Protocollo di Londra al Parlamento francese.

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Al Parlamento francese pro e anti-protocollo di Londra affilano i propri argomenti prima del dibattito. I sostenitori del progetto di legge sulla ratifica del protocollo di Londra, che elimina l’obbligo di tradurre in francese i brevetti europei, si sono affrontati martedì con gli oppositori al testo attraverso conferenze stampa interposte, all'avvio del dibattito al Parlamento. “Ogni comunità scientifica chiede da anni la ratifica di questo protocollo che permetterà di ridurre dal 30% al 40% il costo dei brevetti, e alla Francia di depositare più brevetti”, ha dichiarato il relatore del progetto Henri Plagnol (UMP). “Chirac ed il suo governo rifiutavano di ratificare questo accordo, qui c’è una rottura culturale, dal momento che in qualche mese abbiamo ottenuto da Nicolas Sarkozy che venga iscritto all’ordine del giorno dell’Assemblea”, ha rincarato Jean-Michel Fourgous (UMP) che due anni fa aveva proposto invano la ratifica. “Si tratta di una manipolazione, è un accordo sleale, il costo della traduzione rappresenta appena il 10% del costo per il deposito di un brevetto”, si è al contrario indignato Jacques Myard (UMP), in un’altra conferenza stampa, in comune con il deputato PS Daniel Goldberg, per denunciare il progetto di legge.Reclamato da lunga data dal padronato, denunciato dalla CGT e dalla CFTC, il testo è stato approvato in Consiglio di ministri il 24 agosto. Tre segretari di Stato saranno presenti mercoledì all’Assemblea Nazionale Francese per difendere il testo, Jean-Pierre Jouyet (Affari Europei), Valérie Pécresse (Ricerca) e Hervé Novelli (Imprese e Commercio Estero).“È disinformazione, una menzogna far credere che il francese verrebbe esaltato, nei fatti sarà la diffusione dell’inglese”, tuona Nicolas Dupont-Aignan. “Le PME saranno indebolite da questo testo”, ha valutato Daniel Goldberg (PS). Il gruppo PS, in seno al quale questa ratifica fa discutere proprio come all’UMP, non aveva stabilito la propria posizione martedì. Il gruppo GDR (Verdi-PCF) voterà contro. Firmato su iniziativa della Francia nel giugno 2001, l’accordo di Londra prevede che i brevetti vengano depositati in una delle tre lingue ufficiali dell’Ufficio europeo dei brevetti (inglese, francese e tedesco) ed elimina l’obbligo di tradurli in ciascuna delle lingue dei 32 paesi membri dell’organizzazione. Il consenso della Francia è indispensabile affinché questo trattato entri in vigore in Europa.

PARIGI, 25 settembre 2007 (AFP) – ore15.11

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