Prism: Le spie americane sono a casa loro in Europa

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New York Times: «Obama è come Bush»

Il «Grande fratello» americano spiava il mondo intero. È quanto sta emergendo dallo scandalo che ha preso avvio dalle intercettazioni telefoniche dei clienti di Verizon e che si è esteso al web. «Prism», il programma messo a punto dall'intelligence americana, nato dalle ceneri delle operazioni di sorveglianza elettronica di George W. Bush, sarebbe entrato nei server di nove giganti della rete e ne ha estratto, ha rivelato il Washington Post, «audio, video, fotografie, e-mail, documenti, password e username per continuare a tracciare nel tempo l'attività degli americani sulla rete», «focalizzandosi sul traffico di comunicazione straniero, che spesso utilizza i server statunitensi.

'Prism' è la fonte principale delle informazioni che le agenzie di intelligence forniscono nel rapporto che ogni mattina viene consegnato al presidente degli Stati Uniti. È stato citato 1.447 volte nel rapporto al presidente solo lo scorso anno. Tra le aziende che, «consapevolmente», scrive il Wp, hanno fornito accesso al sistema Prism ci sarebbero, «Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple»: in sintesi il gotha del web e dei sistemi di tlc Usa e mondiali che da parte loro però smentiscono quanto scritto dal giornale Usa.

«Per quanto ci riguarda nessun governo ha accesso diretto ai server di Facebook. Quando ci arriva una richiesta del genere, la valutiamo attentamente e forniamo informazioni compatibili con quanto la legge prescrive», ha spiegato Joe Sullivan, capo della sicurezza del social network di Mark Zuckerberg, mentre Steve Dowling, portavoce di Apple, ha tenuto a precisare di «non aver mai sentito parlare» di «Prism». «Google – fa sapere dal canto suo il gigante di Cupertino – si preoccupa seriamente della sicurezza dei dati degli utenti». Ma, allo stesso tempo, il provider «non ha una ‘back door’ attraverso cui il governo possa accedere ai dati privati degli utenti».

