Per il pluralismo linguistico. Comunicato Stampa comune CFTC, CFE-CGC, CTG e UNSA.

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Gli Stati generali del multilinguismo, del 26 settembre 2008, Sorbonne: Una realtà occulta!

Il Collettivo ha constatato e rimpianto l’assenza del ministero del lavoro agli stati generali del multilinguismo. Ora, la questione linguistica concerne le condizioni del lavoro, di formazione, di sicurezza, di impiego e di discriminazioni.

Il Collettivo ha tuttavia preso atto dei propositi del segretario di Stato alla Francofonia, Joyandet, di voler garantire l’impiego del francese nelle nostre imprese: “Sviluppare le nuove tecnologie e la traduzione in azienda, offrire ai dipendenti la facoltà di apprendere delle lingue nel contesto professionale sono altrettante piste per rinforzare la nostra competitività. A mio avviso, questa strategia multilingue all’esterno non è d’altronde incompatibile con una strategia all’interno, tendente a garantire la comunicazione in lingua nazionale per i dipendenti in seno all’azienda…” (Discorso d’apertura)

Tuttavia il carattere festivo di questa giornata e le dichiarazioni incantatorie o angeliche sul multilinguismo occultano una realtà: la traslazione linguistica e culturale a beneficio di una sola lingua.

In ambiti sempre più numerosi, la sostituzione del francese con l’inglese ha per effetto di regolare progressivamente la nostra lingua e le altre lingue alla sola sfera privata. È l’egemonia linguistica per effetto imbuto.

Senza vero dibattito pubblico, per discutere delle poste in gioco economiche, culturali e sociali, le nostre élites si dedicano al nostro orientamento linguistico.

Chiedono che ogni cittadino padroneggi due lingue oltre la propria lingua madre ed eludono la questione del finanziamento e per chi a tale conversione linguistica.

Il Collettivo appoggia le raccomandazioni del Comitato economico e sociale europeo ripresentate da An Le Nouail-Marlière: Che la questione linguistica sia un soggetto del dialogo sociale nelle aziende.

È logico condizionare la legalità del soggiorno degli emigranti all’apprendimento delle lingue dei paesi di accoglienza e nello stesso tempo imporre l’inglese ai lavoratori francesi, spagnoli, polacchi, ungheresi…?

Jean Loup Cuisiniez, responsabile della Francofonia alla CFTC
01/10/2008

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