"Povera lingua italiana"

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di Filippo Baglini

La lingua italiana attraverso la storia ha subito notevoli cambiamenti, ma quelli di questi ultimi anni sono davvero incisivi e disastrosi per la nostra lingua.

La nostra società è caratterizzata dalla velocità di comunicazione. Tutto deve essere veloce concentrato e smorzato, al fine di un comunicazione ridotta e diretta. L’esempio piu’ lampante è l’uso dei telefonini tra i giovani, i quali comunicano tra di loro smorzando le parole per ottenere un linguaggio tutto loro che non è piu’ italiano, ma una forma di espressione rudimentale, volgare, povera di contenuti che evidenzia un malessere silenzioso, che si inerpica tra la società e nella comunicazione di massa, che porterà alla distruzione la nostra bella amata lingua italiana.

Sotto gli occhi di tutti c’è una lingua che sta cambiando, la televisione importantissimo mezzo di comunicazione spesso è fonte di errori di italiano che scivolano nelle case e sulle orecchie distratte della gente imbambolata dalle immagini, e anche il linguaggio di internet e informatico è spesso abbreviato da sigle che riassumono interi concetti contribuisce senza dubbio a demolire la lingua italiana dei nostri antichi poeti e letterati, che hanno studiato e cercato di fornirci una lingua pulita che fino ad ora ci ha invidiato il mondo.Ora stiamo assistendo al lento crollo di quella struttura letteraria che per secoli è cresciuta con il crescere degli italiani, una lingua evolutasi dai dialetti della povera gente e dagli intellettuali che si sono battuti nei loro capolavori per mantenere alta la lingua italiana, consegnandola a noi che abbiamo il dovere di mantenerla viva, sana, senza troncare parole per velocizzare la comunicazione che alla fine si ridurrà a gesti o a semplici suoni, come facevano i nostri vecchi antenati nelle caverne.

L’evoluzione di una lingua è sintomo di un processo culturale di un paese, il linguaggio si plasma su di un paese come la seta su di un corpo e lo identifica nei secoli. L’italiano è frutto di un cammino lungo e faticoso, che attraverso la storia è arrivato fino nelle nostre bocche e penne è non è tollerabile che venga dimenticato e sminuzzato per andare dietro al cambiamento di massa che ci renderà ricchi di immagini fascinose ma insufficienti di parole.C’è una crisi che parte dai banchi di scuola e si ramifica per le strade, inzuppate di persone appese a fare discorsi frettolosi e fugaci di parole, comunicando a volte con i gesti, mascherando una incapacità di linguaggio schiava del nostro tempo. Questa fiacchezza linguistica è figlia di una società che con la sua velocità alla fine stanca, inibisce ogni comunicazione, ed ecco che il progresso se non si sa usare diventa una forma di regresso.

Tutti siamo d’accordo che la lingua piu’ parlata nel mondo è senza dubbio l’inglese, ma quando siamo nel nostro paese è bene parlare la nostra lingua usare le nostre parole e non mescolarle con quelle inglesi che addirittura hanno invaso il nostro vocabolario di Italiano.Sarei curioso di sapere quante parole di italiano sono in uso negli altri paesi e sono diventate di uso comune tra le lingue. Sono d’accordo certo sull’uso della lingua inglese per unificare il linguaggio europeo e mondiale, ma sempre rispettando la propria lingua le proprie origini, come del resto fanno le altre nazioni.

In Italia siamo ricchi di cultura arte scienza, che ci invidiano in tutto il mondo, rendiamoci anche forti conservatori della nostra lingua. Mescolare parole di altre nazioni, smorzare frasi o interi concetti non ci rende piu’ moderni, o nobili, ma solo piu’ arridi della nostra stessa lingua, che è ampia romantica e luccicante piu’ di tante altre ermetiche.Una società di progresso, deve avere soprattutto anche una lingua sana, capace di articolarsi tra i vari dialoghi per non far morire la comunicazione verbale, una lingua che sia in grado di fluire in parallelo ai codici binari dei computers o del mercato commerciale. C’è bisogno di ritornare a dare importanza a quell’italiano classico dimenticato, rispolverare i romanzi di un tempo che hanno gettato le basi dei romanzi moderni, riscoprire la sensibilità della lingua attraverso quegli eroi classici, che sbocciavano da una lingua curata, articolata, ma che lievitava dalle pagine e si è prolungata per secoli.

