Non chiamatemi la Fornero

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La titolare del Welfare e il maschilismo

«Non chiamatemi `la" Fornero”»

«Non mi piace quando dite "la Fomero", oppure "la Littizzetto". Dite "Fornero" e basta, così come dite "Monti"». Non è una lezione di grammatica, ma un’esortazione anti maschilista quella del
ministro del Lavoro Elsa Fornero, che ieri pomeriggio si è rivolta così a giornalisti e pubblico del Circolo dei lettori di Torino, dove ha partecipato alla presentazione del libro di Emma Bonino «I doveri della libertà» con Luciana Littizzetto.
«L’Italia – ha poi aggiunto in un secondo passaggio – è talmente poco abituata ad avere donne con ruoli di responsabilità, che vi posso assicurare che quello che non va giù è che noi ci parliamo in modo molto civile, invece volete che litighiamo a tutti costi. Ci volete vedere litigare».
La responsabile del Welfare ha poi fatto sapere, anche se in tono scherzoso: «Non farò il ministro
una seconda volta, un’esperienza può bastare». Quindi si è rivolta a Emma Bonino, dicendole: «Tu, che hai fatto il ministro due volte, anzi no una…. beh, ti sarà bastata e basterà anche a me», ha aggiunto sorridendo…
(Dal Corriere della Sera, 15/1/2012).




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

«Dicono che sono maestrina ma sono professore» <br />
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«Voglio partire dalla mia origine», ha premesso il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, per <br />
sottolineare il tenore dell’intervento che si apprestava a tenere ad un convegno: «Mi dicono <br />
maestrina, o anche professorina, sono professore all’Università di Torino, il mio vizio di <br />
origine è quello di inquadrare il problema». Più avanti ha usato ancora ironia definendo il suo <br />
intervento, accompagnato dai grafici sul ciclo vitale del lavoratore, «forse troppo didattico, <br />
da maestrina»… <br />
(Da La Stampa, 27/1/2012).

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