Plauso all’UE per i corsi in Svizzera, Polo dell’Italofonia subito

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Dichiarazione di Giorgio Pagano

“Rarissimamente, sul fronte linguistico, accade di poter plaudire le istituzioni dell’Unione, oggi è il caso di farlo considerando la decisione di sostenere l’italiano nelle Università svizzere, mentre il governo italiano ha dimezzato i fondi agli organismi di tutela dell’italiano all’estero. Bisogna creare subito il Polo unico dell’Italofonia, che comprenda istituti di tutela, associazioni di categoria e punte d’eccellenza poetica della lingua italiana”, ha dichiarato Giorgio Pagano, Segretario dell’associazione radicale “Esperanto”.

“Gli sforzi linguistici dell’Italia sono volti unicamente a trovare mille modi per far digerire la purga indigeribile e indubbiamente colonialistica dell’inglese per tutti, a cominciare dai media, che vendono corsi d’inglese a tutto spiano, invece di diffondere l’italiano come avveniva ai tempi in cui la RAI ha svolto il ruolo chiave per l’unificazione linguistica che le è stato riconosciuto anche in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Senza un rifiuto del totalitarismo anglofono in favore della democrazia linguistica non solo è impossibile difendere e rilanciare l’italiano, ma anche parlare di pari opportunità e pace come noi faremo, invece, nelle manifestazioni legate alla Marcia Perugia-Assisi dal 23 al 25 settembre nella lingua della nonviolenza: l’Esperanto”, ha aggiunto Pagano.

“Il bello è che trent’anni fa l’inglese non lo sapeva proprio nessuno e l’Italia aveva una produzione culturale imparagonabile a quella odierna: non si comprende che non ci sono lingue superiori, ma solo lingue di eccellenza in alcuni ambiti, come il tedesco per la filosofia, e che l’imposizione di una lingua sulle altre porta solo all’estinzione identitaria. Per questo l’Italia dovrebbe accogliere con entusiasmo proposte come quella dell’on. Barbieri sull’insegnamento scolastico dell’Esperanto che, per noi italiani, così creativi, può avere un impatto pari se non superiore ad alcune grandi rivoluzioni dello spirito come il Rinascimento”, ha concluso il Segretario dell’E.R.A.




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