Guardare il futuro mantenendosi ancorati al passato, alle nostre tradizioni, alla nostra lingua che non deve esser soffocata, smantellata o deturpata da agenti esterni, essi devono fare il progresso sono d’accordo, ma bisogna far coesistere una lingua importante come è l’italiano e il progresso, senza oltrepassare quel velo di rispetto linguistico che rappresenta la storia e la cultura di un paese.(L'ItaloEuropeo – giornale di cultura e approfondimento, 13/04/2007)

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1 Commenti

Redazione Forum
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<DIV id=RTEmultiCSSID >di Filippo Baglini<BR><BR>La lingua italiana attraverso la storia ha subito notevoli cambiamenti, ma quelli di questi ultimi anni sono davvero incisivi e disastrosi per la nostra lingua. <BR><BR>La nostra società è caratterizzata dalla velocità di comunicazione. Tutto deve essere veloce concentrato e smorzato, al fine di un comunicazione ridotta e diretta. L’esempio piu’ lampante è l’uso dei telefonini tra i giovani, i quali comunicano tra di loro smorzando le parole per ottenere un linguaggio tutto loro che non è piu’ italiano, ma una forma di espressione rudimentale, volgare, povera di contenuti che evidenzia un malessere silenzioso, che si inerpica tra la società e nella comunicazione di massa, che porterà alla distruzione la nostra bella amata lingua italiana.<BR><?XML:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P></O:P><BR>Sotto gli occhi di tutti c’è una lingua che sta cambiando, la televisione importantissimo mezzo di comunicazione spesso è fonte di errori di italiano che scivolano nelle case e sulle orecchie distratte della gente imbambolata dalle immagini, e anche il linguaggio di internet e informatico è spesso abbreviato da sigle che riassumono interi concetti contribuisce senza dubbio a demolire la lingua italiana dei nostri antichi poeti e letterati, che hanno studiato e cercato di fornirci una lingua pulita che fino ad ora ci ha invidiato il mondo.<O:P></O:P>Ora stiamo assistendo al lento crollo di quella struttura letteraria che per secoli è cresciuta con il crescere degli italiani, una lingua evolutasi dai dialetti della povera gente e dagli intellettuali che si sono battuti nei loro capolavori per mantenere alta la lingua italiana, consegnandola a noi che abbiamo il dovere di mantenerla viva, sana, senza troncare parole per velocizzare la comunicazione che alla fine si ridurrà a gesti o a semplici suoni, come facevano i nostri vecchi antenati nelle caverne.<BR><O:P></O:P><BR>L’evoluzione di una lingua è sintomo di un processo culturale di un paese, il linguaggio si plasma su di un paese come la seta su di un corpo e lo identifica nei secoli. L’italiano è frutto di un cammino lungo e faticoso, che attraverso la storia è arrivato fino nelle nostre bocche e penne è non è tollerabile che venga dimenticato e sminuzzato per andare dietro al cambiamento di massa che ci renderà ricchi di immagini fascinose ma insufficienti di parole.<O:P></O:P>C’è una crisi che parte dai banchi di scuola e si ramifica per le strade, inzuppate di persone appese a fare discorsi frettolosi e fugaci di parole, comunicando a volte con i gesti, mascherando una incapacità di linguaggio schiava del nostro tempo. Questa fiacchezza linguistica è figlia di una società che con la sua velocità alla fine stanca, inibisce ogni comunicazione, ed ecco che il progresso se non si sa usare diventa una forma di regresso.<BR><O:P></O:P><BR>Tutti siamo d’accordo che la lingua piu’ parlata nel mondo è senza dubbio l’inglese, ma quando siamo nel nostro paese è bene parlare la nostra lingua usare le nostre parole e non mescolarle con quelle inglesi che addirittura hanno invaso il nostro vocabolario di Italiano.<O:P></O:P>Sarei curioso di sapere quante parole di italiano sono in uso negli altri paesi e sono diventate di uso comune tra le lingue. Sono d’accordo certo sull’uso della lingua inglese per unificare il linguaggio europeo e mondiale, ma sempre rispettando la propria lingua le proprie origini, come del resto fanno le altre nazioni. <BR><BR>In Italia siamo ricchi di cultura arte scienza, che ci invidiano in tutto il mondo, rendiamoci anche forti conservatori della nostra lingua. Mescolare parole di altre nazioni, smorzare frasi o interi concetti non ci rende piu’ moderni, o nobili, ma solo piu’ arridi della nostra stessa lingua, che è ampia romantica e luccicante piu’ di tante altre ermetiche.<O:P></O:P>Una società di progresso, deve avere soprattutto anche una lingua sana, capace di articolarsi tra i vari dialoghi per non far morire la comunicazione verbale, una lingua che sia in grado di fluire in parallelo ai codici binari dei computers o del mercato commerciale. C’è bisogno di ritornare a dare importanza a quell’italiano classico dimenticato, rispolverare i romanzi di un tempo che hanno gettato le basi dei romanzi moderni, riscoprire la sensibilità della lingua attraverso quegli eroi classici, che sbocciavano da una lingua curata, articolata, ma che lievitava dalle pagine e si è prolungata per secoli.<BR><BR>Guardare il futuro mantenendosi ancorati al passato, alle nostre tradizioni, alla nostra lingua che non deve esser soffocata, smantellata o deturpata da agenti esterni, essi devono fare il progresso sono d’accordo, ma bisogna far coesistere una lingua importante come è l’italiano e il progresso, senza oltrepassare quel velo di rispetto linguistico che rappresenta la storia e la cultura di un paese.(L'ItaloEuropeo - giornale di cultura e approfondimento, 13/04/2007)<A href="http://aygum.com/"></A></DIV><!-- editby --><br /><br /><i>Questo messaggio è stato modificato da: Ufficio_Stampa, 10 Gen 2008 - 12:34 </i><!-- end editby -->[addsig]

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