Pagano a Romano: ma l’esperanto non è contro l’inglese!

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Pagano a Romano: ma l’esperanto non è contro l’inglese!
Roma, 27 febbraio 2007
• Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario associazione radicale per la Democrazia linguistica
Oggi con il titolo “L’esperanto contro l’inglese”, sul Corsera, Sergio Romano risponde ad una lettrice che pone la questione di una lingua comune europea che non monopolizzi le altre riducendo dominio e diritti dei popoli non anglofoni.
Ritengo lo faccia con due errori di fondo e senza una considerazione importante: 1) l’esperanto non è contro l’inglese bensì rappresenta un’alternativa popolare pubblica per la comunicazione internazionale e, come tale, dovrebbe essere sostenuto legislativamente dai politici che si battono per un’Europa senza popoli e ceti privilegiati o per nascita anglofona o perché economicamente in grado di mandare i propri figli a studiare nei Paesi anglofoni.
2) L’Esperanto, che ormai ha 120 anni di vita mentre molte lingue ufficiali nazionali nel mondo sono ben più giovani, è stato dichiarato lingua viva a tutti gli effetti dall’Ungheria già nel 2004 e non ha alcun problema di accrescimento lessicale in quanto si alimenta automaticamente dalle radici delle altre lingue, ed è questo il motivo principale per cui mentre l’inglese condanna a morte le altre lingue l’esperanto le fa vivere.
La considerazione importante è politica ed economica insieme: continuare a parteggiare per l’inglese significa assicurare non solo il monopolio linguistico internazionale ai popoli anglofoni ma anche quello politico ed economico. Conviene ai popoli che, come il nostro, non sono anglofoni?

 

Questo messaggio è stato modificato da: Ufficio_Stampa, 28 Feb 2007 – 12:12

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1 Commenti

Redazione Forum
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