Sgarbi sul Politecnico di Milano solo inglese: «Andrebbe chiuso e quanti hanno elaborato la cosa arrestati».

Posted on in L'ERA comunica 5 vedi

Vittorio Sgarbi sul Politecnico di Milano solo inglese: «Andrebbe chiuso e quanti hanno elaborato la cosa arrestati».
Questa notte a mezzanotte e mezza nella rubrica “Democrazialinguistica.it” su Radio Radicale l’intervista integrale di Giorgio Pagano a Vittorio Sgarbi.

«Credo che, con rispetto alla Costituzione, andrebbe chiuso il Politecnico, perché è deliberatamente fuori legge, nel senso che credo che la Costituzione faccia riferimento, almeno nella sua scrittura, alla lingua italiana, e che quindi non si può in alcun modo immaginare un insegnamento, una corrispondenza, un’identità italiana senza la lingua. Ci vorrà qualcuno in questo Parlamento e in questo incapace esecutivo che minacci l’arresto del Rettore, di quanti hanno elaborato la cosa».

Questo uno dei passaggi più netti che Vittorio Sgarbi, profondo conoscitore della cultura italiana, fa per la Rubrica “democrazialinguistica.it” su Radio Radicale a Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, in merito al progetto di cancellare dal Politecnico di Milano, entro il 2014, tutti i corsi di laurea magistrale in italiano, sostituendoli con l’inglese.

E ancora: «Normalmente un’istituzione universitaria può stabilire un bilinguismo o un plurilinguismo – prosegue Sgarbi – e questo è, nell’ambito della tolleranza, non solo giusto o possibile, ma forse addirittura da sollecitare. Che ci siano aule, quindi, per l’insegnamento in lingua italiana e altre per quello in lingua inglese, ma non che venga insegnato esclusivamente in inglese e in modo non alternativo alla lingua italiana; è fuorilegge un’istituzione d’insegnamento e di formazione che prescinda dalla nostra lingua – ribadisce il critico – per cui credo che soltanto avere dei governanti ottusi e un ministro dell’istruzione che è distratto, ammesso che lo sia, consente la decisione autonoma di un’università non di stabilire come assumere i docenti o come elaborare i piani di studio, bensì in quale lingua. In questo modo, inoltre, si contraddice la stessa architettura, poiché è nella lingua italiana, che è diventata lingua universale, che l’architettura si è imposta nel mondo, anche in Inghilterra e negli Stati Uniti, attraverso, ad esempio, i quattro libri di Andrea Palladio, che sono, e restano, scritti in italiano».

Tutta l’intervista questa notte, sabato 6 ottobre, a mezzanotte e mezza nella rubrica “Democrazialinguistica.it” su Radio Radicale e, nei giorni successivi, sul sito radioradicale.it




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.