Proposta del consiglio regionale del Veneto: «Stop agli anglicismi nei documenti».

Posted on 9 dicembre 2017 in Politica e lingue 14 vedi

«Stop agli anglicismi nei documenti».

Giorgetti (Fi): gli atti del consiglio regionale scritti in italiano, c’è una legge dal 1992.

Se l’inglese è ormai lingua dominante per l’economia e il web, dal consiglio regionale del Veneto arriva una proposta per scrivere i documenti in italiano come recita una legge del 1992 mai applicata.

«Non è possibile che in ogni pagina del Defr, il documento di economia e finanza della Regione Veneto, ci sia un ricorrente uso all’anglicismo quando se ne può fare tranquillamente a meno», spiega Massimo Giorgetti (FI) vicepresidente del consiglio regionale, ex assessore a Palazzo Baldi per 10 anni». Persa la pazienza, l’altro giorno ha presentato una trentina di emendamenti in cui chiede di sostituire “low cost” con basso costo; “due diligence” con dovuta diligenza; “restyling” con rinnovamento; “social housing” con edilizia sociale pubblica e così via per”governance”, “help desk”, “new deal ” etc. .

E a chi gli obietta che sarà difficile italianizzare “computer” dopo che i francesi ci hanno inutilmente tentato con “ordinateur” Giorgetti ribatte: «Non sono un fanatico che odia l’inglese, ci mancherebbe altro. Quando non esiste il vocabolo italiano corrispondente si lascia quello inglese».

L’assessore al Bilancio, Luca Forcolin, che ha presentato il Defr non ha sollevato obiezioni: «Ci mancherebbe altro, per fortuna nessuno si è alzato in piedi a dire che dobbiamo scrivere i documenti in dialetto veneto, anche se prima o poi temo accadrà. Non contesto il plurilinguismo, valore aggiunto di qualsiasi competenza culturale e professionale, ma va esercitato a dovere. I documenti sono scritti dai dirigenti e dai loro tecnici che fanno sfoggio dell’inglese perché è una moda. Ma non siamo a Bruxelles o a Strasburgo, che ospitano il parlamento europeo dove il plurilinguismo scritto è parlato è la prassi. No, questo è il consiglio regionale del Veneto e dobbiamo agevolare al massimo la comprensione di chi legge i documenti e ci vuole rispetto per la nostra lingua».

Come se ne esce? Il dibattuto più che politico diventa culturale con Giorgetti che, da buon veronese, ricorda Dante e la letteratura del Trecento come radici della lingua italiana: “È un idioma stupendo, con un vocabolario figlio del latino e lo dobbiamo salvare nell’era globale del web».

Dopo un rapido batti e ribatti nella maggioranza, la questione è stata risolta: «Alla conclusione del dibattito, verrà approvato un ordine del giorno in cui si vincola il consiglio regionale a scrivere i documenti in italiano, la norma esiste dal 1992 e non è mai stata applicata. Vanno persi i brutti vizi, non siamo al palazzo di vetro dell’Onu, anche se Venezia non teme confronti con nessuna città al mondo».

mattinopadova.gelocal.it | 9. 12. 2017




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