Parola mia non ti conosco

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Firenze, 5 maggio 2012 – Vogliamo, amici lettori spezzare una lancia in nome della buona lingua italiana? No, non siamo puristi attardati e provinciali. Non si difende l’antica lingua custodita nei vocabolari, chiudendo gli occhi sul mondo che cambia. Ma, per un po’ di equilibrio e di buon senso ci indignano, e non siamo i soli gli eccessi delle inutili parole nuove, cioè dei neologismi di moda, tanto quanto l’uso di parole straniere laddove, per la cosa corrispondente, ci sono già ottime parole italiane. Vedi dehors di ultima conoscenza.

Non che la nostra lingua non abbia nella sua lunga storia assunto infiniti termini da altri paesi. Siamo zeppi di francesismo, non parliamo poi di anglicismi, ma anche di slavismi e infine – oltre il greco e latino si intende di parole arabe. Ormai si ignora che facchino e ragazzo derivano dall’arabo come aguzzino e darsena, come fardello e tariffa, come magazzino e sensale. Ma in tempi quasi odierni da un lato i pressanti modelli stranieri dall’altro un pessimo e rilassato disamore della nostra lingua ha creato (complici noi giornalisti e soprattutto la televisione), un linguaggio banalizzato e sciatto, di pura imitazione talora snobistica di parole straniere. di certo non scandalizza che ormai siano divenute normali nel nostro parlare termini come boutique, week-end, film noir, jazz o gol (goal?).

MA È L’ECCESSO inutile che spiace. Sappiamo bene che manipoli di parole straniere ci vengono trasmessi oggi dall’economia, soprattutto poi dalla tecnologia, qualcuno dallo sport e dalle arti, troppi dalla musica leggera e dalla moda. Sappiamo anche che il mondo produce continuamente cose e situazioni nuove cui bisogna dare un nome e che in questo senso il globalismo tende a inquinare le lingue nazionali. Ma è l’inutile eccesso. Perché dire ‘city-bike’ invece di bicicletta da città? E in fondo perché ‘week-end’ non può essere sostituito da fine settimana? Un film o uno spettacolo deve definirsi per forza ‘cult’? Per dire copertina bisogna per forza dire ’cover’? e guardia del corpo esprime meno di ‘body-guard’? un’opera di fantasia deve essere ‘fantasy’ e un profumo per uomo bisogna definirlo ‘for man’? La forma più popolare di lingua scritta quella dei manifesti murali sta diventando un inesplicabile caos linguistico.

Un capitolo a parte meriterebbe il linguaggio dei giovani i quali sono felici ma inconsapevoli portatori di inutili esotismi. E poiché tutto oggi tende al ‘giovanile’ e ad un’essenzialità di scrittura in parte dovuta alla comunicazione virtuale è giusta una benevolenza che però non può trascendere nella licenza.

Fermiamoci qui solo un consiglio di buon gusto per evitare errori: quando si parla di ‘media’ non pronunciate questa parola ‘midia’ bensì ditela come si scrive perché non è un anglismo ma è una parola latina.

Allora ok amici? Cioè va bene?

http://www.lanazione.it/firenze/cronaca … osco.shtml




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