Pagano (Radicali) scrive a Saviano affinché dica, lui, la frase di Pannella sulla lingua comune della specie umana.

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Roma, 3 giugno 2016

Caro Roberto Saviano,

                                              guarda caso, proprio oggi, ti ho scritto questo commento al tuo articolo su L’Espresso Ciao Marco, a subito!

Gentile Saviano, mi spiace lei non citi la più antica e attuale, in versione lingua federale europea, battaglia del Partito Radicale e, anzitutto, di Pannella che, proprio per questa campagna “per la lingua comune della specie umana” ha firmato il suo ultimo appello pubblico a Papa Francesco, affinché tornasse a benedire Urbi et Orbi in Esperanto e sostenesse la campagna Radicale “per la lingua comune della specie umana” in tutti gli organismi transazionali, ad iniziare da quelli delle Nazioni Unite.

Lo ha fatto volendo mettere una sua antica frase degli anni ’90: «Che il bambino del Bangladesh, il bambino più ricco della società britannica o americana, insieme, abbiano una seconda lingua, che l’anglofono abbia una seconda lingua è urgente».
Sai, anche Edoardo De Filippo era esperantista! Se mai ci incontreremo ti racconterò di questi incontri e biglietti.”

Guarda caso, proprio ora, alle 18 e 40, ho saputo che oggi sei a Roma tra l’altro in una piazza intitolata ad un mio vecchio e caro amico, artista anche lui, “Alighiero Boetti” o, come preferiva presentarsi in relazione al suo doppio, Alighiero & Boetti.
Vedrò di riuscire a darti questa lettera, accompagnata anche dal biglietto che Eduardo mi fece avere nel 1983 di cui parlo nel commento così come, affinché tu te ne faccia una idea più approfondita, il facsimile di lettera che con Marco mandammo, ovviamente personalizzata, a tutti gli Ambasciatori permanenti delle Nazioni Unite la scorsa estate.

Sono certo che, parafrasando Marco, l’idea “Che il più povero bambino di Scampia, il bambino più ricco della società britannica o americana, insieme, abbiano una seconda lingua, che l’anglofono abbia una seconda lingua è urgente” affascinerà anche te.

Anzi, se te ne farai convinto, mi piacerebbe proprio che tu, in onore a Marco, la registrassi proprio così, con il riferimento a Scampia, o che. In modo da utilizzarlo a Radio Radicale per la Campagna.

Tutto sommato, a pensarci bene, il riflesso della camorra non è molto dissimile da quello di Churchill che, nel 1943, andò a parlare di nuove forme di imperialismo agli studenti di Harvard sostenendo: «Il potere di dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente». Prefigurando così il colonialismo postmoderno: quello delle menti, anziché dei corpi e dei territori.
In effetti razziare le intelligenze degli altri popoli rende tutti utenti, consumatori e dipendenti del proprio.

Lasciandoti il mio cellulare personale, un cordialissimo saluto,

Giorgio Pagano
Responsabile della campagna Lingua comune della specie umana e  
Segretario Generale della “Esperanto” Radikala Asocio, Associazione Costituente PRNTT




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