Progetto Wallstrom

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Cari amici,
Ultimamente, nel Blog Ufficiale di Margot Wallstrom (Vicepresidente della Commissione Europea, e Commissiario per la Comunicazione e le Relazioni Istituzionali), noi esperantisti del “Progetto Wallstrom” (progetto che ha lo scopo di tradurre testi del blog, dall'inglese a pi di dieci lingue comunitarie, per mezzo dell'Esperanto come lingua ponte, col fine ultimo di mostrare concretamente l'utilit e l'equit dell'uso dell'Eo) siamo riusciti a SPOSTARE LA DISCUSSIONE, tra gli utenti del blog, sul PROBLEMA LINGUISTICO NELL'UE.

Oltre ai nostri testi plurlingue (la ragione d'esistenza del nostro progetto…), abbiamo anche inviato testi in inglese, in francese e in italiano, spesso accompagnandoli anche da una traduzione in esperanto.

Ecco, qui sotto, gli indirizzi presso i quali potrete trovare le discussioni, nell'ambito delle quali la nostra presenza riuscita a suscitatre maggior dibattito (se gli indirizzi compaiono, sul vostro computer, “spezzati in due”, allora dovete ricopiarli per intero, e immetterli – tutti interi – nella casella degli indirizzi internet del vostro programma di navigazione in rete):


http://blogs.ec.europa.eu/blog_wallstrom/page/wallstrom?entry=cilmate_change_report
(a partire dal messaggio inviato da igor il 5 Febbraio 2007, alle 04:27 PM)

http://blogs.ec.europa.eu/blog_wallstrom/page/wallstrom?entry=thoughts_from_strasbourg
(a partire dal messaggio inviato da Leo De Cooman il 20 Febbraio 2007, alle 04:06)


In particolare, presso IL PRIMO dei due indirizzi riportati, potrete leggere lo scambio di lettere che RICOPIO ANCHE QUI SOTTO.
Invito coloro che fossero stimolati da quanto ho scritto in tale scambio, ad entrare nella pagina internet (ne ripeto l'indirizzo:
http://blogs.ec.europa.eu/blog_wallstrom/page/wallstrom?entry=cilmate_change_report ) e ad AGGIUNGERE UN PROPRIO COMMENTO.

Consiglio caldamente di NON scrivere SOLO in Esperanto (perch, non essendo una lingua comunitaria, un messaggio scritto SOLO in Eo potrebbe essere a buon diritto rifiutato dal moderatore del blog).

Consiglio invece di scrivere:
1) o solo IN ITALIANO
2) o in ITALIANO + TRADUZIONE IN ESPERANTO
3) o in ITALIANO + TRADUZIONE IN ESPERANTO + TRADUZIONE IN INGLESE (o ALTRA lingua comunitaria)

Quindi il mio consiglio , IN ORDINE DI IMPORTANZA:
– precedenza assoluta alla propria lingua madre
– opportunit di aggiungere anche una traduzione in esperanto per farsi capire dagli esperantisti di altri paesi e per mostrare la lingua in funzione
– possibilit di aggiungere anche una versione in inglese (soprattuto se si sta rispondedo in modo specifico al commento di un anglofono) o in un'ALTRA lingua comunitaria (se la conoscete, e se state rispondendo a un commento scritto in quella lingua…)

Plej amike kaj samideane salutas vin ciuj, Ancjo PacHorano.
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Brian
I do not believe there is a language “problem” within the european community.I have not heard of any problem on the news or read of any in the newspapers.Does the African “community” or the asian “community” also have similiar problems.

Or perhaps,just perhaps its not the language thats the problem but the “european community”(eu) thats the problem. Its trying to make us all conform and create some ever closer union that has now got to a point where all it does is cause national rivalry,resentment and a sense of democratic loss.

hay-ho
mungo
Posted by on February 27, 2007 at 10:48 AM CET #
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ECCO LA MIA RISPOSTA A MUNGO (ITA)

Caro Mungo,
Tu davvero pensi che un problema esista solo se i Mass Media ne parlano diffusamente e insistentemente?
O non forse vero il contrario (ovvero che quando un problema “scomodo” – soprattutto per chi detiene il potere e per chi da tale problema trae vantaggi – i Mass Media tendono a _ignorarlo_)?

Riguardo alla Comunit Europea, la mia personale opinione questa:
Prima che la comunit nascesse, le divisioni hanno portato il nostro continente a scatenare le due guerre pi sanguinose della storia (le due guerre mondiali), nonch una miriade di altri conflitti minori…
Direi quindi che il problema non certo nel fatto che gli stati europei si stanno a poco a poco integrando gli uni con gli altri.
PERO' SONO D'ACCORDO CON TE: _esiste_ davvero un problema di uniformazione forzata, e un problema di rivalit nazionale, di risentimento e di perdita democratica.
Allora, a cosa dovuto tale problema, se la causa non l'integrazione europea IN SE' CONSIDERATA?

