Orgoglio italiano in cucina

Posted on in Politica e lingue 4 vedi

Dopo l'accusa tedesca di aver eletto dei buffoni in Parlamento e la "pizza quattro stagnazioni", torna la voglia di orgoglio italiano: a tavola noi "lo facciamo meglio". Ma è vero?

Vi ricordate quella copertina del settimanale "Der Spiegel" del 1997, con la pistola su un piatto di spaghetti fumante e il titolo irridente "Urlaubsland Italien", che significa "Italia Paese delle vacanze"? Basterebbe ricordare che nel 2012 l'export del nostro Made in Italy agro-alimentare ha raggiunto la cifra record di 31 miliardi di euro, con una crescita del 3 per cento delle vendite tricolori nell'area dell'Unione Europea, Germania compresa, per poterci riscuotere da quell'offesa. Eppure ieri è dovuto intervenire il Presidente Giorgio Napolitano per stigmatizzare la nuova sferzata germanica proveniente dal leader socialdemocratico Peer Steinbrueck, che aveva parlato di "polit-clown" eletti dagli italiani, riferendosi a Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. Il Capo dello Stato – al di là di ogni valutazione politica sul futuro del nostro governo – ha certamente fatto molto bene a difendere l'onore nazionale. Eppure sui giornali esteri continuano le insolenze contro di noi, molte di matrice gastro-politica. Come la Bild, che ha pubblicato una foto con la pizza "quattro stagnazioni", in cui il piatto divenuto sinonimo del Buon Paese è diviso in quattro porzioni che hanno le sembianze di Grillo, Berlusconi, Mario Monti e Pierluigi Bersani.

Verrebbe da dire, per usare il tormentone dello chef Bruno Barbieri a MasterChef (tra l'altro un cuoco che ha avuto fortuna a Londra con il suo ristorante Cotidie): ma che mappazzone, smettiamola di prenderci in giro tra italiani e tedeschi in base alla nostra cucina. Come non dimenticare il nostro stereotipo verso la Germania, patria di kartoffen e wurstel? Su Twitter oggi ho letto qualche cinguettio di rilancio del nostro orgoglio nazionale , proprio usando la nostra tavola, come quello del giovane e brillante chef abruzzese Niko Romito (che ha una scuola al suo Casadonna di Castel di Sangro) : @Niko Romito: Tra poco i Tedeschi ci insegneranno pure a cucinare – orgoglio Italia . Come dare torto a una bandiera della nostra alta cucina, con 2 stelle Michelin? Però, a ben guardare, proprio la Guida Rossa francese ci dovrebbe ricordare che il differenziale – non si dice spread? – tra Italia e Germania, in termini di ristoranti stellati, è ancora cresciuto invece di diminuire, con le recensioni 2013.

Già, perché nel novembre scorso i locali con tre stelle Michelin, in Germania, sono passati da nove a dieci, con l’ingresso del giovane Kevin Fehling , del «La Belle Epoque» di Lubecca-Travemünde, mentre quelli italiani sono rimasti a quota sette, pur con l'ingresso di Enrico Crippa del ristorante Duomo di Alba (Cn), perché è stato declassato un altro ristorante piemontese, il Sorriso di Soriso (No). Avevo chiesto ragione di questa differenza al nuovo direttore di tutte le 26 edizioni di Guide Michelin nel mondo, l'americano Michael Elli s, il quale mi aveva risposto che i clienti tedeschi, evidentemente, hanno più soldi di quelli italiani e possono permettersi un locale da 200 o 250 euro per un pasto. Tra l'altro la Michelin Italia non ha ancora nominato il successore del direttore per il nostro Paese, dopo l'annunciata andata in pensione di Fausto Arrighi dopo tanti anni di onorato servizio.

Dobbiamo consolarci con il fatto che in tutto il mondo l'"Italian sounding" del cibo è sempre più amato, anche se abbiamo un'instabilità politica poco invidiabile? Forse sì, ma certo è giusto difendere sempre il nostro onore nazionale. Sia a livello istituzionale sia ai fornelli. Purché il nuovo Parlamento si accorga dei nostri giacimenti gastronomici e faccia qualcosa di serio per difenderli davvero.

(da Gigi Padovani, da http://www.lastampa.it del 28/02/2013)




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.