Podcast: vasta offerta in inglese, in italiano poco o nulla.

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Podcast: vasta offerta in inglese, in italiano poco o nulla.

Caro Beppe, da qualche tempo ho iniziato ad ascoltare frequentemente i podcast. Principalmente interviste o presentazioni. Trovo soprattutto le lunghe interviste, 60-90 minuti, molto interessanti. Tim Ferris, WTF di Marc Maron sono un paio di esempi. I tempi, lo stile e la dinamica di questo formato consentono all’intervistato di avere il tempo di approfondire alcuni aspetti, di coprire argomenti inaspettati e quindi di risultare alla fine più vero e vicino agli ascoltatori. Sia che si tratti di CEO di start up di successo, di generali 4 stelle, di sportivi o di chef, queste lunghe interviste forniscono sempre spunti (letture, persone, idee) utili ad approfondire la mia conoscenza. La cosa particolare è che quasi tutti questi podcast sono in inglese, e che esistono veramente pochi podcast paragonabili, in termini di qualità di produzione e dell’intervistato, per l’italiano.
Due domande: a) credo che esista in generale una notevole sproporzione nei contenuti di facile accesso e di qualità tra inglese e altre lingue, quali l’italiano. In particolare, questo accade anche per la parte più puramente educativa di online learning. Una delle cause, ma non l’unica, può anche essere la minor propensione alla condivisione da parte delle persone “di successo” (perdonami il termine) italiane. Non credi che si rischi di creare una crescente e preoccupante differenza nella possibilità di accesso alla conoscenza qualificata tra i settori più deboli dei paesi non anglosassoni rispetto a quelli anglosassoni? E che questo non può fare altro che limitare ulteriormente le possibilità di sviluppo di chi parla male inglese? b) Come lo vedi il podcast come piattaforma per interviste approfondite? E magari la possibilità del lancio un tuo canale “Intervistiamo gli Italians che ci possono insegnare qualcosa”? Grazie,
Luca Scagliarini, lscagliarini@gmail.com

Podcast e audiolibri in Italia stentano. Non so perché, forse siamo poco pazienti. In quanto a “intervistiamo gli Italians che ci possono insegnare qualcosa”, certo: alcuni di voi saranno nel mio programma televisivo.
(Da italians.corriere.it, 5//10/2015).

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