A me la risposta sembra chiara: il problema non sta nell'integrazoine in s, bens fatto che essa sta avvenendo in modo NON DEMOCRATICO (sia perch in molti paesi, come l'Italia, i trattati europei non vengono sottoposti ad alcun referendum e ad alcuna discussione politica tra politici ed opinione pubblica, sia perch GLI ORGANISMI EUROPEI E I LORO FUNZIONARI STANNO ACQUISENDO POTERI POLITICI SEMPRE PIU' GRANDI, senza essere davvero soggetti al controllo democratico degli elettori).

Come si supera questo problema? Aumentando radicalmente le possibilit di partecipazione e controllo democratico da parte dei cittadini, e muovendoci piano piano, con tutte le cautele del caso, verso una vera e propria confederazione degli stati europei (GLI “STATI UNITI D'EUROPA”), che RISPETTANDO _DAVVERO_ le differenze e specificit nazionali e culturali di ogni singolo paese, e garantendo una _VERA_ PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA dei cittadini alla politica continentale, sia poi per caratterizzata da un governo unitario, da una politca estera unitaria, da un esercito unitario ecc…
A un tale traguardo si potr arrivare solo in tempi lunghi, ed comunque essenziale che ci si arrivi, ripeto, GARANDENDO LA PIU' AMPIA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA POSSIBILE.

Potrai obiettarmi: perch mai andare verso qualcosa come gli “Stati Uniti d'Europa”? Perch andare verso un “superstato”?
Perch l'integrazione dell'economia e della politica del continente E' UN DATO DI FATTO, e se non si comincia a pensare di costruire, nel futuro medio-lontano, una CONFEDERAZIONE vera e propria, l'unico risultato sar l'EURO-CRAZIA, ovvero tutto il potere decisionale sar nelle mani degli EURO-CRATI (euro-BUROcrati) NON ELETTI e NON CONTROLLATI da una partecipazione democratica dei cittadini alle loro decisioni.
Il problema infatti, caro MUNGO, che GIA' OGGI quello che si decide a Bruxelles e Strasburgo ha delle ricadute enormi sulla vita concreta, quotidiana, di centinaia di milioni di cittadini europei. SAREBBE ALLORA ETICAMENTE E POLITICAMENTE NECESSARIO CHE COLORO CHE DETENGONO IL POTERE POLITICO-DECISIONALE SIANO POLITICI ELETTI, E NON MERI FUNZIONARI.

Ed proprio QUI che si inserisce il PROBLEMA LINGUISTICO.
Un'Europa veramente democratica e forte, in cui esista un potere centrale davvero politicamente responsabile rispetto ai cittadini-eletori, non pensabile se non si crea un'autentica e funzionante OPINIONE PUBBLICA/POLITICA PAN-EUROPEA.
Io, cittadino europeo, non sar mai veramente libero (politicamente) finch non potr ELEGGERE il GOVERNO EUROPEO. E per poter eleggere il governo europeo dovr avere la possibilit di partecipare DIRETTAMENTE al dibattito pubblico politico pan-europeo, e DOVRO' AVER LA POSSIBILITA' DI ASSISTERE DIRETTAMENTE A CONFRONTI PUB BLICI TRA DIVERSI CANDIDATI, DI DIVERSE NAZIONI, CHE CONFRONTANO E OPPONGONO I LORO PROGRAMMI ELETTORALI IN CAMPAGNE ELETTORALI PAN-EUROPEE…

Qual' la CONDIZIONE DI POSSIBILITA' della futura esistenza di una tale “opinione pubblica/politica” pan-europea, di tale “dibattito pubbico/politico pan-europeo”, di tali campagne elettorali “pan-europee” (dove un elettore greco possa assistere DIRETTAMENTE al cofronto/scontro pubblico/politico tra un candidato olandese e uno lituano per il governo del continente)?
Questa condizione : UNA LINGUA COMUNE.

La mia proposta dell'Esperanto (ribadisco che queste sono le MIE PERSONALI opinioni, che NON pretendono ASSOLUTAMENTE di rappresentare le opinioni della totalit degli esperantisti) rientra appunto nel tentativo di INDIVIDUARE UNA LINGUA COMUNE EUROPEA CHE RENDA _DAVVERO POSSIBILE_ IL FUNZIONAMENTO DI UNA FUTURA DEMOCRAZIA PAN-EUROPEA, ovvero una lingua comune che GARANTISCA DAVVERO i diritti politici di tutti i cittadini dell'Unione…

Perch l'Esperanto?
PERCHE' E' UNA LINGUA NEUTRALE, OVVERO UNA LINGUA NON ETNICA.
Anche il LATINO possiede questa caratteristica, e inoltre una lingua che ha alle spalle una cultura ricchissima.
Oltre a ci, si potrebbe aggiungere che esiste un “latino contemporaneo” – coltivato da molti appassionati in tutto il mondo – che possiede i termini moderni-contemporanei (inesistenti nel latino classico) indispensabili affinch la lingua sia DAVVERO utilizzabile al giorno d'oggi, in qualunque contesto comunicativo.

