Non è utopico

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Arriva il “Globish”

Bastano 1500 parole per capirsi…

Se non avete molta familiarità con l’inglese, allora potete provare con il “globish”. Lontano mille miglia da utopici esperimenti come il Kosmos, il Volapuk o l’Esperanto, il “globish”, contrazione di global english, più che una lingua vera e propria è uno strumento che consente a tutti di parlare ed essere compresi in ogni parte del pianeta. Il suo inventore è Jean-Paul Nerrière, ex dirigente IBM francese, colpito dalla constatazione di come colleghi non anglofoni (per esempio un russo e un coreano) riuscissero a comunicare meglio tra di loro, rispetto a quando dovevano parlare con inglesi madrelingua, utilizzando un vocabolario limitato e una sintassi standardizzata. I principi base del “globish”, sono un vocabolario di 1500 parole in inglese, una serie di gesti e ripetizioni. L’obiettivo, intendersi anche con solo tre parole (esempio: è inutile usare il termine “nipote”, vocabolo che un interlocutore potrebbe non capire, meglio dire “il figlio di mio fratello”, e il gioco è fatto). Il primo dizionario, “Parlez le Globish”,è già pronto (a giorni anche in Italia). Per la grammatica (“Découvrez le Globish”) bisognerà aspettare ancora un paio di mesi.

(Da Grazia n. 21, maggio-2005).

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