Parole parole parole di Paolo Fabbri, L’Unità 6.4.04

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06.04.2004, L'UNITA', p. 26

Parole parole parole
di Paolo Fabbri

CLIMA DI DECLINO
C’e una marea nelle cose umane. E nelle parole. Quel che accade oggi nel nostro paese, in altri tempi l'avremmo definito crisi (sociale), degrado (ecologico), sfascio (istituzionale) o sfascismo: vocabolo inventato da Pannella e propalato da Montanelli – che ebbe profeti e locutori.Oggi siamo in clima di Declino: indecoroso decorso verso il basso che sembra ormai il nostro destino. Economisti e intellettuali ci allerta-no che non la smettiamo più di Declinare e che in Europa siamo gia retrocessi senza saperlo. Scendiamo la china per decremento della volontà e decrescenza dell'età;volgiamo al tramonto, all'eclissi parziale dei valori economici ed eti-ci, fisiologici e culturali. Ma non aspettatevi rotture radicali ne lifting morali, apostasie collettive e conversioni di massa: il nostro Declino ha il clinamen debole e l'en-tropia del valore ha il suo fading. Insomma stiamo andando gradual-mente fuori tempo massimo, con la magra consolazione che ci e ri-sparmiato anche il canto del ci-gno.. Non si tratta di decadenza, per cui la nostra cultura latina ha una sua programmazione genetica. Sapremmo benissimo, dopo mezzo secolo di politica democristiana, Declinare le particolarità nel generale decadimento, ripondere alle ritirate coi ripieghi, alle regressioni con le digressioni. Fatto – e detto – sta, che sono i rampanti e i vincenti auto dichiarati che ci portano al Declino. Non conoscono, loro, la fisionomia dei tempi storici: ignorano il decadentismo, esaurita la propulsione elettorale e auto-celebrativa, stupiti di non essere quel che erano riusciti a sembrare, ci conducono inesorabilmente al Declino. Sembra pero finito il tempo del “qui lo dico e qui lo nego” e del “come non detto”. La destra non ci deve far venire la pelle d'oca, ma quella di leone. Il buonismo impeante aveva dimenticato che la parola clemenza deriva da “chinarsi”, radicale di Declinare e reclinare.
Suggerisco quindi di far uso della Declinazione, cioè di quelle forme flesse che indicano le funzioni tattiche delle parole dentro la frase. Ai radicali (quelli linguistici!) vengono affibbiati diversi affissi se- con i casi – ricordate il latino: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo e ablativo? (Per es: tra i pronomi personali “egli” e nominativo, “lui” e “lo” accusativi, “gli” e dativo).Un modo di obbedire alla lingua e di darle qualche ordine inappropriato. Usiamo i casi in modo riflessivo contro quelli che non fanno il caso nostro. Finiamola con il nominativo incessante dell'avversario politico. Finiamola con le querimonie dell'accusativo e le demagogie del vocativo. Finiamola con il dativo delle offerte bipartisan. Cominciamo con l'ablativo assoluto: togliamoceli di torno i forsisti e la-sciamoli poi Declinare in santa pace come direbbero, credo, i pacifisti cattolici. Altrimenti i presagi dei saggi sono frasi di repertorio, ed e giustificata l'accusa di voyerismo per chi pensa di resistere al Declino presente a nome del futuro. Qui lo dico e sia come detto: l'avvenire del Declino può attendere.

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