E allora: perch l'Esperanto anzich il Latino Contemporaneo?
PERCHE' UNA LINGUA COMUNE EUROPEA, IL CUI PRINCIPALE SCOPO DOVREBBE ESSERE (questa la _MIA_ PERSONALE opinione…) QUELLO DI _RENDERE POSSIBILE_ UN DIBATTITO PUBBLICO/POLITICO PAN-EUROPEO _DIRETTO_, ovvero una lingua comune europea che dovrebbe essere LO STRUMENTO PRINCIPALE PER L'ESERCIZIO DIRETTO DEI DIRITTI POLITICI DI _OGNI_ _SINGOLO_ CITTADINO EUROPEO, dovrebbe essere IL PIU' POSSIBILE FACILE D'APPRENDERE.

Caro Mungo,
io conosco bene il Latino, il Greco Antico e l'Esperanto, e conosco (ad un livello base) altre lingue europee.
Ebbene, ti posso garantire che l'Esperanto STRAORDINARIAMENTE pi facile da apprendere di tutte queste altre lingue.
Se dovessi fare una stima numerica, direi che l'Esperanto 10 volte pi facile dell'inglese, e 20 volte pi facile del latino.

Ora: Latino VS Esperanto.
Il vantaggio “democratico” della NON-ETNICITA' del Latino verrebbe COMPLETAMENTE ANNULLATO dalla TOTALE IMPOSSIBILITA', per la stragrande maggioranza dei cittadini europei, di apprenderlo ad un livello adeguato per una soddisfacente partecipazione DIRETTA a un dibattito pubblico/politico tenuto in quella lingua.
L'Esperanto, AL CONTRARIO, l'unica lingua che potrebbe DAVVERO essere appresa DA TUTTI, indipendentemente dalla loro nazionalit, classe sociale, istruzione e intelligenza (per quanto ne so io, l'unica lingua “viva” e “funzionale” che pu DAVVERO essere appresa ad un livello medio-alto, da parte di CHIUNQUE, in pochi anni di insegnamento scolastico).

Ecco allora che la mia conclusione inevitabile:
solo una lingua che abbia le caratteristiche di straordinaria facilit e di NON-etnicit tipiche dell'Esperanto pu esere lo strumento indispensabile per trasformare l'UE in una futura possibile CONFEDERAZIONE DEMOCRATICA (davvero democratica), dove ogni cittadino possa davvero scegliere (secgliere DIRETTAMENTE) chi lo governer, dove nessuno sia DISCRIMINATO a causa della sua lingua madre, dove TUTTE LE LINGUE E LE CULTURE NAZIONALI siano davvero PRESERVATE dall'Imperialismo Linguistico che oggi domina incotrastato nel mondo, e a causa del quale le lingue – e le culture – deboli vengono a poco a poco sterminate da quelle forti.

Caro Mungo, tu scrivi:

“the 'european community'(eu) thats the problem. Its trying to make us all conform”

Ti assicuro che se tu NON fossi un madrelingua inglese, TI ACCORGERESTI che non tanto l'Unione Europea IN SE' a causare questo terribile “appiattimento”, quasta insopportabile grigia “uniformazione”, ma la POLITICA LINGUISTICA dell'Unione, che – sventolando l'ingenua bandiera del multilinguismo – sta invece, NEI FATTI, accettando PASSIVAMENTE la “legge della giungla” in campo linguistico, consentendo, a quella che _OGGI_ lingua pi forte del mondo, di SPAZZARE VIA tutte le altre.

Quella che tu chiami “uniformazione”, io la chiamo “MAC-DONALD-IZZAZIONE dell' Europa (e del mondo).

