Parlo quindi sono

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Parlo quindi sono

Il lessico giovanile è un codice che richiede aggiornamenti continui. Per capire cosa vogliono i ragazzi. E non fare la figura dei “gaggi”. Di Valentina Agostinis

“Signora mia, lei deve imparare il linguaggio dei giovani, io a forza di frequentarli sono diventato un gergogolo!”. Così scriveva De Crescenzo nel suo “Distrazione”. Lo strumento più utile è un vocabolario ad hoc, come quello uscito per la Utet dal titolo “Scrostati, gaggio!” (ovvero: “vattene, idiota”) di Renzo Ambrogio e Giovanni Casalegno, che decodifica i moltissimi termini entrati ormai nell’uso comune tra i teen ager (ma non solo).

Il nuovo lessico non è solo figlio dell’era telematica: il primo a fare largo uso di un linguaggio alternativo è stato lo scrittore Salinger nel suo capolavoro “Il giovane Holden”, del 1952. Guarda caso, oggi tornato di gran moda tra i lettori più giovani.

Accanto a parole nuovissime, come biccia (fidanzata), freesta (flusso verbale) e sucker (idiota), care ai b-boy, cioè i seguaci dell’hip-hop, ce ne sono altre ormai entrate nella parlata comune: pacco, goduria, lumare, sgamare.

Internet batte la tv tre a zero in quanto a influenza sul lessico: termini come resettare, sciftare e sconnesso,sono meno effimeri del sorpassato cucador rimbalzato dagli studi di “Drive in” negli anni ’80.

(Da Anna n. 12, marzo 2005).

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1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

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Il lessico giovanile è un codice che richiede aggiornamenti continui. Per capire cosa vogliono i ragazzi. E non fare la figura dei “gaggi”. Di Valentina Agostinis<br /><br />
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“Signora mia, lei deve imparare il linguaggio dei giovani, io a forza di frequentarli sono diventato un gergogolo!”. Così scriveva De Crescenzo nel suo “Distrazione”. Lo strumento più utile è un vocabolario ad hoc, come quello uscito per la Utet dal titolo “Scrostati, gaggio!” (ovvero: “vattene, idiota”) di Renzo Ambrogio e Giovanni Casalegno, che decodifica i moltissimi termini entrati ormai nell’uso comune tra i teen ager (ma non solo).<br /><br />
Il nuovo lessico non è solo figlio dell’era telematica: il primo a fare largo uso di un linguaggio alternativo è stato lo scrittore Salinger nel suo capolavoro “Il giovane Holden”, del 1952. Guarda caso, oggi tornato di gran moda tra i lettori più giovani.<br /><br />
Accanto a parole nuovissime, come biccia (fidanzata), freesta (flusso verbale) e sucker (idiota), care ai b-boy, cioè i seguaci dell’hip-hop, ce ne sono altre ormai entrate nella parlata comune: pacco, goduria, lumare, sgamare.<br /><br />
Internet batte la tv tre a zero in quanto a influenza sul lessico: termini come resettare, sciftare e sconnesso,sono meno effimeri del sorpassato cucador rimbalzato dagli studi di “Drive in” negli anni ’80. <br /><br />
(Da Anna n. 12, marzo 2005).<br /><br />
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