu non mangi, ti paghi il pranzo da solo!<br />
Michael Jackson è un'altra invenzione, ma come si può credere a Michael Jackson? Ma stiamo scherzando? Ma se noi abbiamo visto non dico Gene Kelly che era un muscolare, ma anche bravissimo, ma abbiamo visto Fred Astaire ballare, poi vedi questo che coi piedi fa così...Ma no perché è un'altra cosa. È tutta un'altra cosa. Chiamiamola, non so, cretinaggine. Quello l'hanno giustamente...poi non vendeva più una lira, anzi si stavano mangiando tutto, hanno detto: ammazzamolo, così ricreiamo questo mito...<br />
<br />
PAGANO: Almeno ci rimane il mito.<br />
<br />
GRECO: Sì, infatti, l'imperatore. Ma a voi vi è mai fregato di Michael Jackson? Presumo di no. Perché sennò..<br />
<br />
MATTIOLI: Della popolazione che utilizza prodotti artistici in senso generale che è pazza di qualsiasi monnezza. Come te lo spieghi che è pazza di qualsiasi monnezza?<br />
<br />
GRECO: Adesso fermiamo un ragazzo di 16 anni, lo fermiamo, io gli dico: senti, ti vorrei parlare un attimo di Bach. E uno ti dice: senti, io ho delle novità su Michael Jackson. Secondo te da chi va sto ragazzo?<br />
<br />
MATTIOLI: Lo so, ma come te lo spieghi che qualsiasi monnezza va?<br />
<br />
PAGANO: Vabbè, ci sono anche i mezzi di informazione. È lo stesso discorso, come mai...<br />
<br />
GRECO: Ma prima non esisteva sto fenomeno nella musica leggera europea.<br />
<br />
PAGANO: È una cosa esiste nella politica, che esiste ovunque...<br />
<br />
MATTIOLI: È moderna, rispetto a quello che c'era prima è moderna.<br />
<br />
GRECO: Scusa, io sono un libero pensatore, quindi posso legalmente dire delle cose: Pannella perdeva quasi sempre quando si incontrava con il fascista, come si chiama, Almirante, perché Almirante era colto, era forbito, un attore. È la forma che stabilisce, non il contenuto, il contenuto non serve quando c'è un fatto che deve muovere emotivamente le persone, è la forma. In arte vale sempre la forma, e quello era un'artista, Pannella era un politico. Non lo batti, è impossibile battere Almirante. Anche se Pannella diceva delle cose giuste, aveva già capito le ammucchiate... Ecco, usava le parole sbagliate: “ammucchiata” già, beh è dei nostri, invece quell'altro li conquistava con l'eleganza, poi era anche belloccio.<br />
Anche Pannella era in qualche modo un attore, ma non ha mai fatto l'attore, ha fatto la persona perbene, anche le sue campagna contro la droga, sempre però...non ha mai avuto il vero grande carisma, il carisma che invece ha Andreotti. Lui è bravissimo nel male, ammazza però è di una bravura assoluta, spiritoso, coltissimo, tutto però nel male, ripeto capovolto. (…) era un grande statista, al livello di Nenni, al livello dei padri. Poi però si è trasformato, è diventato...<br />
<br />
MATTIOLI: ... Nel marcio di oggi.<br />
<br />
PAGANO: Senti, un auspicio per il futuro.<br />
<br />
GRECO: Cercare di studiare, di studiare dal punto di vista umanistico, meno tecnico, più umanistico. Il termine stesso lo dice, è l'umanità. E l'umanità con che si cura se non con lo studio umanistico, che dell'umanità è la quintessenza.<br />
<br />
MATTIOLI: Sì, però questi sono corazzati contro questo umanismo.<br />
<br />
GRECO: Sì, ma infatti ci mettiamo 150 anni, se non 200, per cercare di riagguantare alcune strade<br />
<br />
MATTIOLI: Ma a te questo 150-200 chi te l'ha detto?<br />
<br />
GRECO: Mah, alcuni politologi... Qualcuno che pensa, che ragiona c'è, di talento ce n'è tantissimo in giro.<br />
<br />
PAGANO: Bisogna organizzarlo, forse.<br />
<br />
GRECO: Bisogna istruirlo, va istruito.<br />
<br />
MATTIOLI: Io oggi ho fatto incontrare voi due. Ma non si può riunire della gente che promuove quell'umanismo di cui parliamo?<br />
<br />
GRECO: Sì, ma poi arriva qualcuno e ti compra.<br />
<br />
MATTIOLI: Beh, speriamo che non ci comprino.<br />
<br />
GRECO: Io ho fatto sapere ufficialmente...<br />
<br />
PAGANO: Quanto costi?<br />
<br />
GRECO: Di hardcore io ho fatto subito sapere che sono immediatamente corruttibile. Basta che [mi pagano] e io faccio tutto quello che mi dicono. Quando fai la scuola, mi vendo immediatamente...<br />
<br />
MATTIOLI: Che sarebbe una contraddizione proprio... Però questa idea di fare incontrare più di 150 persone...<br />
<br />
GRECO: Ma questo partito esiste ancora?<br />
<br />
PAGANO: Sì, così dicono.<br />
<br />
GRECO: Perché io l'ho votato anche...l'ultima volta...<br />
<br />
MATTIOLI: Queste cose che tu in maniera molto più ampia devi lasciare sono scritte in un libro, si possono comprare?<br />
<br />
GRECO: Beh, quello più che altro è un memoriale della RCA...<br />
<br />
MATTIOLI: No, qui servono proprio i tuoi appunti...(si interrompe).[/justify]

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