Se dei DAVVERO interessato ad approfondire il tema “LINGUE INTERNAZIONALI-DIRITTI POLITICI INTERNAZIONALI”, ti consiglio caldamente questa illuminante lettura:

http://sapato.com.br/libero/international-languages.doc

Ecco l'abstract dell'Articolo:
“International Languages and International Human Rights ROBERT PHILLIPSON This article assesses how some languages have become “international” and cites examples of the promotion and legitimation of the most widespread one, English. The issue of equitable language rights is considered in relation to the management of multilingualism in supra-state organizations, the League of Nations and the United Nations, and in the most ambitious and comprehensive amalgamation of states, the European Union. There is a case for considering alternatives to a system involving use of a small number of official languages when this effectively accords rights to speakers of different language backgrounds on an inequitable basis. The paper also suggests that international languages are impacting on national languages in ways that conflict with human rights principles.”

http://sapato.com.br/libero/international-languages.doc
(l'articolo IN INGLESE)
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Posted by Ancjo PacHorano (Andrea Fontana) on February 28, 2007 at 01:32 PM CET
Website:
http://www.kurso.com.br/ #
Ancjo Andrea

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Che bello che sia l'italiano, ed io ne sono ben'un ammiratore, non ci credo che Mungo e gli altre persone capiscono bene le tue risposte…
forse e una tua tattica voluta, se no, non e meglio farlo nelle sue lingue giunto all' esperanto, visto che puoi scrivere abbastanza bene quelle lingue?

Inoltre, nel mio modo di pensare, e un gran svantaggio per l'esperanto di avere tutti quelli simboli ^ sopra lettere – una lingua costruita dovrebbe avere l'apparenza facile, per esempio quando si tratta di persone abituate a vedere l'inglese scritta:
per quanto sia facile l'esperanto lo stesso!
Posted by Pietro -Dublin on February 28, 2007 at 06:37 PM CET #


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RISPOSTA A PIETRO/PETER/PIERRE DA DUBLINO (ITALIANO): 2

Caro Pietro/Peter/Pierre da Dublino,

oh, s! Hai ragione: forse Mungo avr qualche difficolt a leggere la mia risposta, ma ti prego di considerare che:

1) solitamente io scrivo in 3 lingue (esperanto, italiano, inglese)

2) Sono un attivista del gruppo di cittadini che traduce (del tutto gratuitamente) i testi di Margot in pi di 10 lingue comunitarie (usando l'esperanto come lingua-ponte)

1)+2) provano che la mia intenzione di COMUNICARE, con cittadini dell'Unione che vengono da altri paesi, tanto forte, che penso sia necessario NON LIMITARSI a usare il SOLO inglese (che molto molto meno utilizzabile, da parte dei non-nativi, di quanto non pensino gli anglofoni nativi!), ma anche altre lingue…

E allora: perch ho scritto solo in Italiano?
Perch la mia intenzione era di tradurre la mia risposta anche in esperanto e inglese, ma quando ho finito di scrivere la mia risposta, mi sono accorto che era troppo lunga (io lavoro e studio, perci non posso spendere troppo tempo nel blog di Margot…)

Inoltre, leggere un messaggio scritto solo in italiano, potrebbe essere un'esperienza molto istruttiva per i madrelingua inglese: infatti – vivendo l'esperienza di leggere, in contesti ufficiali di istituzioni ufficiali, messaggi scritti SOLO in una lingua STRANIERA – possono intuire cosa significa essere un NON-MADRELINGUA-INGLESE…

Infine, perch mai lo sforzo di superare le barriere linguistiche dovrebbe cadere solo sulle spalle degli NON-MADRELINGUA-inglese?
Nell'UE la DISCRIMINAZIONE LINGUISTICA vietata dai trattati fra le nazioni europee!

E allora… E' una buona cosa che, di tanto in tanto, gli anglofoni NATIVI si sforzino di comprendere una LINGUA STRANIERA.
Per noi, non-madrelingua-inglese, questa una DIFFICOLTOSA ESPERIENZA QUOTIDIANA…

L'idea centrale dell'esperanto, caro Peter, proprio questa:
1- io non sono in grado di parlare la tua madrelingua e tu non sei in grado di parlare la mia madrelingua
2- io non ti costringo ad apprendere e usare la mia madrelingue per comunicare con me, e tu non mi costringi ad apprendere e usare la tua madrelingua per comunicare con te
3- facciamo ENTRAMBI un piccolo sforzo per comprenderci l'un l'altro: ognuno di noi percorre met della “distanza linguistica” che ci separa, studiando una lingua NEUTRALE (non etnica) molto facile

Invece, l'uso di una lingua ETNICA (Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Russo, Cinese, ecc…) SEMPRE INGIUSTO…

RIGUARDO AGLI ACCENTI: questo un falso problema: se consideriamo inadeguata una lingua a causa di accenti o segni che non esistono nell'alfabeto latino-inglese, allora dobbiam considerare inadeguate TUTTE le lingue europee che usano lettere latine, eccetto l'inglese… Infatti ogni altra lingua europea, che usa l'alfabeto latino, usa anche proprio degli strani accenti, simboli, ecc…
Perci, come ho detto, questo un PROBLEMA completamente FALSO…
Solo in una prospettiva fortemente ed erroneamente “ANGLO-CENTRICA” possiamo credere che questo problema sia reale…

Con amiciza,
Andrea Fontana
Ancjo PacHorano March 02, 2007

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