Professora, badanto, agento, guardio …

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professora, badanto, agento, guardio …

Caro PDS,
sul “Corriere” del 16, Lei, imprudentemente, si è fatto coinvolgere nella questione – scivolosa e tendente al ridicolo – dell’introduzione in italiano di termini che, nell’ambito dei mestieri/professioni, specifichino che l'”agente” (chiamiamolo così) sia maschio/femmina.

Questo (falso?, almeno per l’italiano) problema è nato nel contesto dell’inglese, che non dispone di desinenze per indicare i generi, né di articoli che li differenzino, eccetto l’ambiguo “the”, al posto di “il, la, i, le”.

Nel corso dei secoli, per molte attività si è formato il sistema di “-men”, cosi che: cavaliere è horseman, postino postman, presidente chairman.

Invece di adattare la lingua alla realtà, per cui con tali parole si possa intendere che i soggetti nominati siano anche di genere femminile, le brave femministe anglosassoni hanno deciso che tali termini vogliano deliberatamente escludere le femmine. In testa gli USA, ove si coltiva il pensiero magico/letterale: si veda il doppio giuramento iniziale del Presidente Obama. Là, tutto quello che non è scritto espressamente, legalmente non esiste. Un contratto americano occupa mille pagine; lo stesso, nell’Europa continentale, cinquanta.

Hanno così inventato la Postwoman, la Chairwoman, ecc. Nominare sia il Chairman che la Chairwoman è lungo; qualcuno usa l’orribile “Chairperson”. Se fosse più istruito, gli basterebbe il latinismo “President”, che significa ancora: chi (uomo e donna) presiede.

Ma, in italiano, almeno prima del sessantotto, insegnavano che: “quando si dice , a seconda del contesto, si intende anche , ecc.”. Per es. quando, da ormai più di due secoli, si dice: “tutti gli uomini hanno uguali diritti”. Solo chi adotta il pensiero magico – regredendo al livello del selvaggio pre civiltà scritta – può ritenere che, non avendole specificamente nominate, le donne non siano qui comprese. Anche in greco, “anthropos” significa sia uomo che donna; ove si voglia riferirsi solo ai maschi, si usa “aner”.

In italiano, molti termini che definiscono professioni derivano da verbi di “azione”. Per es., presidente, badante, agente. Anche preside, professore, dottore, ingegnere, ragioniere, eccetera, si applicano bene a uomini e donne. Purtroppo, da tempo l’uso ha introdotto le cacofonie “professoressa” e “dottoressa”. É a causa di queste cacofonie che le donne vogliono la professora? Allora, introduciamo anche il badanto, l’agento, e il guardio, riservando alle femmine la guardia, e co casalinga di Milano

Di Stefano:

Cara casalinga, non si chiede perché lei viene chiamata “casalinga” (con la -a), così come l’infermiera viene chiamata “infermiera” e la ministra viene chiamata “ministro”? E’ un fatto di evidente discriminazione l’assegnare il maschile a funzioni di prestigio e lasciare che resti il femminile per i mestieri più bassi. Ma temo che dietro la “casalinga di Milano” si nasconda un “casalingo”…
(Da forum.corriere.it/leggere_e_scrivere, 17/9/2014).

 




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