07/06/2013 http://www.unita.it/mondo/prism-nsa-nat … i-1.504630




2 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

[justify]Politica Sicurezza<br />
Prism: Le spie americane sono a casa loro in Europa<br />
11 giugno 2013<br />
Le Monde Parigi<br />
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<img src="http://www.presseurop.eu/files/images/article/mohr-cicero.jpg?1370961869" alt="" /><br />
Mohr/Cicero<br />
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<strong>Lo scandalo rivelato dal Guardian e dal washington Post è solo l’ultimo dei molti incidenti occorsi tra Usa e Ue su privacy e sorveglianza, dovuti soprattutto all’inettitudine europea.</strong><br />
Jean-Pierre Stroobants | Frédéric Lemaître<br />
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Lunedì 10 giugno la Commissione europea ha ripetuto di essere "preoccupata" per il caso Prism, il programma americano di sorveglianza elettronica diretto dall'Agenzia nazionale di sicurezza (Nsa) che gli permette di accedere ai dati esteri e in particolare europei.<br />
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Insolitamente discreta, la commissaria alla giustizia Viviane Reding non ha criticato gli Stati Uniti, con i quali – ha spiegato la sua portavoce – parla "sistematicamente" dei diritti dei cittadini europei. Reding sembra soprattutto irritata con i paesi dell'Unione europea, che il 6 giugno hanno bloccato a Lussemburgo il suo progetto di protezione dei dati personali.<br />
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In discussione da 18 mesi e dopo 25 riunioni, il dossier Dpr (Data Protection Regolation, regolamentazione della protezione dei dati) è oggetto di tremila emendamenti e divide l'Unione. I ministri della giustizia dei Ventisette si sono riuniti poche ore prima delle rivelazioni dell'ex dipendente della Cia Edward Snowden sul quotidiano inglese The Guardian, che forse avrebbero permesso di avvicinare i diversi punti di vista. Londra e l'Aia considerano la bozza di Reding troppo penalizzante per le imprese, Parigi vuole maggiore attenzione per le reti sociali e Berlino considera i testi troppo vaghi. Ma di fronte alle rivelazioni su Prism anche le capitali europee affermano di essere "preoccupate".<br />
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Del resto questo era proprio il termine utilizzato dalla Commissione nel 2000, quando furono svelate le attività europee di Echelon, una rete anglosassone di sorveglianza globale delle telecomunicazioni. L'Nsa dirigeva queste intercettazioni allo scopo di ottenere informazioni economiche, commerciali, tecnologiche e politiche. La legislazione degli stati membri dell'Unione era stata violata, così come i diritti fondamentali dei cittadini.<br />
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All'epoca Londra aveva approfittato del suo rapporto privilegiato con Washington per spiare i rivali europei. Le due capitali hanno negato e i dirigenti europei hanno preferito dimenticare che il responsabile della crittografia delle comunicazioni della Commissione aveva dichiarato di essere "in buoni rapporti con l'Nsa", che in questo modo avrebbe avuto libero accesso alle informazioni confidenziali dell'esecutivo europeo. In seguito l'interessato ha "rettificato" le sue dichiarazioni in una lettera al suo superiore.<br />
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Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 – che Echelon non è riuscita a prevenire – in nome della lotta al terrorismo gli europei hanno concesso – a volte di propria volontà, spesso costretti – un numero consistente di dati alle autorità americane. Ma nel 2006 l'Europa avrebbe scoperto che Washington aveva segretamente accesso da cinque anni alle informazioni di Swift, una società belga che crittografa i flussi finanziari tra le banche di tutto il mondo.<br />
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Una volta passata la sorpresa e dopo aver avviato un difficile negoziato, nel 2010 è stato firmato un accordo. Gli europei hanno ottenuto la possibilità di valutare la pertinenza delle richieste americane per esercitare un controllo, la procedura ed eventuali incidenti sono oggetto di una valutazione semestrale e così via.<br />
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Il caso dei dai personali dei paesseggeri aerei (Pnr, Passenger name record) è stato altrettanto complesso e ci sono voluti nove anni di trattative e quattro versioni del testo per permettere finalmente di arrivare a un accordo nell'aprile 2012. Preoccupati soprattutto di evitare la firma di accordi bilaterali che avrebbero offerto poche garanzie, gli europei hanno finito per accettare la trasmissione di 19 dati riguardanti tutti i viaggiatori dell'Ue che vanno negli Stati Uniti o che li sorvolano. Washington aveva inserito nel negoziato la liberalizzazione delle autorizzazioni di accesso al territorio americano. I dati raccolti sono resi anonimi dopo sei mesi, conservati per cinque anni su una banca dati "attiva" e poi per dieci anni in una banca dati "dormiente".<br />
Nessun controllo<br />
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Gli europei però non sono riusciti a risolvere una questione fondamentale: tre delle quattro compagnie mondiali che conservano i dati di prenotazione della maggior parte delle compagnie mondiali sono negli Stati Uniti e sono quindi sottoposte alla legislazione di questo paese. In caso di problemi le leggi europee non avrebbero alcun potere su di esse. Come nel caso di Prism, l'Unione è costretta a riconoscere non solo di essere sistematicamente in ritardo sugli avvenimenti, ma anche che la sua capacità di azione è limitata.<br />
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Attualmente l'Ue cerca di negoziare con gli Stati Uniti la possibilità per i cittadini europei di far correggere attraverso una procedura giudiziaria dei dati personali errati in possesso di società private americane. I cittadini americani che vivono in Europa godono già di questo diritto.<br />
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L'eurodeputata liberale Sophie in't Veld spera che le rivelazioni sulle pratiche dell'Nsa risveglino la coscienza degli europei e li costringa a mostrarsi più esigenti. Ma il parere di un alto funzionario di Bruxelles è molto diverso: "Questo caso conferma ancora una volta che gli Stati Uniti sono i leader in materia di antiterrorismo e che molti stati membri non oseranno contrastarli". Secondo questa fonte è del resto "molto probabile" che il Regno Unito e altri paesi abbiano tratto vantaggio da informazioni ottenute da Prism. La cancelliera tedesca Angela Merkel sarà molto probabilmente la prima a sollevare direttamente la questione con Barack Obama, visto che il presidente americano si recherà a Berlino il 18 e 19 giugno.<br />
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La questione è molto delicata, soprattutto in un paese molto attento alla vita privata, e visto che le rivelazioni del Guardian hanno messo in evidenza come la Germania sia stata uno dei paesi più colpiti dalle intercettazioni. Secondo un esperto di Bruxelles questo potrebbe indicare che le autorità americane farebbero anche dello spionaggio industriale – cosa che Washington negava già ai tempi di Echelon. Nel frattempo lunedì 10 giugno un portavoce del ministero della Giustizia tedesco ha fatto sapere che l'amministrazione sta verificando "possibili ostacoli ai diritti dei cittadini tedeschi".<br />
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Traduzione di Andrea De Ritis<br />
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Articolo originale – Le Monde fr<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.lemonde.fr/international/article/2013/06/11/l-europe-a-la-merci-de-l-espionnage-americain_3427775_3210.html">http://www.lemonde.fr/international/art ... _3210.html</a><!-- m --> <br />
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<strong>Dall’Austria<br />
I paesi europei sapevano</strong><br />
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Secondo Der Standard “c’è una certa ironia” nella richiesta di chiarimenti avanzata il 10 giugno da diversi eurodeputati dopo le rivelazioni sulla sorveglianza delle comunicazioni elettroniche da parte dell’Nsa. Il quotidiano viennese ricorda che il fenomeno non è affatto nuovo: già nel 2001 il Parlamento aveva creato una commissione d’inchiesta sul sistema di spionaggio internazionale Echelon:<br />
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Sei giorni prima degli attacchi dell’11 settembre, la commissione non aveva alcun dubbio sull’esistenza di un sistema globale di intercettazioni delle comunicazioni realizzato da Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada.<br />
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Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani e la protezione dei dati personali avevano messo in guardia l’opinione pubblica contro questo sistema tecnicamente capace di sorvegliare “le comunicazioni elettroniche del mondo intero”, ma l’Ue aveva deciso che se il meccanismo veniva utilizzato dai servizi segreti non c’era violazione del diritto europeo.<br />
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Der Standard ricorda che alcuni paesi, come la Germania, avevano collaborato alla creazione di Echelon, mentre l’Austria, pur non facendo parte del sistema, ha contribuito indirettamente con gli accordi stretti con l’Nsa sullo scambio di dati, sottolinea il quotidiano. Diversamente da altri paesi Ue, infatti, in Austria è permesso analizzare i dati relativi alle comunicazioni.[/justify]<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/3869791-le-spie-americane-sono-casa-loro-europa">http://www.presseurop.eu/it/content/art ... oro-europa</a><!-- m -->

