Pirati informatici, la Cina ribatte “Sono gli Stati Uniti che attaccano”

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La Cina ha un’unità dell’esercito dedicata al pirataggio informatico. “E’ in Cina la sede degli hacker anti-americani”

È guerra informatica fra Stati Uniti e Cina. Va avanti da anni, è combattuta con assalti ai sistemi di sicurezza compiuti da pirati della rete abili come guerrieri e pronti ad affondare il nemico a colpi di tastiera. Se Washington da tempo denuncia i tentativi di arrembaggio degli hacker prezzolati da Pechino, è ora la Cina a muovere la stessa accusa nei confronti dell'America. A essere finiti nel mirino della pirateria digitale, secondo quanto riferito dal governo del Paese asiatico, sono stati due siti dell’apparato militare nazionale, compreso quello del ministero della Difesa, attaccati 144 mila volte al mese lo scorso anno, i due terzi dei quali sembra avessero origine negli Stati Uniti.
«I siti del ministero della Difesa e delle Forze armate cinesi, sin dalla loro creazione, hanno dovuto far fronte al pericoloso rischio degli attacchi informatici, e il numero di operazioni offensive ai loro danni è aumentato negli ultimi anni», spiega il portavoce Geng Yansheng. Secondo il governo cinese non ci sono dubbi: per la grande maggioranza la matrice è a stelle e strisce.
Le accuse sono giunte nel corso della conferenza stampa mensile alla quale la stampa straniera non è ammessa, ma i cui contenuti sono pubblicati sul sito Internet del ministero. Secondo Geng l'intelligence del Paese del Dragone sarebbe in possesso di dossier che riguardano la presunta guerra informatica di cui è protagonista Washington. In questi si sostiene che gli Usa sono pronti a rafforzare la «potenza di fuoco» per le offensive informatiche e non sono collaborativi negli sforzi della cooperazione internazionale nella lotta al «cybercrime».
L'affondo di Pechino rappresenta la risposta alle reiterate accuse da parte di Washington di tentativi di «hackeraggio» da parte di pirati della Rete che agirebbero su commissione cinese. Secondo Mandiant, una società di sicurezza americana, dietro gli arrembaggi virtuali ci sarebbe la «Unit 61398», ovvero il nucleo dell’Esercito popolare di liberazione cinese con sede a Shanghai, la forza trainante della guerra informatica con cui Pechino tenta di bucare le reti di sicurezza del governo Usa e non solo. Lo scambio di accuse, ultimo atto di un contenzioso che si trascina da anni. La Cina accusa gli Usa di ingerenze in Asia. Washington chiede che Pechino smetta di foraggiare Pyongyang e affronti i problemi di diritti umani, libero scambio e cambi.

( di Francesco Semprini, La Stampa, 01/03/2013)




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