‘Negro’ e ‘orientale’ parole bandite.

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‘Negro’ e ‘orientale’ parole bandite
Barack corregge le leggi federali.

La spiegazione: termini dispregiativi senza diritto di cittadinanza.

“Orientale” e “negro” sono termini dispregiativi e non hanno diritto di cittadinanza nella legge americana. Con un colpo di penna, alla vigilia del suo viaggio in Vietnam, il presidente Barack Obama ha approvato un provvedimento che rettifica due leggi federali degli anni Settanta in cui le minoranze erano definite in modo insultante e datato. D’ora in poi gli americani di origine asiatica dovranno essere definiti asiatico-americani, mentre afro-americani è la corretta designazione della gente di colore. Obama ha ratificato una legge varata dal congresso all’unanimità su proposta di Grace Meng, una parlamentare di New York, che ha espresso soddisfazione a nome della comunità asiatico-americana a cui appartiene: “Il termine orientale non deve aver più diritto di cittadinanza nella legge federale, ed era ora che questo termine denigratorio e datato venisse cancellato per sempre”. Se infatti “negro” è una parola da sempre associata con odio di razza e segregazione al punto che nel 2013 gli uffici del censimento l’hanno abolita tra le minoranze in cui i residenti Usa si potevano identificare, più sottile è la connotazione di “orientale”, un termine associato con una serie di stereotipi negativi di cui sono stati vittima nel ventesimo secolo i discendenti degli emigrati da Giappone, Corea, cina e altre nazioni asiatiche. “Orientale si definisce un tappeto, non una persona”, aveva detto l’allora governatore di New York David Paterson firmando una legge del 2009 che cancellava il termine dai documenti statali.
…”Io esigo che mi chiamiate negro”. Così, a muso duro, avviò il suo intervento congressuale alcuni anni fa un giovane collega di quello che era un tempo l’Alto Volta e che oggi si chiama Burkina Faso. “Negro” , continuò dinanzi a ad un auditorio restato attonito, è in realtà un nome glorioso, che sa di sangue, catene, lacrime, sudore. I virtuosi nipotini – continuò impietoso – dei negrieri, che si sono per secoli arricchiti sulle nostre sofferenze, non credano di pareggiare il conto inventandosi adesso degli eufemismi.
Negro è l’aggettivo sostantivato che,in spagnolo, indica il color nero: gli schiavisti anglofoni, che non gradivano gli idiomi iberici, s’inventarono il peggiorativo “nigger”, quello che usavano durante i linciaggi. “Ten little niggers” s’intitola in originale “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie (prudente traduzione italiana). Mandrake chiama Lothar nel fumetto “il mio fedele servitore negro”. E Mark Twain passò i suoi guai con la censura per aver usato appunto la parola “niger” nel capolavoro “Huckleberry Finn…
(Da La Nazione, 24/5/2016).

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