Per sanare la ferita di Babele

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….Fino all’ultima utopia col sogno dell’esperanto di Zamenhoff, per sanare la ferita di Babele, per creare una lingua artificiale ideata per tutti i popoli, capace di sottrarsi all’imperialismo linguistico e culturale dei vari dominatori della terra. Questo libro, dunque, visita sette sogni realizzati, in tutto o in parte, sette utopie che si chiamano piccole solo perché non coinvolgono un’intera civiltà, non sono nemmeno vere utopie, non sono società modello bensì luoghi che si proiettano verso un mondo migliore…(Da “Quelle piccole utopie di Irene”, La Nazione, 30/1/2004).[addsig]




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