Nuova edizione dello Zingarelli

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Furbetti e lampadati nel nuovo Zingarelli

di Giovanni Nardi

Puntuale come la prima campanella che annuncia l’inizio delle lezioni scolastiche, ecco la nuova edizione del vocabolario della lingua italiana Zingarelli, che ogni anno cresce in voci e accezioni. Per il volume del 2007 (che costa 71,80 euro, con CD-ROM 83,80, solo con il compact 49,80, Zanichelli editore) le novità sono più di 1700, su un totale di 136mila voci e oltre 370mila significati. E le novità non riguardano soltanto parole o significati legati all’uso di tecnologie o apparati appena inventati che chiedono una legittimazione linguistica oltre a quella strumentale, oppure causate da approfondimenti e nuovi significati di termini cui l’uso ha cambiato destinazione, ma anche vere e proprie riscoperte di termini un tempo comuni, ma dimenticati da secoli dai lessicografi e perciò diventati ‘inesistenti’.

Com’è il caso di “mammoletta” che, oltre a essere il diminuitivo di mammola, indica anche una persona che è, o vuole apparire, ingenua e pudica. Ebbene, con questo significato la parola era stata adoperata da Agnolo Ambrogini detto il Poliziano, poeta vissuto tra il 1454 e il 1494, nei versi “Trema la mammoletta verginella / con occhi bassi, onesta e vergognosa”. E come tale si era tramandata nell’uso parlato, specie in Toscana; ma i compilatori dello Zingarelli se ne sono accorti solo ora, e hanno lodevolmente provveduto al suo inserimento, tra ‘mammoleggiare’ e ‘mammolo’. Ma vediamo di curiosare tra i neologismi veri e propri.

Tra le parole collegate con la culinaria c’è il “bagòss”, formaggio stagionato di latte vaccino originario della Valle del Caffaro nel Bresciano, che si consuma come formaggio da tavola o, se molto stagionato, in scaglie o grattugiato. Dalla Sardegna arriva la “burrìda”, un piatto a base di filetti di pesce gattuccio (o palombo, razza eccetera) che vengono fatti bollire in acqua salata e lasciati marinare in una salsa d’olio, aceto e pesto di noci e fegatini dello stesso pesce. Per il vino di pregio c’è il “decanter” (dall’inglese ‘to decant’ decantare, scaraffare): una caraffa particolare, in genere dalla base larga e piatta e dal collo stretto e allungato, usata per la decantazione del vino. Nasce nella cucina veneta la “pearà” (da ‘péar’ pepe), salsa tipica a base di pane raffermo grattugiato e midollo di bue, che si accompagna ai bolliti. E se qualcuno ha una vera e propria ossessione maniacale per una alimentazione sana e salutare, e intende quindi privarsi di cibi saporiti ma talvolta non facilmente digeribili, si dice che questo qualcuno è ‘affetto’ da “ortoressìa”, voce composta da ‘orto’ e dal greco ‘òrexis’ che significa appetito.

Alzandoci da tavola, ecco l’ ‘altivàrio’, strumento usato nel volo libero che rileva contemporaneamente l’altitudine e la velocità di ascesa o di discesa, unendo le funzioni di un altimetro a quelle di un variometro. Andando in giro, via dall’obsoleto zoo: adesso c’è il “bioparco”, giardino zoologico gestito con criteri che mirano alla conservazione della specie in via di estinzione. Da cicino, voce onomatopeica per indicare una piccola porzione o quantità, nasce “cicinino”, una cosa veramente molto piccola. La “corrivazione” non è affatto parente di ‘corrivo’, ma indica il concorrere delle acque nel bacino di un fiume.

Ora un sintagma preso dall’inglese: si chiama “first minute” un biglietto o viaggio acquistato con forte sconto molto prima della partenza. Non potevano mancare aggettivi imposti dal costume come “lampadato”, che indica chi si è sottoposto all’azione di lampade abbronzanti, o dal cattivo costume come i “furbetti del quartierino”, di cui è inutile spiegare il significato. Non si può non parlare del “sudoku” (dal giapponese ‘su’ che significa numero e ‘doku’ che vuol dire unico), il gioco di pazienza che fa impazzire i lettori di diversi quotidiani, i quali cercano di completare uno schema predefinito immettendo in una griglia composta da nove righe e nove caselle ciascuno, i numeri dall’1 al 9 in modo che alla fine del gioco ogni riga, colonna e quadrante contenga tutti i numeri da 1 a 9. Le curiosità sarebbero ancora tantissime, ma si elencassero tutte, forse la Zanichelli non sarebbe troppo contenta.

(Da La Nazione, 19/9/2006).

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