Pochi studenti stranieri in Italia: la colpa non è della lingua ma della burocrazia italiana

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Replica al Corriere di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto

Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, replica al Corriere della Sera dove Giulio Benedetti in “Università, l’Italia importa cervelli”, afferma che il minor numero di giovani stranieri che hanno scelto di formarsi in Italia rispetto che in altri atenei oltreconfine è dovuto alla difficoltà della lingua italiana che egli giudica “non veicolare”.

“Non è la difficoltà della lingua italiana che impedisce agli studenti stranieri di iscriversi ai nostri atenei, – replica Giorgio Pagano – bensì la burocrazia italiana, come evidenzia chiaramente un’indagine condotta da “Vision” al Politecnico di Torino. Infatti il 60 % degli intervistati non esprime un giudizio negativo sull’italiano, bensì sulla nostra burocrazia, mentre il 32 % critica le normative sugli immigrati.

Al contrario, la nostra lingua favorisce quegli studenti che vengono in Italia per i loro studi accademici dato che la maggior parte di questi proviene da aree in cui la lingua italiana era gia preferita come lingua straniera di studio.

Non è sostituendo negli atenei la nostra lingua madre con l’inglese che riusciremo ad attirare più studenti stranieri: in questo caso, gli interessati andranno direttamente nei paesi anglofoni. Bisogna capire che questo non solo il Bel Paese dal Bel Canto bensì anche dalla Bella Lingua. Oramai per molti, troppi, in Italia l’inglese non rappresenta più una lingua bensì un’ideologia, come il comunismo o il fascismo”.

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