Online su Esperanto Tv la Presentazione del Codice Doganale Europeo in Esperanto

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E’ online su Esperanto Tv la presentazione del Codice dogananale europeo in Esperanto nella traduzione di Francesco Costanzo, Carlo Minnaja, Luigia Oberrauch Madella.
Giovedì 14 marzo, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati a Roma, Giorgio Pagano e Bengt-Arne Wickströme hanno presentato la traduzione in Esperanto del Codice doganale comunitario.
Il video su Esperanto Tv: http://youtu.be/5Lm9HS6pW4w

Giorgio Pagano e Bengt-Arne Wickströme presentano il CODICE DOGANALE IN ESPERANTO

La problematica Euro così come il fallimento del federalismo europeo, e di qualsiasi altro movimento unificatore, è nel non aver accoppiato al tema dell’unificazione quello della indipendenza europea.
Cosicché non si comprendeva, e non lo comprende nessuno degli eurocittadini, come possa unificarsi un continenete senza un ideale di indipendenza e benessere da giustapporre a quello di dipendenza angloamericana e benessere di risulta nei confronti degli statunitensi+britannici.

Finora le classi politiche europee si sono fatte promotrici verso i loro concittadini di istanze di genuflessione nei confornti usa+uk. Non di protagonisti e competitori che del “vinca il migliore” fecessero il proprio motto. Ci hanno sempre detto “loro sono i migliori” non non siamo che perdenti e possiamo solo avere briciole del loro benessere solo ingrassandoli sempre più.

Così siamo senza indipendenza politica, militare, economica, informatica, mediatica, linguistica. Abbiamo solo quella monetaria che senza indipendenza linguistica non trova ovviamente gambe per divenire politica, economica, militare e così via.

In questi anni, fino dal 1996 con “I costi della non comunicazione linguistica europea”, abbiamo evidenziato come i costi non solo economici, ma anche culturali e sociali della non-comunicazione europea sono altissimi, come ha scritto il curatore di quel libro, il premio Nobel per l’economia Reinhard Selten, e sono stati oggetto di analisi concrete e di altrettanto pragmatiche proposte risolutive. Una fra queste è l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’Esperanto come seconda lingua di tutti, soluzione che a livello delle istituzioni internazionali ridurrebbe sensibilmente i costi. Non bisogna dimenticare, infatti, che le barriere linguistiche all’interno del continente europeo sono un grave handicap per l’evoluzione di un mercato veramente unificato e che attualmente la situazione linguistica dell’Unione, malgrado le lingue abbiano formalmente uguali diritti, vede l’utilizzo soltanto di alcune di queste, in primo luogo l’inglese, e quello molto più sporadico e limitato di altre “grandi” lingue come l’italiano e lo spagnolo: è questo il caso del Brevetto europeo, campo in cui si gioca l’innovazione del continente.

Lo stato attuale delle cose inficia sensibilmente la competitività dei nostri lavoratori a livello dell’Unione e li rende meno competitivi dei loro colleghi madre lingua inglesi che, evidentemente, sono avvantaggiati non grazie alle loro competenze specifiche, ma per il semplice fatto che l’inglese è la loro lingua madre.

Dato questo retroscena e lo stato attuale delle cose, oggi l’Associazione Radicale Esperanto passa dagli studi e analisi economiche agli strumenti concreti per federalisti ed indipendentisti europei, traducendo il testo fondamentale per gli scambi economici dell’Unione, il Codice Doganale Comunitario, in Esperanto, allo scopo di facilitare una conoscenza unitaria delle norme doganali europee attraverso la lingua che più di ogni altra può condurre all’indipendenza e alla democrazia linguistica all’interno dell’Unione.




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