PROGETTO POPOLI INDIGENI


Il progetto popoli indigeni


I popoli indigeni hanno sempre lottato per i loro diritti. Alcune delle loro associazioni hanno raggiunto risultati mirabili, ma pochi governi le guardano come vere associazioni che hanno qualcosa da poter dare.
Il PPI, Progetto Popoli Indigeni, crede che le popolazioni indigene abbiano messaggio importante da dare al mondo e che questo abbia importanti responsabilità verso i popoli indigeni e importanti risorse da condividere con essi. Il PPI si occupa del vitale dialogo interculturale di cui tutti i popoli della terra hanno disperatamente bisogno. L'obiettivo di questo dialogo interculturale è quello di esprimere la necessità che tutti i popoli indigeni hanno di sviluppare relazioni positive con culture più complesse e la necessità che hanno queste ultime di imparare dai popoli indigeni e avvalorare i tesori naturali e culturali di questi popoli. Evitare o ignorare questo dialogo vitale significa causare la perdita e la distruzione della cultura umana e del mondo naturale.
La Seconda Decade delle Nazioni Unite per i Popoli Indigeni(2005-2015) non sembra che stia facendo diminuire in modo evidente la distruzione delle culture e lingue indigene. Per invertire l'attuale tendenza distruttiva è necessario trovare altre vie per aiutare i popoli indigeni a esprimere la legittimità delle proprie culture e lingue. Tuttavia, solo una rete indigena internazionale, che permetta la comunicazione tra tutti i suoi menbri, fornirà il tipo di comunicazione che i popoli indigeni hanno bisogno di avere con ogniuno di loro e con le culture sviluppate.
Ovviamente la formazione di una rete interculturale e internazionale è un compito molto difficile e complesso. Una delle questioni che sicuramente saranno sollevate è la scelta del linguaggio usato da questa rete. È ormai accettato il fatto che i contatti tra le persone di cultura indigena e di cultura sviluppata si tengano nella lingua della cultura sviluppata. Questo implica il lavoro di interpreti e traduttori con la conseguente perdita di precisione, tempo e denaro; significa anche che i popoli indigeni spesso debbano imparare una lingua nazionale, come lo spagnolo o l'inglese oltre al proprio idioma indigeno, senza poter comunicare, oltretutto, con la maggior parte delle popolazioni del mondo. Nel passato questa situazione era vista come “il modo in cui vanno le cose”, oggi non è accettabile fare le cose in modo tale che le popolazioni e le culture si lascino isolate le une dalle altre. L'Esperanto, l'idioma internazionale, può servire, adesso, come una “lingua ponte”, una lingua che unisce gruppi che non condividono la stessa lingua madre.
L'Esperanto, nel suo ruolo di lingua ponte, può aiutare i popoli e le organizzazioni indigene a comunicare tra loro per un mutuo sostegno e apprendimento. Per mezzo di internet, i rappresentanti dei popoli indigeni potranno discutere temi di salute, conservazione dei territori e forme appropriate di educazione e sviluppo economico in relazione alle loro necessità come popoli indigeni. La combinazione dell'Esperanto con i sistemi disponibili di educazione e insegnamento può aiutare ad usare l'informazione per lo sviluppo di metodi e propositi appropriati.
IL PRIMO PASSO
Lavorando sulla base di un programma precedente, Dialoghi Indigeni, noi puntiamo a dare alle popolazioni indigene di tutto il mondo la possibilità che le loro presenze siano sentite e le loro voci ascoltate. Per fare ciò, molti popoli indigeni avranno bisogno di imparare a:
—parlare e scrivere Esperanto come lingua ponte
—usare internet per comunicare
—iniziare l'uso di entrambe le abilità dentro le loro comunitaà e organizzazioni.
PASSI SUCCESSIVI
Per il 2015, i popoli indigeni, con la partecipazione di persone che hanno conoscenze di Esperanto, potranno fare ciò che segue:
—sviluppare una rete di organizzazioni mondiali che non abbia barriere di comunicazione
—imparare da ognuno e con ognuno come salvare una lingua, rafforzare trattati, proteggere i loro diritti ambientali e di proprietà intellettuale e fare altri passi per potersi proteggere ed esprimersi da soli.
COME INSERIRSI
Il Progetto Popoli Indigeni è un mezzo importante di promozione dei diritti umani e culturali.
Potete appoggiare il PPI :
—unendovi al PPI
—informandovi sulla situazione dei popoli indigeni
—imparando l'Esperanto per poter entrare in maniera completa nel lavoro del PPI.
ESPERANTO, IDIOMA PONTE
L'obiettivo fondamentale dell'Esperanto è unire i popoli e le culture facilitandone la comunicazione.
Non vogliamo che l'Esperanto rimpiazzi le lingue nazionali o indigene.
La comunicazione in Esperanto può comprendere: dalle istruzioni dei giochi dei bambini, fino all'incremento della letteratura mondiale o nella condivisione di informazione medica e scientifica.
L' Esperanto è una lingua ponte, ma non è la prima; il linguaggio dei segni dei Nativi Americani dell'America del Nord e i vari “pidgins”del mondo sono alcuni esempi di lingue ponti. Nonostante precedenti idiomi ponte siano stati utilizzati per discutere una ristretta gamma di tematiche, non sono stati considerati come lingue pienamente sviluppate. L'Esperanto, dall'altro canto, esiste come lingua pienamente sviluppata tanto da poter funzionare come in modo efficente come lingua ponte internazionale; possiede anche delle caratteristiche che aiutano un apprendimento e un uso relativamente rapido e semplice come: una pronuncia fonetica, forme regolari di verbi e plurali e la capacità di aggiungere nuove parole al vocabolario usuale della lingua. Per di più, l'Esperanto è già utilizzato nell'industria editoriale, comunicazioni via internet, riunioni e pubblicazioni internazionali e nell'uso personale come in viaggi o nelle corrispondenze.


Per maggiori informazioni sull'Esperanto e il Progetto Popoli Indigeni, contattare Rubén Torres a:
mailto:rdtorresa@gmail.com


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