Notizie: Da oggi la lingua ufficiale in Europa è l’inglese.

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    “Da oggi la lingua ufficiale in Europa è l’inglese”, fortunatamente, per ora, la frase è solo l’avvio di un cortometraggio di Filippo Soldi dal titolo “In tram”. Un giovane regista che, nel panorama di anglofila mediocrità, merita certamente d’essere segnalato.
La storia si svolge a Milano: Come ogni giorno Franco arriva trafelato alla fermata del tram.
Piccoli particolari catturano la sua attenzione: c’è nell’aria qualcosa di strano, ma cosa?
Sul tram un giovane uomo a cui Franco chiede un’informazione, gli risponde in inglese. Eppure è italianissimo.
Tutti questa mattina parlano in inglese: in inglese sono gli annunci sonori del tram, in inglese i manifesti: da oggi l’inglese è la lingua ufficiale che la nuova normativa UE ha stabilito per tutta Europa. Franco si era “distratto”, se ne era dimenticato, o aveva frainteso.
E adesso?
O si adegua, o…

Interessanti anche queste Note di regia di Soldi:
Deve essere stato più o meno tre anni fa. Stavamo facendo, io e Carlo, un laboratorio di scrittura con una scrittrice inglese. Il tema su cui bisognava lavorare era la “paura”. C’era chi confessava di aver paura della morte, chi della sofferenza, di chi di essere…
“E tu, Carlo: qual è una tua paura ricorrente?”, chiede a un certo punto la scrittrice al mio compagno di corso. Naturalmente, essendo la scrittrice inglese, in inglese è formulata la domanda.
“La mia paura ricorrente?”
“Yes, your nightmare.”
“… Sentir parlare inglese.”
Il tutto pronunciato con un accento così milanese che più milanese non si può.
E’ la Milano illuminista, la Milano del Parini, la Milano neoclassica di Appiani, di Cagnola, la Milano del Teatro alla Scala…
… E tutti  ridono!
Carlo, serissimo, racconta il suo incubo di svegliarsi in un mondo in cui non si parli altro che inglese, un mondo tutto inglese…
Poi l’esercitazione, io che vado da Carlo e, prima che lui butti il suo foglio di carta nel cestino, glielo rubo, e gli propongo di scriverne una sceneggiatura. Una piccola sceneggiatura.
Lui, ovviamente, scoppia a ridermi in faccia.
Io lo spedisco direttamente a quel paese, ma intanto mi tengo il foglio con la sua esercitazione.
Qui una breve presentazione de “In tram”




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