Povero italiano, vilipeso da troppi stranierismi

Posted on in Politica e lingue 7 vedi

da La Nazione, giovedi’ 12 aprile 2001

Le opinioni

Sempre caro mi fu quell’ermo "hill". Andra’ a finire cosi’ anche per i classici. Se continuiamo a farcire di stranierismi l’italiano. Magari confondendo congiuntivi e condizionali. Un paese come puo’ riuscire ad affermare la propria identita’ nazionale, se va a scrocco di parole dai vicini? Termini che, tra l’altro, hanno tutti un perfetto corrispondente italiano?
Nel ’70 arrivano "shopping", "jogging" e il famigerato "footing". Tra gli ’80 e i 90, gli sport estremi (?) come il "free climbingh" ("arrampicarsi senza protezione") o il "survival", che comporta lo stare scomodi anche quando si puo’ stare comodi. Anche chi lavora al computer parla di "frame", di "mouse", di "bite", di "pixel", di "scanner" (questo fa paura, perfino!) e di "videata" che non fa paura, ma fa schifo. Infine il gia’ grottesco "politichese" si arricchisce con "election day", e "summit" perche’ "vertice", ormai, si dice solo in geometria. Finche’ dura…

Vittorio Malavasi
Mirandola (Modena)




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