Parole nuove in politica

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GARZANTINA Fra le donne-leader l’unica italiana è Sonia Gandhi

Neocon ed Echelon, parole nuove della politica

di Antonio Carioti

Dall’universo concentrazionario maoista alle nuove frontiere dello spazio cibernetico. Laogai, il Gulag cinese, ed Echelon, la rete d’intercettazione globale creata dagli Stati Uniti, sono due tra le voci di argomento storico-politico che arricchiscono, insieme ad altri duemila nuovi lemmi di ogni tipo, l’edizione aggiornata, fresca di stampa, della Garzantina Universale. Nel complesso è il mondo arabo-musulmano a incrementare maggiormente il suo spazio, sulla scorta di avvenimenti spesso tragici. Ecco la voce Nassiriya, sede della missione militare italiana in Iraq e soprattutto luogo della strage che fece diciannove vittime il 12 novembre 2003. Ma anche Beslan, città caucasica ferita in modo orribile da un eccidio di bambini. Troviamo poi Abu Ghraib, la prigione di Bagdad già teatro di innumerevoli atrocità sotto Saddam Hussein e poi divenuta tristemente famosa per le torture inflitte ai reclusi dai carcerieri americani. Fra i personaggi legati alla crisi irachena compare Paul Bremer, capo dell’amministrazione alleata per oltre un anno, e si fronteggiano i due volti della comunità maggioritaria sciita: l’ayatollah moderato Ali al Sistani e il giovane estremista Muqtada al Sadr, capo di una delle milizie più agguerrite. Due nuove entrate di segno divergente anche fra i palestinesi: il presidente Abbas Mahmoud, detto Abu Mazen, interlocutore privilegiato dell’Occidente, e il primo ministro Ismail Haniyeh, giunto al potere dopo la vittoria elettorale dei fondamentalisti di Hamas. Novità ovviamente anche in campo israeliano, entrambe legate a un protagonista ormai uscito di scena, Ariel Sharon: il suo partito Kadima e il suo successore Ehud Olmert, attuale premier. Quanto al Libano, non potevano mancare Rafiq Hariri, il premier ucciso nell’attentato che portò alla «rivoluzione dei cedri» e al ritiro siriano, e il movimento integralista sciita Hezbollah, avversario di Israele nel recente conflitto. Nel restante panorama internazionale, spiccano i «neocon», intellettuali ispiratori della dottrina Bush sulla guerra preventiva. E si guadagnano un lemma personaggi come il premier spagnolo José Luis Zapatero e il suo collega turco Erdogan, il presidente ucraino Viktor Yushchenko e quello boliviano Evo Morales. Pochi – e non è un buon segno – i volti nuovi in Italia: ci si limita ai segretari neoeletti della Cisl, Raffaele Bonanni, e di Rifondazione comunista, Franco Giordano. In fatto di partiti e alleanze ci sono Unione e Rosa nel Pugno, aggregazioni di forze già esistenti più che vere novità. Poi troviamo le primarie, da cui Romano Prodi è uscito trionfatore, e le «quote rosa», progettate per incentivare la presenza femminile in Parlamento. Pare proprio che ce ne sia bisogno, visto che tra le nuove entrate della Garzantina si contano diverse donne-leader, come il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente cileno Michelle Bachelet e quello filippino Gloria Macapagal-Arroyo, ma l’unica italiana è una protagonista della politica indiana, Sonia Gandhi.

(Dal Corriere della Sera, 19/11/2006).

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