ONU: rapporto finale sull’Agenda di Sviluppo Post-2015

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ONU: rapporto finale sull’Agenda di Sviluppo Post-2015

Una commissione di alto livello nominata dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha presentato recentemente il suo rapporto finale sull’agenda di sviluppo post- 2015. Tra i membri della commissione il primo ministro inglese David Cameron, la presidente della Liberia Ellen Johnson-Sirleaf e il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono. Partendo dai successi degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) la nuova agenda dovrà essere universale, applicata ad ogni paese e ad ogni cittadino e con una visione di sradicare la povertà estrema entro il 2030, assicurando uno sviluppo sostenibile del pianeta. Secondo la commissione gli obiettivi di sviluppo del Millennio non sono stati raggiunti per non aver integrato gli aspetti economici, sociali ed ambientali di sviluppo sostenibile come previsto dalla Dichiarazione del Millennio e per non aver sostenuto la necessità di promuovere gli schemi di consumo e produzione sostenibili. Il risultato è stato quello di non aver mai considerato ambiente e sviluppo correttamente insieme. Alla base c’è stato un lavoro duro ma spesso disgiunto su problemi interconnessi. Una nuova agenda di sviluppo dovrebbe portare avanti lo spirito della Dichiarazione del Millennio e i successi degli obiettivi di sviluppo prendendo in considerazione i risultati e il seguito di RIO+20. La Commissione rende esplicito che il contesto Post-2015 dovrebbe affrontare l’intera gamma delle cause che hanno dato origine alla povertà e allo sviluppo non sostenibile, inclusa l’eguaglianza, l’equità,i diritti umani, la pace e la stabilità. L’agenda universale post-2015  dovrebbe essere guidata da cinque grandi cambi di marcia: non lasciare indietro nessuno; mettere lo sviluppo sostenibile al cuore di tutto; trasformare le economie verso posti di lavoro e una crescita inclusiva; costruire la pace e creare istituzioni efficienti, aperte e responsabili; realizzare un nuovo partenariato globale che includa tutti gli attori, i governi a tutti i livelli, il settore privato, la società civile e i cittadini.  Il rapporto è il risultato di una grande varietà di vedute, proposte ambiziose e linee ispiratrici. Secondo la Commissione una delle mancanze degli attuali Obiettivi di Sviluppo del Millennio è di essere stati elaborati senza un contributo sufficiente dei paesi in via di sviluppo e non aver raggiunto i gruppi emarginati, come le minoranze. L’Onu sostiene di essere un passo avanti questa volta, raggiungendo un’attiva comunità online. Tramite la partecipazione a “My World” infatti, il sondaggio mondiale dell’Onu sulle priorità per la prossima agenda di sviluppo, è stato possibile dialogare con governi, società civile, settore privato e gruppi di esperti per condividere opinioni e conoscenze. Il rapporto sottolinea che per raggiungere gli obiettivi, la responsabilità principale ricade sugli Stati Membri delle Nazioni Unite.



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