Papa Francesco e il terrorismo delle parole.

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Francesco: “Non conoscevo la parola extracomunitario. Lottare contro il terrorismo delle parole.”

di Luca Romano.

“C’è una parola in italiano che non conoscevo quando sono venuto le prime volte,extracomunitario, ma proprio questa crudeltà è quello che fa che tu che sei di un altro paese, diventi un extracomunitario, ti portano via dalla comunità, è una cosa contro cui dobbiamo lottare tanto”.
Lo ha detto Papa Francesco a una ragazza figlia di immigrati che a Bergamo ha subito episodi di razzismo e bullismo che l’hanno quasi spinta al suicidio. “Tu – le ha detto Francesco – sei stata molto coraggiosa. Ma è difficile lottare contro questo terrorismo della lingua, delle chiacchiere, degli insulti, di cacciare via la gente, con insulti o cose che fanno male al cuore”.
“Si può perdonare totalmente?”, si è chiesto Francesco. “È una grazia – ha spiegato ai ragazzi che partecipavano alla ‘Festa degli italianì organizzata dalla Cei – che dobbiamo chiedere al Signore. Noi da noi stessi non possiamo. Facciamo lo sforzo, tu lo hai fatto ma è una grazia che ci dà il Signore: non è facile perdonare il nemico, quello che ti ha ferito, quello che ti ha fatto del male”. Nella sua risposta il Papa ha evocato un concetto già proposto in altri contesti: “Le chiacchiere sono un terrorismo, è il terrorismo delle chiacchiere, la crudeltà della lingue o quello che tu hai sentito è come buttare una bomba e quello che la butta non si distrugge, questo è una cosa che noi dobbiamo vincere, e come si vince? Tu hai scelto la strada giusta, il silenzio, la pazienza, e hai finito con quella parola tanto bella, il perdono”. Bisogna, ha sottolineato, rispondere con la mitezza a questo “terrorismo della lingua. Stare zitto, trattare bene gli altri, non rispondere con un’altra cosa brutta, ma fare come Gesù, che era mite di cuore, e noi viviamo in un mondo dove a un insulto rispondi con un altro, ci insultiamo uno con l’altro e ci manca la mitezza. Chiedere la grazia della mitezza di cuore e quella è anche una strada che pare la strada al perdono”…
(Da ilgiornale.it, 27/7/2016).

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