Presentazione del libro «Aldo Capitini. Le radici della nonviolenza»

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Il libro che la Biblioteca della Nonviolenza dell’ERA onlus pone al centro dell’attenzione questa settimana è quello di Fabrizio Truini dal titolo “Aldo Capitini. Le radici della nonviolenza” Ed. Il Margine, Trento.
“Aldo Capitini era andato controcorrente all’epoca del fascismo e nuovamente all’epoca del post-fascismo. Forse troppo per una sola vita. Ma bello” scriveva nel 1968 Pietro Nenni commemorando la morte del filosofo della nonviolenza.
Truini ci riconsegna, con una scrittura appassionata, la vita e la voce di uno dei padri della nonviolenza in Italia, dalla formazione letteraria alla strenua lotta contro il fascismo, dai primi esperimenti politici con la creazione dei Centri di orientamento sociale all’assiduo lavoro come docente universitario e rettore dell’università per gli stranieri di Perugia, alla battaglia per l’obiezione di coscienza, fino alla fondazione del Movimento Nonviolento.
È questa figura di rivoluzionario, di libero religioso, di maestro della gentilezza, quella di cui si discute alla Biblioteca della Nonviolenza dell’Era Onlus con il pubblico, l’autore Fabrizio Truini, Giuseppe Rippa, Direttore dei Quaderni Radicali e Giuseppe di Leo, giornalista e vaticanista.
“L’obiettivo del nostro lavoro – afferma Giorgio Pagano Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto – è quello di diffondere la cultura e la prassi nonviolenta nello spirito d’apertura che le è peculiare, facendo della BdN un centro propulsore capace di farsi carico e di creare quelle condizioni meditative e creative necessarie allo sviluppo delle potenzialità dell’azione nonviolenta che, oggi, deve occuparsi di dare risposta alle nuove forme di violenza e guerra
da quella economica o finanziaria, come quella in atto contro l’Euro, a quella linguistica”.
“Affrontare, imbattersi, scoprire il pensiero di Aldo Capitini è come sostare su una soglia di possibilità d’accesso alla vita presente – spiega Daniele Taurino, Responsabile operativo della BdN – non si tratta di un semplice incontro con l’autore, di cui si studiano delle idee, dei concetti, è piuttosto un attingere ad una sorgente di senso per la nostra esistenza”.




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