Ok del Senato al ddl sulla lingua segni, ora manca solo il via libera alla Camera

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Ok del Senato al ddl sulla lingua segni, ora manca solo il via libera alla Camera
Il provvedimento è atteso da anni dalle associazioni che rappresentano circa 70 mila italiani sordi. Ida Collu (Ens): "La mediazione raggiunta dai membri della Commissione sul testo è soddisfacente e dà vita ad una buona legge. È stata accolta la nostra richiesta di ottenere un riconoscimento chiaro della Lingua dei Segni"

ROMA – Il disegno di legge sul riconoscimento della lingua italiana dei segni è stato approvato all’unanimità, in sede deliberante, dalla commissione Affari costituzionali del Senato. Quindi non passerà per il voto dell’aula, ma andrà direttamente alla Camera per il via libera definitivo. Il provvedimento è atteso da anni dalle associazioni che rappresentano circa 70 mila italiani sordi. Il ddl si pone come obiettivo di dare il pieno riconoscimento alla lingua italiana dei segni (Lis).
La Lis è la lingua visivo-gestuale adoperata dalle comunita’ dei sordi in Italia ed ha una sua grammatica. Nei tre articoli del testo approvato si stabilisce, tra l’altro, che "la Repubblica riconosce la Lingua dei segni italiana (Lis) e ne promuove l’acquisizione e l’uso". Inoltre, entro 6 mesi dall’approvazione della legge dovranno essere emanati i regolamenti che determinano le modalità di utilizzo della Lis in ambito scolastico e universitario, in ambito giurisdizionale e nei rapporti con le amministrazioni pubbliche e la diffusione per l’accesso all’informazione e alla comunicazione, con particolare riferimento alle trasmissioni televisive.
"La mediazione raggiunta dai membri della Commissione sul testo – afferma Ida Collu, presidente nazionale Ens – è soddisfacente e dà vita ad una buona legge. E’ stata infatti accolta la nostra richiesta di ottenere un riconoscimento chiaro della Lingua dei Segni, che non si prestasse a strumentalizzazioni e fraintendimenti, così come richiesto dalla Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità. Alcune richieste di chi si opponeva alla Lis sono state accolte con il nostro pieno appoggio, come la promozione dell’impiego delle tecnologie e dei sottotitoli per l’accessibilità dell’informazione televisiva. Mi auguro-conclude Collu- che su questo testo, ben calibrato e rispettoso delle diverse sensibilità, possa formarsi un’ampia convergenza e che l’iter alla Camera possa essere rapido e sereno."
(18 marzo 2011)




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