Ostana (Cuneo), si è conclusa la nona edizione del Premio dedicato alle lingue minoritarie.

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Ostana, si è conclusa la nona edizione del Premio dedicato alle lingue minoritarie.
Per quattro giorni incontri, dibattiti, lezioni e concerti nella borgata.

Si è conclusa oggi (domenica 4 giugno), a Ostana, la nona edizione del Premio dedicato alle lingue madri del mondo. Quattro giorni di incontri, dibattiti, tavole rotonde, lectiones magistrales, performance e concerti per far risuonare nella borgata Miribrart lingue madri da tutto il mondo.

Come ribadisce Ines Cavalcanti, curatrice, «il Premio Ostana è prima di tutto un festival dei diritti linguistici, un’occasione per celebrare e far incontrare scrittori, poeti, musicisti, registi, traduttori che con il loro lavoro contribuiscono alla resistenza e alla diffusione delle lingue minoritarie».

Nelle precedenti edizioni il Premio Ostana ha dato risalto a Friulano, Sloveno, Cimbro, Ladino, Armeno, Sardo, Tibetano, Basco, Rromani, Tutunaku, Catalano, Huave, Bretone, Sami, Ebraico, Maltese, Corso, Cheyenne, Curdo, Maori, Galiziano, Shuar, Yoruba, Euskera, Frisia, Grika. Per la nona edizione, il Premio ha portato a Ostana esponenti di lingua: Amazigh-kabyla (Algeria); Innu (Canada); Nynorsk (Norvegia); Gallese (Gran Bretagna) e – chiaramente – Occitana.

Mohand Tilmatine, Salem Zenia e Samir Aït Belkacem hanno raccontato il mondo della Cabilia; la poetessa innu-canadese Jospéphine Bacon ha portato una testimonianza della condizione della lingua innu in Nord America; Erlend O. Nødtvedt, giovane poeta norvegese, ha recitato in lingua Nynorsk; il celebre cantautore Mans de Breish e Roland Pecout hanno ripercorso e cantato la storia dell’Occitania; Gwyn Griffiths ha condiviso la sua esperienza di autore e traduttore dal gallese. Inoltre, Francesco Severini ha presentato il suo Vagabolario – viaggio miniato tra le leggende dei piccoli popoli delle isole linguistiche in Italia e Maria Soresina ha animato un incontro sui legami tra Dante e i Catari.

È intervenuta anche Birgit Hatlehol, che ha presentato l’Oslo International poetry Festival e l’Oslo poesifilm, due rassegne che danno grande spazio alle lingue del mondo.

In occasione dell’inaugurazione si è tenuto un ricordo di Tullio de Mauro, grande difensore dei diritti linguistici in Italia, a cura di Valter Giuliano. Le serate sono state dedicate a performance artistiche nate dall’incontro – spesso improvvisato – di tutti i premiati, che hanno offerto il proprio contributo artistico.

In occasione della cerimonia di premiazione, tenutasi domenica 4 giugno, è intervenuta anche Antonella Parigi, assessore regionale alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte. L’assessore ha sottolineato: «L’attività che il Premio Ostana porta avanti è molto apprezzata ed è un segno importante di resistenza: il Premio ha il pregio di dare voce a diverse visioni del mondo, nelle quali si possono ritrovare valori fondamentali. L’attualità porta all’attenzione quanto il rispetto della diversità sia in pericolo e vada preservato e iniziative come il Premio Ostana offrono occasione di incontro, fratellanza e conoscenza dell’altro: difendere le lingue e le culture è importantissimo sia in chiave identitaria che economica per valorizzare il territorio regionale».

Anche Giandomenico Genta, Presidente della Fondazione Crc, era presente per portare i saluti della Fondazione e ha premiato il norvegese Erlend O. Nødtvedt.

Dichiara Ines Cavalcanti di Chambra d’Oc, curatrice: «In questa edizione, attraverso un lavoro collettivo fatto da tante persone con formazioni diverse ma che hanno in comune la passione per la lingua, si è veramente chiarificato l’obiettivo del Premio Ostana. Noi vogliamo che si crei una rete mondiale di persone che capaci di dimostrare che nel mondo, oltre al problema dell’emergenza ecologica e della biodiversità alimentare, esiste un’altra emergenza che è strettamente connessa alle altre: la sparizione di centinaia di lingue che nel mondo sono portatrici di una cultura territoriale che salvaguarda i territori, ne regola le leggi naturali della biodiversità alimentare e animale. Chi è salito a Ostana lo ha potuto notare, in particolare, dal racconto di Joséphine Bacon, poetessa di lingua innu, che appartiene a una comunità indigena e ha vissuto lo sradicamento dalla sua terra, dalla sua lingua e dalla sua cultura e che a fatica vi è ritornata. Lei è una dei testimoni non solo di questa emergenza, ma che porvi rimedio è possibile».

Aggiunge il sindaco di Ostana, Giacomo Lombardo: «Il Premio si sta allargando: credo che le voci da scrittore a scrittore, da artista ad artista si rincorrono e chi capisce la filosofia del premio poi si fa avanti per partecipare o ci segnala il lavoro di artisti in tutto il mondo. Ogni anno abbiamo sempre maggiore difficoltà a selezionare i premiati, ed è una difficoltà positiva in questo caso. È la dimostrazione che la globalizzazione non ha annullato le diversità che sono l’alimento del progredire della civiltà e che il Premio sta lavorando nella direzione giusta».
(Da lastampa.i, 4/6/2017).

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