Politecnico gratis se studi in inglese

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Politecnico gratis se studi in inglese
Segno di crescita internazionale con un risparmio di 1500 euro a testa.
La rivoluzione di Profumo.
di Giovanna Favro, LA STAMPA, 30/6/2007
Chi studia in inglese non paga le tasse. E’ una delle novità decise dal Politecnico per gli aspiranti architetti e ingegneri che tra poco s’affacceranno per la prima volta all’ateneo. La carica delle matricole comincerà il 26 luglio, quando partiranno le pre-iscrizioni ai test d’ammissione, e il rettore Francesco Profumo ha preparato per i nuovi studenti un programma che preme più che mai l’acceleratore sull’internalizzazione. Per tutti i corsi è attivato il primo anno in inglese, e la chance è estesa per la prima volta anche a Biella e Vercelli: nella prima si tratta di ingegneria tessile (che sostituisce l’analogo corso in italiano, soppresso), mentre a Vercelli sono state chiuse ingegneria elettronica e informatica, sostituite da «electronic and computing engeneering». Qualunque studente italiano s’iscriva a queste lauree – che puntano anche ad attrarre stranieri – così come a quelle per le matricole a Torino, non pagherà un euro di tasse. Da parte del Poli, uno sforzo e un regalo non piccoli: chi s’impegnerà nelle lezioni in lingua risparmierà fino a mille e 500 euro.
La spinta verso l’inglese (per incoraggiare i ragazzi ci saranno anche brevi pre-corsi) punta a più obiettivi ed è piuttosto articolata, visto che da settembre prenderanno il via in questa lingua anche 3 lauree di Architettura e 6 specialistiche di ingegneria (nanotecnologie per le Ict, e le ingegnerie gestionale, telematica, informatica, elettronica, delle telecomunicazioni). Si svolge inoltre in inglese Ingegneria dell’auto.
«Vogliamo favorire l’internazionalizzazione e la propensione verso altri Paesi dei ragazzi – spiega Profumo – e mescolare il sangue, inserendo stranieri anche nelle sedi decentrate. Oltre a prevedere l’inglese a Biella e Vercelli, indirizzeremo a Mondovì, Alessandria e Verres i giovani di lingua spagnola e francese».
Per attrarre più studenti dall’estero (oggi sono 1600, il 6%) sono state anche attivate 250 borse di studio da ben 10 mila euro l’una, destinate ai migliori. Sono due milioni e mezzo, una grossa somma per il Poli, ma «è un investimento che ritengo necessario, anche se mi tocca pagare su questa cifra pure le tasse. Ogni iniziativa che aiuti a mescolare sempre più lingue e nazioni è una priorità».
Da quest’anno partono anche le pre-iscrizioni al campus italo-cinese, avviate lo scorso anno solo per i giovani orientali. Chi avrà la chance d’essere ammesso ai corsi di ingegneria dell’informazione, e di ingegneria meccanica e della produzione, studierà in parte in Italia e in parte in Cina: «Una chance – commenta Profumo – che se avessi meno di vent’anni non mi lascerei mai sfuggire».
Al capitolo internazionalizzazione è pure nato un nuovo ufficio, in cui lavorano 25 persone. Sono incaricate anche dell’accoglienza e dell’inserimento dei ragazzi venuti da oltre confine nella vita cittadina. Sempre in tema «mescolanza di sangue», infine, c’è l’aumento degli accordi di doppio titolo con altri atenei. Sono saliti a 61, 34 in Europa e 27 in altri continenti. I ragazzi compiono, anche in questo caso, parte del percorso di
studi al Poli e parte nell’ateneo straniero con cui è in corso la partnership. Conseguono alla fine non una, ma due lauree, una per università in cui sono stati studenti.
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