Presentato presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid il libro: Pascoli e gli editori

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Il volume è l'esito di una minuziosa ricerca sugli scambi epistolari tra l'autore di San Mauro e i suoi editori

MADRID – In un gremito Salon de Actos di Calle Mayor, prestigioso spazio nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid è stato presentato, all’interno della programmazione della XII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, il libro Pascoli e gli editori. Dal «mio editore primo» a Cesare Zanichelli, scritto dalla Prof.ssa Maria Gioia Tavoni, già ordinario di Archivistica Bibliografia e Biblioteconomia presso la Università di Bologna e dal Prof. Paolo Tinti, ricercatore e docente aggregato nelle stesse discipline presso il medesimo ateneo bolognese. Il testo edito da Pàtron Editore di Bologna nel 2012, anno del Centenario della morte di Giovanni Pascoli è parte della «Collana della “Rivista Pascoliana”» che, promuove in questo prezioso prodotto letterario, un complessa ricerca su un aspetto ancora inedito per Pascoli, sostenuta anche dal contributo del Presidente dell’Accademia Pascoliana Prof. Andrea Battistini, ordinario di Letteratura Italiana a Bologna.
Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Dott. Carmelo Di Gennaro ha inaugurato l’evento riferendosi al complicato rapporto che esiste sin dai primi editori con gli autori. Dai tempi di Aldo Manuzio, le relazioni tra i vari attori dell’editoria sono state caratterizzate da difficoltà e necessità differenti che spesso impedivano il conseguimento di accordi commerciali condivisi, portando in molti casi alla perdita di un probabile successo letterario. «Noti per l’esito a cui hanno condotto sono i mercoledì di Einaudi, in cui l’editore si riuniva con i suoi esperti per valutare le proposte editoriali. La politica della casa editrice convergeva nel dare spazio a opere già stimate da altri come non di mercato, quindi da rifiutare, a cui conseguirono poi record di vendite».
Successivamente la Prof.ssa Mercedes López Suárez, ordinario di Letteratura e Mezzi di Comunicazione Sociale presso la Università Complutense di Madrid e moderatore dell’evento presso l’Istituto ha posto l’accento sul valore di «un Giovanni Pascoli fondamentale per la poesia italiana, la storiografia letteraria e per la sua incidenza nella civiltà Europea. La continua ricerca della realtà quotidiana, alla luce di questo nuovo testo consente una lettura del Pascoli letterato e mediatore stesso delle sue pubblicazioni, fino ad oggi inedita e sconosciuta agli studiosi.” Poeta che abbiamo fermato nella nostra memoria per la sua prolifica produzione poetica e per i profondi coinvolgimenti emotivi trasmessi come in: Myricae, Primi Poemetti, nei Canti di Castelvecchio, nei Nuovi Poemetti, ma anche nei suoi Poemi conviviali.
Una proposta ricercata che considera l’autore Pascoli non dal punto di vista di un’analisi testuale o strettamente filologico-letteraria, di cui esiste già una ingente bibliografia, ma da una prospettiva nuova, fondata sulla conflittualità che spesso oppone l’autore e le sue necessità agli editori e ai molti altri intermediari della pagina a stampa (agenti letterari, stampatori, illustratori, etc.), rivelandone aspetti finora inediti.
La prof.ssa Maria Gioia Tavoni ha poi proseguito illustrando i passaggi che hanno caratterizzato questa ampia e innovativa ricerca che, già a pochi mesi dalla pubblicazione del libro ha prodotto numerosi dibattiti e confronti in merito ai nuovi contenuti. «La necessità di andare oltre a quello che ci ha lasciato in memoria Mariù, “infermiera-segretaria-angelo”, come Pascoli definì teneramente la sorella in una lettera a Egisto Cecchi» – ha proseguito il Prof. Paolo Tinti – nell’evidenziare le peculiarità di una vita personale, di un rapporto familiare, sentimentale e lavorativo che avvicina il Poeta al contesto della quotidianità, in cui lui stesso si sentiva attore attivo.
Un percorso scientifico-letterario che prende le mosse da una vasta e capillare ricerca svolta nei luoghi del Pascoli, scindendosi poi dall’analisi di tipo paratestuale che ha reso l’autore, dalle Myricae illustrate sino ai suoi postumi Poemi del Risorgimento, corresponsabile dell’apparato visuale che sostiene e rafforza i suoi testi attribuendogli un ulteriore significato di tipo empatico.
Al termine della presentazione del libro si è svolto un animato dibattito sulla attualità dei problemi editoriali sollevati da Pascoli, sui suoi principali editori e sulle sue quasi assenti traduzioni in lingua spagnola, nonché sui progetti editoriali che lo stesso autore non ha mai realizzato, ma di cui il libro fresco di stampa fornisce numerosi ragguagli.

(da university.it, 21/10/2012)




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