Administranto
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<strong>Datagate: gli inglesi spiavano il mondo</strong><br />
<em>Nuove rivelazioni del Guardian: gli 007 inglesi hanno per anni spiato le conversazioni telefoniche e i dati in fibra ottica di tutto il mondo insieme alla Nsa.</em><br />
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L'agenzia di intelligence britannica Gchq avrebbe intercettato in segreto grandi quantità di dati internet e chiamate telefoniche sui cavi di fibra ottica a livello globale e le ha poi condivise con l'agenzia americana Nsa. È quanto rivelano nuovi documenti di Edward Snowden pubblicati dal britannico Guardian.<br />
La svolta è stata la capacità del Gchq di attingere a enormi quantità di dati provenienti da cavi in ​​fibra ottica datati anche 30 giorni. L'operazione ha nome il nome in codice di "Tempora" ed è in corso da circa 18 mesi.<br />
La scoperta del Guardian fa capire che Gchq e la Nsa sono in grado di accedere ed elaborare quantità di dati sulle comunicazioni tra persone del tutto ignare in tutto il mondo. E si parla di registrazioni di telefonate, il contenuto di messaggi di posta elettronica, la chat di Facebook e la storia di accesso di qualsiasi utente sul web.<br />
Anche in questo caso la soffiata è arrivata da Edward Snowden, che sta portando alla luce il più grande programma di spionaggio e sorveglianza della storia. "Non è solo un problema degli Stati Uniti - ha detto la "talpa" - ma anche del Regno Unito. Quelli del Gchq sono peggio degli americani".<br />
Dal 2010, due anni dopo che il progetto è stato varato, il Gchq vantava la più "grande connessione internet" tra le potenze della Terra in ambito di intercettazioni, e parliamo di Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.<br />
A maggio dello scorso anno 300 analisti di Gchq e 250 dalla Nsa sono stati assegnati al più grande reastrellamento di dati internet mai progettato. Gli americani hanno dettato le linee guida. Il Guardian fa sapere che circa 850.000 dipendenti della Nsa hanno avuto accesso ai database del Gchq. Dai documenti trapelano dati spaventosi: l'anno scorso il Gchq ha gestito 600 milioni di "eventi telefonici" al giorno, sfruttando più di 200 cavi in ​​fibra ottica.<br />
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<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=45799&typeb=0">http://www.globalist.it/Detail_News_Dis ... 99&typeb=0</a><!-- m -->

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