Notizie: Pagano alla Regione Lombardia: la Lingua Pubblica in competizione col monopolio anglofono per salvare le lingue

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Pagano alla Regione Lombardia: la Lingua Pubblica in competizione col monopolio anglofono per salvare le lingue.

Giorgio Pagano, durante l’audizione alla Regione Lombardia in merito agli “Interventi regionali per la tutela, la promozione e la valorizzazione dei dialetti lombardi e delle identità culturali” ha posto l’accento sul fatto che già oggi il Lombardo, insieme al Piemontese e al Ligure è tra i dialetti del Nord Italia che l’Atlante Unesco delle lingue in via di estinzione, pone tra quelli in pericolo in quanto i più giovani parlanti la lingua sono quasi esclusivamente adulti.

Il Segretario del’associazione radicale “Esperanto” ha altresì denunciato, riportando dichiarazioni inglesi, come oggi lingue e dialetti siano entrambi nella stessa barca e in pericolo a causa del monopolio mondiale dell’inglese che “non solo distrugge le lingue degli altri ma isola anche gli anglofoni di madre lingua dalla letteratura, dalla storia e dalle ideee degli altri popoli”. Facendo altresì risparmiare enormi masse di denaro ai popoli anglofoni (ad esempio sono 16 miliardi di dollari l’anno quelli che il Ministero dell’istruzione americano risparmia per il fatto che sono gli altri ad apprendere la loro lingua mentre, se i 400 milioni gli eurocittadini che non appartengono a popoli angloni dovvessero tutti metteresi ad un livello di competenza vicina ad un linguamadre inglese, dovrebbero spendere 24.000 miliardi di Euro per il lavoro a ciò dedicato ed escludendo costi di insegnanti, corsi, libri, CD, viaggi e permanenza nei Paesi d’origine della lingua straniera in questione.

Si tratta, ha continuato Pagano, d’una immensa catastrofe linguistica-culturale mondiale – per tale opera di erosione il 90% delle lingue del mondo è destinato a scomparire entro questo secolo – ma, finora, quasi nessuno ne ha svelato anche i risvolti di grande ingiustizia sociale, economica, politica. L’Europa, con il suo mezzo miliardo di persone e 20 lingue ufficiali, contro tale destino può senz’altro esercitare un’opera salvifica mettendo in campo la Lingua Pubblica, l’Esperanto: la sua semplicità – con la sua piena appredibilità entro la scuola dell’obbligo – e la sua non appartenenza etnica ne fanno lo strumento intrinsecamente garante della vita delle lingue e della giustizia sociale, economica e politica.




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