Per la prima volta un aborigeno in Parlamento

Per la prima volta un aborigeno in Parlamento
Saranno i Verdi guidati da Bob Brown, passati dal 7,8% all’ 11,5%, l’ago della bilancia per la formazione del governo in Australia. Un testa a testa fra i laburisti della premier uscente Julia Gillard (72 seggi) e i conservatori di Tony Abbott (73) è l’esito del voto. Sia Gillard che Abbott ora cercano la trattativa con Brown, disponibile a parlare con entrambi. Altra novità è l’elezione, per la prima volta, di un aborigeno in Parlamento: è il conservatore Ken Wyatt.
(Da La Repubblica, 23/8/2010).

————————————–
Conquista Per la prima volta nella storia dell’ex colonia britannica, un indigeno entra nella Camera bassa. Ma c’è chi lo insulta
Il deputato aborigeno che sorprende l’Australia
di Paolo Salom

I suoi antenati appartenevano alle tribù Noongar, Yamatji e Wongi. Conoscevano le Vie dei canti e ascoltavano gli spiriti delle cose e degli animali. Anche Ken Wyatt, 58 anni, ha imparato da ragazzo il linguaggio segreto degli antichi abitanti dell’Australia.
E ora, primo deputato aborigeno a entrare nella Camera bassa di Canberra, avrà l’occasione di far ascoltare la voce di mezzo milione di cittadini «dimenticati» per decenni dal Paese del perenne miracolo economico. Eletto per il Partito liberale di Tony Abbott in un distretto marginale, Hasluck, alla periferia di Perth, nell’Australia Occidentale, Wyatt porta un nome «da bianco» e un viso che tradisce rimescolamenti genetici: sua mamma – cresciuta in una missione dopo essere stata strappata alla famiglia – era una mezzosangue. Lui oggi convive con Anna-Marie Palermo, un’australiana di origini italiane e, a dicembre, si sposerà proprio nel nostro Paese.
Ma, per il momento, si gode l’inaspettato successo, decisivo per il suo partito, che ha proprio un seggio in più, 73 contro 72, dei rivali laburisti guidati dalla premier Julia Gillard, Julia la Rossa. «Fra 50 anni – ha dichiarato, sorridendo, Wyatt – gli storici cercheranno di capire com’è che Hasluck avesse scelto un candidato indigeno. E cosa scopriranno? Che gli elettori mi hanno voluto, molto semplicemente, perché erano convinti di votare una persona che avrebbe rappresentato i loro interessi. Ed è esattamente quello che intendo fare». In un Parlamento «bloccato» dove la maggioranza richiesta per governare è di 76 seggi, il destino dell’esecutivo resta appeso alle trattative con i quattro indipendenti e l’unico verde. Così Ken Wyatt emerge come una felice anomalia in un’Australia non proprio abituata a un clima post-elettorale tanto incerto. Vero che altri due aborigeni, Neville Bonner, scomparso nel 1999, e Aden Ridgeway, erano stati eletti al Senato federale in passato.
Ma la Camera alta è per lo più di rappresentanza- il vero potere, compreso quello di sostenere un governo, è riservato ai deputati. Dunque il tabù rotto da Wyatt è davvero significativo. Ed è sottolineato dalle lettere di insulti e d’odio da lui ricevute. «Alcuni elettori – ha raccontato – mi hanno scritto una frase molto semplice: "Se avessi saputo che eri un aborigeno, non ti avrei votato". Intendiamoci: è una vita che mi sento dire queste cose. È ora di andare avanti, di pensare al futuro e all’Australia che vogliamo costruire».
Il lavoro non manca. Wyatt, per quanto in parte bianco, è cresciuto insieme agli aborigeni tra gli anni 60 e 80, quando i diritti degli indigeni d’Australia erano pochi, e i torti subiti molti. I «veri» abitanti dell’Australia – almeno fino al un referendum popolare del 1967 – erano «invisibili» al resto dei cittadini: discriminati
sul lavoro, a scuola, erano limitati nel movimento e relegati in «riserve» sempre più strette, proprio loro che avevano attribuito un nome – anzi, un «sogno», come racconta la loro tradizione – a ogni singola manifestazione (oggetto o animale) del Creato. Per almeno 50 anni, dal 1910 al 1960, le autorità hanno strappato decine di migliaia di bambini, molti di sangue misto, alle famiglie d’origine, per dar loro un’educazione «bianca» e «trasformarli» in australiani Definiti la «generazione perduta», questi aborigeni – tra i quali la madre di Ken Wyatt – hanno faticato non poco per ritrovare un equilibrio nella loro identità spezzata: non bianchi, non indigeni.
Oggi, con l’elezione di uno di loro alla Camera dei deputati, l’Australia fa un passo in più verso il riconoscimento della complessità della sua Storia. Un passo significativo che segue le «scuse formali» dell’ex premier Kevin Rudd, pronunciate nel febbraio di due anni fa e finalmente recepite in un atto vero di riparazione che pure si è concretizzato grazie a soli mille voti di differenza.
Ma Wyatt resta ottimista: «Sono fiero delle mie origini e felicissimo di essere il primo rappresentante aborigeno nella Camera bassa. Ma, sia chiaro: il mio lavoro sarà per tutti, sarà per l’Australia».
(Dal Corriere della Sera, 31/8/2010).




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.