Pluringuismo, Calisesi (Lega): Non condividiamo metodo né merito

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Pluringuismo, Calisesi (Lega): "Non condividiamo metodo né merito"
domenica 13 febbraio 2011
Anche Giovanni Calisesi, segretario Lega nord di Bagnacavallo, entra nella vicenda dell’introduzione del pluringuismo all’Istituto comprensivo cittadino. "Non condividiamo né il metodo né il merito di questa iniziativa sperimentale multilingue – afferma -. Qui siamo in Romagna e sono gli stranieri da noi immigrati che devono integrarsi alla nostra cultura, lingua e tradizioni non viceversa".

"Martin Dodman, l’inglese promotore dell’iniziativa, contattato da una madre, risponde spiegando che a Bolzano dove al momento lavora , nel suo istituto si studiano tre lingue: italiano, tedesco e inglese. Non l’arabo. La sua teoria, tutta da dimostrare, si basa sullo sviluppo neuronale che porterebbe il multilinguismo nel cervello dei bambini. Ma specifica che non importa di quali lingue si tratti, e quindi non è certo lui a consigliare arabo e romeno. Inoltre bisognerebbe iniziare già dalla scuola dell’infanzia, in base alla sua teoria".

"Sia chiaro che non abbiamo nulla di specifico contro il romeno o contro l’arabo. Sarebbe la stessa cosa se si fosse stato proposto l’ungherese o lo svedese. Si stratta di lingue che non hanno utilità per i nostri figli, né legami con le nostre tradizioni. Quando saranno più grandi decideranno loro se studiare queste lingue, ora il nostro dovere è di formarli nel modo più utile possibile".

"La scuola e gli insegnanti si lamentano spesso dei tagli imposti dalla crisi, che riduce le risorse e le ore a disposizione, però guarda caso per l’arabo e il romeno ore e risorse sono saltate fuori. La teoria del dirigente Galletti, da me incontrato venerdì mattina, che sostiene non si tratti di una vera lezione linguistica non sta in piedi. Così come non regge la sua dichiarazione secondo cui i genitori erano stati informati e il progetto è inserito nel Piano di offerta formativa. Non sono stati informati i genitori, né l’interclasse, né il Consiglio d’Istituto".

"Nel Pof, a pag. 15, si parla di inglese e, a scelta, di tedesco o spagnolo (probabilmente più orientato alle scuole medie) e a pag. 28 si parla di esperienze di integrazione, ma non è citato assolutamente lo studio delle due lingue in oggetto. Ho depositato venerdì mattina nella segreteria della scuola elementare, in qualità di genitore, una richiesta di vari documenti che speriamo di ricevere al più presto per verificare se l’intero processo decisionale si sia svolto secondo le regole".

"L’esperimento dovrebbe concludersi ad aprile, ha detto il preside, noi ci auguriamo che termini qui, e si recuperi il buon senso. Sperimentare dei sistemi di apprendimento intrisi di ideologia, nell’insegnamento scolastico di bambini così piccoli, non ancora dotati di alcuna capacità di critica è una scorrettezza imperdonabile. Ci aspettiamo – conclude – che nella riunione che hanno promesso di organizzare coi genitori venga offerta un’ora di studio o altra attività didattica alternativa per i genitori che non concordano con questa iniziativa".




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