Notizie: Natale 2008, Benedetto XVI e Radicali: l’uso dell’Esperanto sembra essere una delle pochissime cose in comune.

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    Natale 2008, Benedetto XVI e Radicali: l’uso dell’Esperanto sembra essere una delle pochissime cose in comune.
     Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’associazione radicale “Esperanto”.

    Continuando la tradizione inaugurata da Giovanni Paolo II nel 1994 grazie anche all’azione del Partito radicale e dell’ERA, Benedetto XVI per i consueti auguri natalizi in mondovisione, tra le 64 lingue usate, dopo la lingua Guaranì ha utilizzato l’Esperanto.
In disaccordo praticamente su tutto: dall’8×1000 alla gestione della Banca vaticana, dall’uso delle cellule staminali al diritto ad una morte civile, dalla difesa della cristianità e dei cattolici nel mondo all’uso dei contraccettivi e alla pillola del giorno dopo… l’utilizzo dell’Esperanto sembra essere una delle pochissime cose a mettere d’accordo questo Papa e i Radicali.
Auspicabile sarebbe però che della cosa venisse investita la CEI e la cinghia di trasmissione con le Università cattoliche poiché, ormai dopo ben 15 anni di tale esposizione mediatica al mondo il rischio è che tale utilizzo dell’Esperanto divenga parte di una sorta di vuota liturgia.
Mentre la Gelmini inaugura la dittatura della lingua inglese nelle scuole italiane dalle elementari alle secondarie, così come era stato nei Paesi del Patto di Varsavia con il russo, la dimensione multilinguista di Benedetto XVI sembra essere però più europea ed aperta di quella di questo Governo.

Il Papa fa gli auguri di Natale in Esperanto 
Continuando la tradizione inaugurata da Giovanni Paolo II nel 1994 grazie anche all’azione del Partito radicale e dell’ERA, Benedetto XVI per i consueti auguri natalizi in mondovisione, tra le 64 lingue usate, dopo la lingua Guaranì ha utilizzato l’Esperanto.
In disaccordo praticamente su tutto: dall’8×1000 alla gestione della Banca vaticana, dall’uso delle cellule staminali al diritto ad una morte civile, dalla difesa della cristianità e dei cattolici nel mondo all’uso dei contraccettivi e alla pillola del giorno dopo… l’utilizzo dell’Esperanto sembra essere una delle pochissime cose a mettere d’accordo questo Papa e i Radicali.
Auspicabile sarebbe però che della cosa venisse investita la CEI e la cinghia di trasmissione con le Università cattoliche poiché, ormai dopo ben 15 anni di tale esposizione mediatica al mondo il rischio è che tale utilizzo dell’Esperanto divenga parte di una sorta di vuota liturgia.
Mentre la Gelmini inaugura la dittatura della lingua inglese nelle scuole italiane dalle elementari alle secondarie, così come era stato nei Paesi del Patto di Varsavia con il russo, la dimensione multilinguista di Benedetto XVI sembra essere però più europea ed aperta di quella di questo Governo.




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