Proseguo lo sciopero della fame per la lingua italiana rivolto alla Giannini.

Posted on in L'ERA comunica 3 vedi

Venuto meno il primo obiettivo, proseguo lo sciopero della fame per la lingua italiana rivolto alla Giannini.

Circa il Ricorso al Consiglio di Stato del Politecnico di Milano, e avallato dal MIUR, allo scopo di vedersi riconosciuto il diritto a vietare d’insegnare e apprendere in lingua italiana, ieri ho preso atto, dalla stampa, che il CdS anziché emettere sentenza come ci si aspettava, ha dato appuntamento alle parti in una nuova seduta pubblica, a fine novembre, perché vuole acquisire gli atti che sembrano aver contravvenuto alla sentenza del TAR Lombardia che aveva bloccato la trasfomazione dell’ateneo italiano in università inglese. 

Il primo obiettivo del mio sciopero della fame, iniziato l’11 aprile, era quello di lanciare il segnale d’allarme circa il sovvertimento dello Stato per via linguistica e scudare politicamente la Corte dagli atti politicamente contrari e quasi intimidatori, del Ministro, mi riferisco, in particolare, alle interviste rilasciate a marzo dal Ministro Giannini dove parla d’assunzione di docenti madre lingua inglese, e di livello C2 di anglofonia – corrispondente ai madrelingua – che i nostro studenti dovrebbero avere già a 18 anni.
Venuto meno tale obiettivo proseguo nello sciopero della fame sul secondo: il chiarimento sul voltafaccia del Ministro che, avallando di fronte al Consiglio di Stato le posizioni anticostituzionali del Polimi contraddice clamorosamente quanto sottoscritto il 2 agosto nella lettera-appello della Crusa dove, non solo si denuncia l’incostituzionalità del provvedimento in questione ma, soprattutto, la senatrice s’impegna, testualmente, a “promuovere ogni iniziativa volta a richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su tutti i temi emergenti da tali fatti – intendendo quelli del Polimi – , che sono di cruciale importanza proprio nel campo della formazione professionale, oltre che culturale, delle nuove generazioni”.

Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.