Per gli inglesi solo l’inglese

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Per gli inglesi solo l’inglese

Nelle scuole del Regno non c’è più l’obbligo di studiare una lingua straniera,

“perché tutto il mondo parla la nostra”. Una decisione discutibile.

di Ferdinando Camon

Il governo Blair ha preso una decisione stupefacente e ammirevole nella sua superbia, ma pericolosa, tanto che potrà diventare presto un boomerang: poiché nelle scuole di tutto il mondo si studia l’inglese, da quest’anno non è più obbligatorio che nelle scuole britanniche si impari una lingua straniera. “Non è più obbligatorio” significa che è facoltativo. Ma naturalmente, appena conosciuta la decisione del governo, nelle scuole del Regno Unito le iscrizioni ai corsi di altre lingue sono crollate: se si può farne a meno, gli studenti ne fanno a meno con gioia. Risultato: quando s’incontreranno, d’ora in avanti, ragazzi inglesi con ragazzi spagnoli o francesi, i secondi capiranno i primi ma i primi non capiranno i secondi, perché tutti parleranno solo in inglese, il che vuol dire che gli inglesi esprimeranno se stessi e il proprio mondo, e ne usciranno confermati, gli altri impareranno un mondo straniero, e ne usciranno arricchiti e trasformati. Conoscere una lingua straniera, infatti, non è solo un modo per fare affari e conversare. E’ molto di più. E’ anche un mezzo per conoscere una civiltà, un mondo, una storia, una religione, un popolo: ogni lingua incarna quel che si dice il “genio” del popolo che la parla. Col suo decreto il governo inglese tarpa al popolo inglese la conoscenza degli altri popoli sulla terra. Un gesto micidiale. La lingua inglese è una lingua bellissima, dalla terminologia molto ricca. Un grande scrittore disse che la lingua inglese, quella spagnola, e quella tedesca sono lingue “sublimi”, mentre il francese e l’italiano sono lingue “belle”. Non sono d’accordo. E’ soltanto un’impressione fonica. Peraltro, quando incontra gli alieni, Gulliver dice: “Per fargli piacere, gli ho parlato in italiano”. In realtà ogni lingua esprime (crea e ne è creata) il modo di ragionare del suo popolo, di pregare, comandare, amare. Una lingua si espande quando il popolo che la parla espande i propri confini, politici, militari, economici. L’inglese si è sparso in tutto il mondo, e da tutto il mondo ha ricevuto termini, verbi, modi di dire. Se adesso si toglie agli inglesi lo studio delle lingue straniere, si blocca questo arricchimento. La loro lingua si impoverirà. E comincerà la decadenza. (Da Grazia n.37, settembre 2004).

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Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Per gli inglesi solo l’inglese<br /><br />
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Nelle scuole del Regno non c’è più l’obbligo di studiare una lingua straniera, <br /><br />
“perché tutto il mondo parla la nostra”. Una decisione discutibile.<br /><br />
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di Ferdinando Camon<br /><br />
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Il governo Blair ha preso una decisione stupefacente e ammirevole nella sua superbia, ma pericolosa, tanto che potrà diventare presto un boomerang: poiché nelle scuole di tutto il mondo si studia l’inglese, da quest’anno non è più obbligatorio che nelle scuole britanniche si impari una lingua straniera. “Non è più obbligatorio” significa che è facoltativo. Ma naturalmente, appena conosciuta la decisione del governo, nelle scuole del Regno Unito le iscrizioni ai corsi di altre lingue sono crollate: se si può farne a meno, gli studenti ne fanno a meno con gioia. Risultato: quando s’incontreranno, d’ora in avanti, ragazzi inglesi con ragazzi spagnoli o francesi, i secondi capiranno i primi ma i primi non capiranno i secondi, perché tutti parleranno solo in inglese, il che vuol dire che gli inglesi esprimeranno se stessi e il proprio mondo, e ne usciranno confermati, gli altri impareranno un mondo straniero, e ne usciranno arricchiti e trasformati. Conoscere una lingua straniera, infatti, non è solo un modo per fare affari e conversare. E’ molto di più. E’ anche un mezzo per conoscere una civiltà, un mondo, una storia, una religione, un popolo: ogni lingua incarna quel che si dice il “genio” del popolo che la parla. Col suo decreto il governo inglese tarpa al popolo inglese la conoscenza degli altri popoli sulla terra. Un gesto micidiale. La lingua inglese è una lingua bellissima, dalla terminologia molto ricca. Un grande scrittore disse che la lingua inglese, quella spagnola, e quella tedesca sono lingue “sublimi”, mentre il francese e l’italiano sono lingue “belle”. Non sono d’accordo. E’ soltanto un’impressione fonica. Peraltro, quando incontra gli alieni, Gulliver dice: “Per fargli piacere, gli ho parlato in italiano”. In realtà ogni lingua esprime (crea e ne è creata) il modo di ragionare del suo popolo, di pregare, comandare, amare. Una lingua si espande quando il popolo che la parla espande i propri confini, politici, militari, economici. L’inglese si è sparso in tutto il mondo, e da tutto il mondo ha ricevuto termini, verbi, modi di dire. Se adesso si toglie agli inglesi lo studio delle lingue straniere, si blocca questo arricchimento. La loro lingua si impoverirà. E comincerà la decadenza. (Da Grazia n.37, settembre 2004). <br /><br />
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