Popoli indigeni e gli Obiettivi del Millennio

I POPOLI INDIGENI E GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO

Quali sono gli obiettivi
Il 2015 è l’anno stabilito dalle Nazioni Unite per il raggiungimento di otto obiettivi che un consesso di organizzazioni e stati hanno deciso nel 2000: otto obiettivi che si focalizzassero sulle necessità principali delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo.
Gli obiettivi sono:

1) Sdradicare l’estrema povertà e fame
2) Ottenere una educazione primaria universale
3) Promuovere l’uguaglianza di genere e l’impiego delle donne
4) Ridurre la mortalità infantile
5) Garantire la salute materna
6) Combattere l’HIV/AIDS, malaria e altre malattie contagiose
7) Assicurare la sostenibilità dell’ambiente
8) Sviluppare una partnership globale per lo sviluppo

SITO 

www.un.org/millenniumgoals.org/

Parere di Victoria Tauli-Corpuz, membro dell’UNPFII
Durante la quarta sessione dell’UNPFII (United Nations Permanent Forum on Indigenous Issues), che si è tenuta a New York dal 16 al 27 maggio 2005, Victoria Tauli-Corpuz, membro dell’UNPFII e rappresentante dei popoli indigeni delle Filippine, ha redatto un rapporto significativo sul legame che intercorre tra gli obiettivi e la realtà indigena. Critica rispetto al concetto di “sviluppo sostenibile” e alla connotazione che per i popoli indigeni non è assolutamente positiva, definisce le collettività indigene come “dimenticate”. I progetti che sono ritenuti essenziali per rendere sostenibile la sopravvivenza dell’ambiente sono al contempo insostenibili per chi vive quell’ambiente e, il più delle volte, sono proprio i popoli indigeni ad esserne negativamente colpiti. La salvaguardia delle risorse e dell’ecosistema da parte delle istituzioni internazionali (e sostenute dagli stati) vede applicate formule di prevenzione che collimano con i bisogni dei nativi. Per fare un esempio semplice ma efficace, la necessità di poter garantire a tutti l’acqua per coltivare le zone rurali porta alla progettazione di programmi che, inseguendo la finalità, tralasciano la modalità e i mezzi usati per lo scopo. Molte foreste pluviali vengono spazzate via per permettere ai flussi dei fiumi di deviare ed arrivare nelle zone aride; tale deviazione, oltre a distruggere la flora e la fauna locale, annulla l’habitat naturale nella quale la realtà indigena si identifica e che è proprio della simbologia identitaria.
La marginalità nella quale vivono i popoli indigeni conduce ad una inevitabile, anche se non voluta, dimenticanza di una porzione rilevante dei poveri che vivono sul nostro pianeta. La povertà dei popoli indigeni trova tra le cause primarie il passato di assoggettamento ai processi di colonizzazione che hanno portato ad una reiterata discriminazione e ad una esclusione sociale. L’impressione è che ai popoli indigeni non vengano riconosciuti diritti che siano individuali o collettivi. Il principio della terra nullius ha giustificato il depauperamento degli ambienti e delle risorse da parte dei coloni che non riuscivano a umanizzare i popoli indigeni. 
Le inequità strutturali sono state rinforzate dalle legislazioni oppressive da parte degli stati. 

 




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