Notizie: L’E.R.A. al Mediterranean Youth Meeting

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L’E.R.A. onlus ha partecipato all’incontro Mediterranean Youth Meeting “Giovani protagonisti di uno spazio pubblico mediterraneo”, tenutosi a Cosenza dal 22 al 25 ottobre, tre giorni interamente dedicati al dialogo e allo scambio tra le diverse culture del mediterraneo.
Un incontro dove è stato discusso il ruolo dei giovani nell’area del Mediterraneo e le politiche da intraprendere per costruire nuovi percorsi di pace, attraverso strumenti come il volontariato, il protagonismo e la partecipazione giovanile.
Giuliana Sutera e Rossella Papasergio, in rappresentanza del Dipartimento Giovani dell’ERA, hanno preso parte al workshop sui diritti umani e la discriminazione, coordinato da Isabella Nicoli dello YAP di Bologna e dalla stessa Rossella Papasergio, durante il quale hanno portato avanti le tematiche dell’E.R.A.
Altri incontri di lavoro hanno trattato temi quali:
dialogo internazionale e pace; istruzione, formazione e lavoro; protagonismo giovanile e partecipazione; coesione sociale e sviluppo locale nel Mediterraneo. Tali incontri sono stati introdotti da Nava Eliashar, (Attivista di “Bat Shalom” e “Women in black Jerusalem”), Noemi Ruzzo, (ILO – International Labour Organization), Gianni Novello, (già V.presidente nazionale di Pax Christi), Maria Enrica Braga, (Vicepresidente Commissione “Partecipazione e Territorio” del Forum nazionale dei Giovani e Coordinatore Area Giovani di CSVnet), Prof. Tonino Perna, (Docente di Sociologia economica nell’Università di Messina). Sono stati aperti importanti canali di collaborazione con associazioni egiziane, israeliane, palestinesi e del mondo arabo in genere, che si sono dimostrate particolarmente sensibili alle nostre tematiche e sono state gettate così le basi per una futura collaborazione con la nostra associazione, tra cui la possibilità di aprire delle sedi dell’ERA in questi paesi.
Nella plenaria, svoltasi il 25 ottobre l’Era, insieme ai rappresentanti dell’Egyptian Association of Junior Scientist, ha denunciato l’anomalia linguistica del Meeting per cui la lingua araba, pur essendo la lingua più utilizzata nell’area del Mediterraneo, non era presente come lingua di lavoro, chiedendo che venissero riprese in considerazione le lingue di lavoro per tali incontri e venisse inclusa la lingua araba per il prossimo Meeting. In tale evento è emerso come l’utilizzo dell’inglese come lingua di lavoro fosse una scelta del tutto condizionata da un processo di omologazione ed appiattimento della comunicazione, in quanto lingua estranea ai processi culturali e comunicativi dei Paesi del Mediterraneo che posseggono una base culturale comune fin dall’antichità.

Rossella Papasergio




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