Partecipazione a Firenze al Gruppo di Lavoro MAE. Cooperazione e Beni Comuni

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Partecipazione a Firenze al Gruppo di Lavoro MAE “Cooperazione e Beni Comuni”.
Il giorno 23 febbraio 2007 la Presidente e il Segretario dell’ERA hanno partecipato a Firenze alla riunione del Gruppo di Lavoro sui “Beni comuni”, promosso dalla Vice Ministra Patrizia Sentinelli e sostenuto dall’Ufficio del Ministero degli Esteri per la Cooperazione e lo Sviluppo.

Il Prof. Riccardo Petrella* è stato incaricato di presiedere e guidare i lavori che si sono tenuti presso la sede dell’Istituto Agronomico per l’Oltremare. La finalità dell’incontro è stata di discutere in maniera partecipativa una prima bozza sintetica del rapporto di studio riguardante il rapporto tra la cooperazione e i beni comuni.
L’incontro è avvenuto tenendo presente la possibilità di costruire una comunità mondiale diversa riferendosi ad una nuova cooperazione incentrata sulle relazioni tra popoli che devono usufruire ugualmente delle risorse comuni presenti sul nostro Pianeta. L’approccio al problema del non accesso alle risorse deve essere affrontato in maniera complementare e non semplicemente solidale; attraverso la partecipazione di tutti al processo decisionale relativo all’utilizzo “sostenibile” di tali beni. Il tutto deve poggiare sul rispetto delle diversità e su una gestione adeguata delle infrastrutture. L’esaltazione del valore positivo di una società della comunicazione qual è quella nella quale viviamo deve portare all’utilizzo concretizzabile da parte delle realtà sociali ed etniche più disagiate dei mezzi usati dalla comunicazione; ciò deve poter avvenire anche attraverso un coordinamento decentrato tra associazioni che collaborino affinché l’informazione diventi una realtà approcciabile e fruibile da parte di tutti gli individui e di tutte le collettività.
Formare consapevolezza sul fatto che la terra sia oggi ad uso esclusivo di oligarchie locali e non a disposizione degli individui può sostenere la conoscenza locale e un’adeguata risposta allo sfruttamento incondizionato delle risorse da parte di pochi a discapito della maggioranza della popolazione mondiale. La responsabilità sui beni comuni è responsabilità di tutti, sia di chi si identifica nella nazione sia di chi si identifica in collettività ristrette che il più delle volte sono quelle maggiormente disagiate.Il problema dell’insufficienza dei mezzi per garantire questo approccio ugualitario è dovuto al fatto che tutti gli aspetti legati alla cooperazione e allo sviluppo sono intrinsecamente connessi ai sistemi politici interni agli stati. La proposta del cambiamento nominale da Organizzazione delle Nazioni Unite in Organizzazione Mondiale per l’Umanità permetterebbe una maggiore valorizzazione del ruolo degli individui nella conservazione delle risorse e nella fruizione di esse.
Il segretario dell’ERA Onlus, Giorgio Pagano, ha evidenziato il pericolo della compromissione dell’ambiente culturale soprattutto nei prossimi decenni, sottolineando che anche la lingua deve essere considerata come un bene comune, inalienabile. La promozione di una lingua internazionale quale l’esperanto potrebbe avere un ruolo fondamentale nella circolazione di informazioni e di conoscenza che possa in tal modo non essere manipolabile e allo stesso tempo comprensibile a tutti, indistintamente.
Petrella ha concluso i lavori preannunciando che intende consegnare la sua relazione alla Vice Ministra Sentinelli a ridosso della prossima Pasqua e che inizierà a mettervi mano non prima del 23 marzo data entro la quale possono ancora giungergli eventuali documenti utili.

* Riccardo Petrella
, economista politico, è consigliere della Commissione Europea a Bruxelles e professore di mondializzazione presso l’Università Cattolica di Lovanio (Belgio).

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